Festa della Luce a Firenze. E’ intervenuto il sindaco Nardella. Tra gli ospiti Oscar de Alfonso Ortega, segretario esecutivo della Conferenza mondiale delle Gran Logge

Gremitissima la sala del Palazzo dei Congressi di Firenze per la Festa della Luce organizzata dalla Circoscrizione Toscana del Grande Oriente d’Italia. L’evento è stato dedicato al tema dell’Identità della Toscana. Presente il sindaco Dario Nardella, che in apertura dei lavori ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale. Nel corso della manifestazione consegnati i consueti riconoscimenti per i 40 anni di appartenenza di iscritti al Grande Oriente d’Italia della Toscana. Ha moderato l’incontro il presidente circoscrizionale Francesco Borgognoni e chiuso i lavori il Gran Maestro Stefano Bisi. All’evento ospite d’eccezione Oscar de Alfonso Ortega, Gran Maestro della Gran Loggia di Spagna e neo eletto Segretario Esecutivo della Conferenza Mondiale delle Gran Logge.

“E’ a Firenze che celebriamo oggi la festa della luce. In questa terra di Toscana che ha una forte identità  che è il risultato di una somma di identità. In questa terra, raccontata da Dante, che  è la terra di tanti campanili, le cui campane sanno però suonare in armonia e che è la  terra di  Giotto,  Leonardo da Vinci, Piero della Francesca, dei geni della musica, da Puccini ad Adrea Bocelli, la terra che sa far conoscere il made in Italy nel mondo…”. Con queste parole il Gran Maestro Stefano Bisi ha dato via da Firenze alle celebrazioni del Solstizio d’Inverno, concludendo la manifestazione aperta a tutti che quest’anno il Collegio della Toscana ha organizzato sabato 15 dicembre nella storica dimora ottocentesca di Palazzo dei Congressi,  situato nella fortezza da Basso, in prossimità della stazione di Santa Maria Novella. Un grande inedito evento in “stil novo” dedicato non solo alla Massoneria toscana, ma a tutti i fratelli d’Italia e a quelli di tutte le Obbedienze del mondo, rappresentati, in questa specialissima occasione da Oscar de Alfonso Ortega, Gran Maestro della Gran Loggia di Spagna e neo eletto Segretario Esecutivo della Conferenza Mondiale delle Gran Logge regolari, che ha voluto rimarcare anche in questa occasione la sua vicinanza al Grande Oriente. Una vicinanza già espressa con forza al  meeting di Panama dopo l’appello lanciato dal massimo vertice dell’Obbedienza italiana alle Comunioni di tutto il pianeta a sostegno la battaglia del Goi contro gli ingiustificati attacchi che sono arrivati all’Istituzione soprattutto da parte di taluni settori della politica. Un appello che ha raccolto grandissime manifestazioni di solidarietà e vicinanza, come ha ricordato Ortega nel suo intervento,  nel corso del quale ha annunciato di avere impegnato la Conferenza mondiale ad affrontare questa grave situazione.

In apertura dei lavori ha portato il saluto della città il sindaco in persona, che si è rivolto ai fratelli del Grande Oriente con parole di stima e profonda considerazione. Una delle voci quella di Dario Nardella, fuori dal coro, libere e senza pregiudizio.  “Parlo a voi –ha detto-  soprattutto in qualità di cittadini, professionisti, lavoratori presenti ciascuno nelle vostra comunità, nei vostri contesti professionali e sociali. Possiate con forza, con la vostra testimonianza, ma anche, con le vostre idee,  parlare, dialogare, convincere, donne e uomini, invitandoli a stare un po’ meno davanti a un computer e un po’ più davanti a un tavolino a ragionare, a parlare, ad ascoltare, a confrontarsi”. “Abbiamo bisogno –ha sottolineato il primo cittadino di Firenze-  di recuperare questo gusto del rapporto umano, dello stare insieme, della riflessione, la curiosità di conoscere. Dobbiamo tutti combattere la vacuità e l’apatia con cui si vogliono fare ammalare i nostri concittadini. Non possiamo permettercelo. Ho voluto partecipare a questo evento – ha concluso- per condividere con voi questi pochi pensieri alla vigilia di una festa che ci accomuna tutti. Ed è con questo messaggio di augurio e di sollecitazione che vi saluto”.

