Massoni celebri. Ricordando John Wayne, star del cinema, icona dell’epopea del West

Alto quasi due metri, bello, fisico atletico, John Wayne (1907 – 1979), star di massima grandezza di Hollywood, icona dell’epopea cinematografica del West, era un fratello.  DeMolay durante l’high school, divenne libero muratore come suo padre, quando ormai già avanti negli anni. Fu infatti iniziato presso la McDaniel Lodge No. 56 di Tuscon, in Arizona, l’11 luglio di 50 anni fa. Nel corso della sua vita raggiunse il 32° o il 33° grado di Rito Scozzese (le fonti in merito appaiono discordanti), divenne membro del Rito di York e si unì anche agli Shrine di Los Angeles.

Era nato nello Iowa nel 1907 da una famiglia di immigrati irlandesi. Il suo vero nome era Marion Robert Morrison, ma tutti lo chiamavano Duke.  Molto attivo durante gli anni alla University of Southern California alla in California nel capitolo DeMolay, entrò anche a far parte di due importanti confraternite studentesche del tempo: la Trojan Knights e la Sigma Chi. Un incidente in surf troncò la sua carriera sportiva, perse la borsa di studio e dovette lasciare l’università. Nella sua biografia e in diverse interviste Wayne affermò più di una volta che una delle cose che più lo avevano terrorizzato nella vita era stata l’idea di dover affrontare il proprio coach per dirgli che non avrebbe più potuto giocare a football perché si era rotto una clavicola facendo surf. Ma il giovane Morrison non si ritirerà nell’ombra. La sua amicizia con il grande regista di western John Ford segnerà il suo destino.

A lui è dedicato un imperdibile ritratto nel libro “Speroni e grembiuli. L’epopea massonica del West” (Tipheret) di Marco Rocchi.

Il suo nome, sottolinea Rocchi,  è legato anche ad alcuni noti  “camei massonici” storia del cinema western.

The Searchers (Sentieri selvaggi, 1956) per la regia di John Ford: quando Wayne cavalca nel campo Comanche, dopo la battaglia, la cinepresa inquadra un indiano morto con una sciabola in petto che veste un grembiule decisamente massonico.

True Grit (Il Grinta, 1969) diretto da Henry Hataway è il film che premiò Wayne con l’Oscar come migliore attore e verso il tredicesimo minuto, quando Mattie, dopo aver visto il padre morto nella cassa preparata dalle pompe funebri, sussurra al bracciante che l’ha accompagnata in città: “when you get home, you put him in a better coffin and you bury him in a mason’s apron.” (Quando arrivi a casa, mettilo in una cassa migliore e seppelliscilo col grembiule massonico addosso). La battuta venne censurata dal doppiaggio italiano e sostituita con: “Quando arrivi a casa, mettilo in una cassa più bella e seppelliscilo col suo vestito migliore.” 



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