I due anniversari del 2026 legati a Edmondo De Amicis — il 180° della nascita, avvenuta a Oneglia il 21 ottobre 1846, e i 140° della pubblicazione di Cuore, uscito il 18 ottobre 1886 — sono stati occasione per riscoprire un intellettuale che seppe comunicare e diffondere il valore dell’educazione e della convivenza civile, attraverso il suo libro che è stato un bestseller fino ad oltre la metà del Novecento. Giornalista e autore di libri di viaggio, De Amicis, che fu anche un fratello, invita a immaginare la nuova scuola, nata dall’unità d’Italia, non solo come luogo di istruzione ma anche come uno spazio di fratellanza, in cui si impara a convivere, a rispettare gli altri, a mantenere gli impegni e ad aiutare chi è in difficoltà, nell’idea che la formazione riguardi tanto la conoscenza quanto il comportamento e il rapporto con la comunità.
De Amicis, ebbe una formazione militare e partecipò alla terza guerra di indipendenza nel 1866 e come cronista nel 1870 seguì la spedizione italiana a Roma, legata alla presa della città e alla Breccia di Porta Pia del 20 settembre. Nel 1884 De Amicis si recò in Sud America. E proprio in Uruguay, a Montevideo, venne iniziato nella loggia Concordia, secondo quanto riferisce Vittorio Gnocchini, (1942–2012) che fu uno studioso italiano di storia della Massoneria e Grande Archivista del Grande Oriente d’Italia.
