ERNESTO NATHAN L’etica di un sindaco/ Monde Diplomatique

ERNESTO NATHAN L’etica di un sindaco Marisa Patulli Trythall (a cura di) Nova Delphi libri, 2019, 23 euro Non è facile immaginare un sindaco laico (ebreo e massone) agli inizi del secolo scorso, in una Roma ancora immersa nel non expedit papalino e di contrapposizione feroce tra potere temporale e potere politico nazionale. Eppure Ernesto Nathan nel 1907 divenne il primo sindaco di Roma straniero (londinese per nascita) non cattolico e, per giunta, fervente repubblicano. Nella storia italiana, quella dei manuali scolastici, quella degli editori mainstream, spesso raccontata a senso unico (quello dei timonieri protempore), si fa fatica a incontrare personaggi dallo spessore tanto elevato che, altresì, hanno rappresentato un intralcio alla (s)corretta lettura dei fatti storici: Ernesto Nathan è uno di questi personaggi. Creatore delle aziende municipalizzate dei trasporti, della distribuzione dell’acqua, della luce e del gas, possiamo ritenerlo, a ragione, il primo grande modemizzatore della città eterna che, conquistata in punta di baionette nel 1870, aveva vissuto, per un trentennio, esclusivamente dello sviluppo pala77inaro necessario all’accoglienza dei nuovi cittadini trasferiti a seguito dello spostamento della capitale da Firenze. Sviluppo, ovviamente, dei depositi monetari di quelle poche famiglie, sempre le stesse, della nobiltà romana che gestirono il primo sacco postunitario di Roma. Il volume, curato da Marisa Patulli Trythall, già visiting researcher alla Georgetown University, raccoglie diciotto saggi, articolati in quattro macrocapitoli: dal contesto storico e politico dei primi anni del ‘900, alla figura di Nathan dal punto di vista etico e politico; dalla Roma interessata dai processi innovativi, alla figura del sindaco e dei suoi rapporti sociali. Particolare attenzione è riservata al tema dell’ebraismo, con interventi, tra gli altri, di Bruno Di Porto e Riccardo Di Segni; mentre dal punto di vista storico sono da registrarsi gli interventi di Roberto Carocci su II movimento operaio tra riformismo e azione diretta e quello di Anna Foa, Un sindaco diverso dagli altri sindaci. Non solo un libro per conoscere la storia della Roma giovane capitale del Paese ma anche per «assegnare come scrive Gadi Luzzatto Voghera in apertura del volume un rinnovato significato all’idea di Europa». ENZO DI RANGO Marisa Patulli Trythall (a cura di) Nova Delphi libri, 2019, 23 euro Non è facile immaginare un sindaco laico (ebreo e massone) agli inizi del secolo scorso, in una Roma ancora immersa nel non expedit papalino e di contrapposizione feroce tra potere temporale e potere politico nazionale. Eppure Ernesto Nathan nel 1907 divenne il primo sindaco di Roma straniero (londinese per nascita) non cattolico e, per giunta, fervente repubblicano. Nella storia italiana, quella dei manuali scolastici, quella degli editori mainstream, spesso raccontata a senso unico (quello dei timonieri protempore), si fa fatica a incontrare personaggi dallo spessore tanto elevato che, altresì, hanno rappresentato un intralcio alla (s)corretta lettura dei fatti storici: Ernesto Nathan è uno di questi personaggi. Creatore delle aziende municipalizzate dei trasporti, della distribuzione dell’acqua, della luce e del gas, possiamo ritenerlo, a ragione, il primo grande modemizzatore della città eterna che, conquistata in punta di baionette nel 1870, aveva vissuto, per un trentennio, esclusivamente dello sviluppo pala77inaro necessario all’accoglienza dei nuovi cittadini trasferiti a seguito dello spostamento della capitale da Firenze. Sviluppo, ovviamente, dei depositi monetari di quelle poche famiglie, sempre le stesse, della nobiltà romana che gestirono il primo sacco postunitario di Roma. Il volume, curato da Marisa Patulli Trythall, già visiting researcher alla Georgetown University, raccoglie diciotto saggi, articolati in quattro macrocapitoli: dal contesto storico e politico dei primi anni del ‘900, alla figura di Nathan dal punto di vista etico e politico; dalla Roma interessata dai processi innovativi, alla figura del sindaco e dei suoi rapporti sociali. Particolare attenzione è riservata al tema dell’ebraismo, con interventi, tra gli altri, di Bruno Di Porto e Riccardo Di Segni; mentre dal punto di vista storico sono da registrarsi gli interventi di Roberto Carocci su II movimento operaio tra riformismo e azione diretta e quello di Anna Foa, Un sindaco diverso dagli altri sindaci. Non solo un libro per conoscere la storia della Roma giovane capitale del Paese ma anche per «assegnare come scrive Gadi Luzzatto Voghera in apertura del volume un rinnovato significato all’idea di Europa». ENZO DI RANGO



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