Firenze, inaugurato il monumento a Lando Conti nella piazza a lui intitolatata

Il Comune di Firenze ha ricordato Lando Conti, il sindaco ucciso 35 anni fa dalle Br in un agguato sulla via Faentina, nel 35esimo anniversario dalla sua scomparsa con tre iniziative promosse da Palazzo Vecchio, a cui ha partecipato l’assessore alla cultura delle memora Alessandro Martini: alle 9.30 ha avuto luogo la deposizione della corona in viale Togliatti, dove avvenne l’attentato, alle 10 una corona è stata deposta sulla sua tomba al cimitero di Trespiano; infine alle 15 è stato inaugurato il monumento alla sua memoria, nella piazza già a lui dedicata davanti al Palagiustizia a Novoli.

Un atto con cui la città, come si legge in una nota del vicepresidente del Consiglio comunale Emanuele Cocollini, “rende un doveroso omaggio ad un uomo che la seppe servire con onore, onestà e rigore”. Conti, sottolinea Cocollini, “fu un Sindaco che lavorò allo sviluppo di Firenze e che morì per mano dei terroristi brigatisti, i quali ne rivendicarono l’uccisione. I fiorentini che hanno vissuto quei giorni ricordano ancora come la città tutta si strinse al suo Sindaco barbaramente assassinato. A conferma del sentimento di unità che, a Firenze, e nell’intero Paese, animò la lotta al terrorismo, la cui violenza criminale mirava a colpire i valori e le fondamenta delle istituzioni repubblicane”.

“Io credo – sotttolinea il vicepresidente del Consiglio comunale di Firenze- che oggi, dinnanzi alla necessità di affrontare drammatiche emergenze economiche e socio sanitarie, dobbiamo ritrovare lo spirito unitario di quei tempi e l’alto significato della comune appartenenza al medesimo destino: per affrontare insieme, con rinnovato vigore e senso di responsabilità, le sfide cui siamo chiamati. Ricordare allora figure come quella di Lando Conti diventa importante. Al fine di dare un riferimento morale e ideale a tutti coloro che intendono adoperarsi per salvare l’Italia ed affermare un’Epoca nuova”.

“Lando Conti – prosegue la nota- apparteneva ad una famiglia di tradizioni mazziniane che, nel culto dell’Apostolo risorgimentale, esaltava il dovere: dovere verso la Patria, dovere verso l’Umanità, dovere verso sé stessi. E mai come ora questo ritorno all’etica del Dovere si rende indispensabile. Che il ricordo di Lando Conti – ha concluso il vice presidente del Consiglio comunale Emanuele Cocollini – possa quindi vivere nella memoria storica di Firenze e nel nostro animo di Italiani”.



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