Parole belle e importanti che danno valore al ruolo che tutti, anche i liberi muratori, possono e devono avere nell’affrontare i grandi cambiamenti della nostra epoca. Parole in sintonia anche con quelle del presidente circoscrizionale Francesco Borgognoni, che aprendo l’incontro ha voluto spiegare la precisa scelta di tenere non una tornata, ma un vero e proprio momento aperto a tutti, di riflessione sulla nostra identità, a partire dalla Toscana, la cui storia anche recente non potrebbe essere ricostruita se si ignorasse il contributo dalla Massoneria, presente ovunque a cominciare dalla toponomastica delle città toscane, che con le molte strade intitolate ai liberi muratori testimoniano l’importanza del ruolo che l’Istituzione ha avuto nel corso della storia. Un evento che soddisfa  l’esigenza dei liberi muratori di rapportarsi sempre più con la società civile, che ha bisogno, ha sottolineato il presidente, di rifondare i termini di un vivere condiviso.  Si deve prendere atto, ha detto, del momento che abbiamo davanti, un momento  che impone di essere affrontato senza furbizie, senza pensare ai propri tornaconto personali  ma camminando “sulla via della luce che è la via del bene”. Dobbiamo difendere i nostri rapporti, mostrarci per quello che siamo, ha concluso, rimarcando l’importanza di condividere valori comuni.

Sono seguiti gli interventi dedicati all’identità della Toscana del professor Stefano Bruni e del professor  Gian Mario Cazzaniga. Ha cominciato dalle origini, Bruni, dalla mitologia degli Etruschi, dagli scavi sul territorio che vennero avviati durante il Risorgimento e dall’uso che se ne fece nella costruzione dell’identità italiana. A occuparsi invece della fratellanza nella regione, del suo rapporto con la fitta rete di associazioni di mutuo soccorso, che prepararono l’habitat in cui nacquero i partiti politici, Gianmario Cazzaniga.

Poi è toccato a Bisi concludere la manifestazione. Anche il Gran Maestro ha parlato della Toscana, sua terra natale. “Una terra dolce e amara”, come l’ha definita. “La terra del vino e dei cantuccini di Prato, della Chianina, inventata dal nostro fratello Ezio Marchi all’inizio del Novecento per far mangiare la carne ai poveri. Una terra del mutuo soccorso”.  Una terra “dolce come le colline del Chianti e amara come era un tempo la Maremma cantata da Daisy Lumini e Caterina Bueno…”. E’ la terra –ha sottolineato il Gran Maestro- di Piero Calamandrei, il giurista che spiegava la Costituzione agli studenti in maniera semplice, quella carta che va vissuta ogni giorno come una macchina che ha bisogno di carburante. E’ la terra – proseguito- di Carlo Azeglio Ciampi, il livornese che tra il caciucco e le aule della Normale di Pisa,  ha fatto riscoprire e apprezzare l’identità italiana. E’ lui che diceva che il vincitore è un sognatore, che non si è mai arreso”…come non si sono mai arresi i liberi muratori toscani. Il pensiero del Gran Maestro è andato a Mario Leone,  partigiano, presidente della Regione, e “nostro fratello”, a Lando Conti…che fu sindaco di Firenze e che morì in un agguato delle Br. Ieri come oggi, ha rimarcato Bisi, “non ci fanno paura oggi coloro che vorrebbero mandarci via con una fascia al braccio per meglio riconoscerci”. “Hanno partorito un’idea in Sicilia –ha ricordato- che è diventata legge regionale. Forse l’hanno voluta approvare per farci fare la fine di Giovanni Becciolini trucidato il 7 ottobre del 1925  a pochi passi da qui nella famigerata notte di San Bartolomeo. Abbiamo combattuto e combatteremo per la libertà di tutti. Noi vogliamo essere la luce nel buio, come la luce che sta sul casco dei minatori in galleria. Lo ribadiamo –ha detto il Gran Maestro-  con tutta la nostra fierezza proprio nel settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che ci ricorda che tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti…e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Sono valori – ha ribadito- cui noi siamo fedeli…da sempre. Da uomini che guardano il mondo con occhi distaccati ma senza distacco. E soprattutto con lo spirito degli alfieri delle libertà di tutti. E con la luce che è nel nostro cuore diciamo che oggi tocca a noi, ma domani può toccare ad altri. Oggi vogliono marchiare noi, domani possono marchiare voi. Ma noi ci siamo e ci saremo”.

