XX Settembre. Consegnata la “Galileo Galilei” al professore Andrea Carandini, presidente del Fai

In occasione delle celebrazioni del XX Settembre, il professor Andrea Carandini, presidente del Fai, è stato insignito della “Galileo Galilei”, la massima onorificenza riservata ai non massoni, come riconoscimento al suo impegno per la valorizzazione dei beni culturali, artistici e paesaggistici del nostro Paese, e all’attenzione dimostrata nei confronti del Grande Oriente d’Italia, “una collaborazione –  ha sottolineato il Gran Maestro Stefano Bisi –  che il Goi si augura possa proseguire nel tempo”.  Carandini ha espresso profondo apprezzamento per l’onorificenza ricevuta, concludendo il suo intervento con le parole Liberté, égalité, fraternité.

Professore di archeologia, specializzato in antichità romana e protagonista di scavi importanti, Carandini, dal 2013 alla guida del Fondo per l’ambiente italiano, incarico confermato nel 2018 per un secondo quinquennio, nella sua lunga carriera è stato anche un prezioso divulgatore, attraverso l’organizzazione di mostre, percorsi didattici, allestimenti di musei. Dopo le esperienze negli atenei di Siena e Pisa, 1992 ha fatto ritorno alla Sapienza di Roma dove ha insegnato fino al 2010. Ha condotto campagne di scavo in Africa, a Cartagine  e a Tipasa. Ma negli anni Ottanta, la sua attività scientifica si è concentrata principalmente sulla topografia  di  Roma  antica, sull’Etruria in età  romana. A Volterra ha coordinato le attività di indagine archeologica, sull’Acropoli e presso il Teatro Romano nel centro della città, avviando  un vasto programma di ricognizione nelle valli del Cecina e dell’Era. Nel 1985, Carandini ha condotto per la Soprintendenza Archeologica di Roma lo scavo alle pendici settentrionali del colle Palatino, rilevando e analizzando la complessa stratificazione urbana, compresa fra il IX secolo a.C.  ed il XV secolo d.C.  La scoperta di una Roma ancora più antica, ha condotto Carandini a interessarsi sempre piu’ alle origini mitiche della città connesse alla sua fondazione e alle sue prime forme organizzative, temi ai quali ha dedicato affascinanti pubblicazioni come La nascita di Roma (Einaudi); Archeologia del mito (Einaudi); Remo e Romolo (Einaudi); La leggenda di Roma in 4 volumi (Mondadori).

Sempre a Roma, nel quartiere Flaminio, tra il  1996  e  il  1997, Carandini ha anche diretto o le  attività  di  scavo della villa romana scoperta durante la costruzione dell’Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano, curando, una volta terminata la struttura moderna, l’allestimento del museo archeologico realizzato nel foyer. Dal 2005 al 2012 ha diretto il progetto Imago Urbis per la realizzazione di un sistema informativo archeologico complesso finalizzato alla gestione, conoscenza e aggiornamento di tutta la documentazione relativa a Roma antica anche tramite un sito web. Il progetto è stato approvato dalla “Commissione Infrastrutture Cultura” e finanziato da Arcus S.p.A. L’edizione dei dati raccolti è confluita in un’ampia opera in due volumi pubblicata da Mondadori Electa, uscita nel 2012 e curata dallo stesso Carandini dal titolo Atlante di Roma antica. Ritratti e biografia della Città dalle origini al VI secolo d.C. tradotta e aggiornata nel 2017 (Princeton Unversity Press, Princeton and Oxford). Nel 2006 è stato ideatore con Paolo Carafa del “Brevetto per invenzione industriale relativo a un procedimento e prodotto informatico per generare un sistema informativo archeologico”. Nel 2007 è stato Presidente della “Commissione paritetica per la realizzazione del Sistema Informativo Archeologico delle città italiane e dei loro territori” e nello stesso anno è entrato a far parte della “Commissione Mista Stato-Comune per la sistemazione dell’Area monumentale Centrale di Roma”. Dal 2009 al 2012 Carandini ha ricoperto l’incarico di  Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Dal 2013 è ai vertici del Fai e il 24 gennaio 2018 stato nominato componente del Comitato scientifico del Parco Archeologico del Colosseo.



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