“Siamo sognatori  -ha aggiunto- anche noi abbiamo un sogno, un sogno da estendere a tutti gli esseri umani proprio nel giorno in cui celebriamo la festa della luce. La luce ce l’abbiamo nel cuore e l’interruttore del cuore non si spegne mai. Abbiamo il sogno di vivere liberi. Liberi di incontrarci, di lavorare nei nostri templi. E la vostra libertà – ha rimarcato- è la nostra libertà, Abbiamo il sogno di essere forti, forti della forza delle  nostre idee. E la nostra forza –ha rammentato- è la vostra forza. Abbiamo il sogno di essere uniti, uniti da nord a sud, da Trento a Trapani, da Sanremo a Licata. E la nostra unità è la vostra unità. E’ vero siamo sognatori, inguaribili sognatori. Sognatori di sogni che alimentiamo ogni giorno con le nostre azioni, per farli diventare realtà ispirati dal pensiero nobile di Eleonor Roosevelt, che diceva ‘Il futuro appartiene a chi crede alla bellezza dei propri sogni’. Noi ci crediamo –ha concluso- credeteci insieme a noi” .

Tantissimi gli ospiti e i fratelli che hanno gremito l’ampio anfiteatro che ha contribuito a regalare all’evento un’appropriata atmosfera. Tra i presenti anche il rappresentante della Fratellanza Artigiana Armando Niccolai. Nel corso della manifestazione il Gran Maestro ha consegnato  i consueti riconoscimenti ai fratelli che celebrano  i 40 anni di appartenenza  al Grande Oriente d’Italia della Toscana.  Fratelli che sono come punti di luce per tutta la Comunione.



6 commenti a “Festa della Luce a Firenze. E’ intervenuto il sindaco Nardella. Tra gli ospiti Oscar de Alfonso Ortega, segretario esecutivo della Conferenza mondiale delle Gran Logge

  1. Bellissima iniziativa, che condivido pienamente.
    Queste iniziative sono molto utili per farci conoscere al mondo profano.
    Per raggiungere il nostro completo inserimento nella società pubblica e liberamente nelle nostre Istituzioni bisogna studiare anche altre strategie.

  2. Leggendo questo resoconto mi sono commosso e ho trovato nuova forza per continuare l’Opera. Ringrazio tutti i Fratelli che hanno contribuito a rendere questa Festa della Luce stupenda.

  3. L’iniziativa messa in campo dal Fratello Francesco Borgognoni di fare un convegno aperto al pubblico, invece della Tornata rituale, per celebrare la Festa della Luce in terra di Toscana, è stata veramente centrata ed il discorso del Sindaco di Firenze Dario Nardella ne è stata la prova; così come sono state interessanti le relazioni dei relatori del convegno. Ottima l’introduzione dello stesso Francesco Borgognoni che ha fatta ad apertura del convegno stesso.

  4. Mi associo ai complimenti per l’iniziativa messa in campo per la Festa della Luce. In prima istanza ero scettico sul cambiamento dell’evento, ma devo ricredermi poiché è stata un successo oltre le aspettative sia per contenuti che per emozione.

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