Roma 19 settembre 2009 – (ASCA) Massoneria: Raffi (GOI), immigrati, bioetica e lavoro nostro banco prova.

Roma 19 settembre 2009 – (ASCA) Massoneria: Raffi (GOI), immigrati, bioetica e lavoro nostro banco prova.

“Il confronto sulla libertà, le migrazioni, la bioetica, i grandi temi del lavoro e della famiglia è per i massoni – appassionati di umanità – la grande sfida di oggi, banco di prova che regga l’urto della globalizzazione di tutti i conflitti, da quello sulle regole della vita alle nuove guerre economiche o di religione”.

Lo ha detto il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, la maggiore Istituzione massonica del nostro Paese, Gustavo Raffi chiudendo il convegno di studi su “Il Sacro e la Ragione, percorsi e confronti anche alla luce dell’enciclica ‘Caritas in Veritate'”, che ha caratterizzato la seconda giornata della celebrazioni per il XX Settembre e l’Equinozio d’Autunno.

Domani, giornata di chiusura della tre-giorni di celebrazioni per il XX Settembre e per l’Equinozio d’Autunno, il Gran Maestro Raffi deporrà, insieme ad una delegazione di massoni, la tradizionale corona d’alloro alla breccia di Porta Pia che “rappresenta l’essenza stessa della laicità, valore irrinunciabile per tutti i liberimuratori”.

Intervenendo poi sul tema del 150° dell’Unità nazionale, Raffi ha detto che mai “avremmo immaginato che esso potesse finire al centro di polemiche e politiche tanto sconcertanti”.
“Crediamo – ha aggiunto – che una classe dirigente complessivamente incapace di dar vita ad un autentico programma pedagogico di educazione nazionale, in grado di restituire dignità e orgoglio a noi tutti e a nostri figli, possa difficilmente dar prova di quella capacità di visione, d’immaginazione creativa, di cui l’Italia ha una disperata necessità per uscire dal cono d’ombra di un declino annunciato e apparentemente ineluttabile”.

“Nel 1911, il cinquantesimo dell’indipendenza – ha detto ancora Raffi – fu salutato da esposizioni memorabili che culminarono a Roma nella consacrazione del Vittoriano. Nel 1961, l’Italia del boom, allora in piena espansione economica, dopo le Olimpiadi di Roma confermava i valori fondanti della coesistenza unitaria, ponendo la lingua italiana e la formazione dei giovani al centro del riscatto di tante famiglie appena uscite dalla miseria”.

“E oggi? Dovremmo tornare ai dialetti, ai vessilli regionali, alla celebrazione dei Borbone o degli Asburgo? E da questa negazione del vincolo unitario – ha concluso Raffi – che cosa dovremmo aspettarci?”.

(ASCA) 19 settembre 2009

Roma 17 settembre 2009 – (AGI) Afghanistan: Raffi (GOI), soldati morti per ideale pace.

Roma 17 settembre 2009 – (AGI) Afghanistan: Raffi (GOI), soldati morti per ideale pace.

“Il Paese intero si stringa solidale e grato a questi uomini che con il sacrificio estremo della loro vita hanno voluto testimoniare il supremo valore di quegli ideali di pace, giustizia, liberta’ e democrazia, propri del patrimonio intoccabile della nostra Nazione – che essi hanno voluto condividere con il popolo afgano”.

E’ uno dei passaggi del telegramma che Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, ha inviato oggi al Presidente della Repubblica, al ministro della Difesa e ai Capi di stato maggiore della Difesa e dell’Esercito, subito dopo il tragico attentato di Kabul.

“A nome della Massoneria del Grande Oriente d’Italia e dei massoni italiani tutti – scrive Raffi – esprimo all’Esercito italiano e ai familiari delle vittime i sensi del nostro più profondo cordoglio per il tragico e vile attentato contro i militari italiani.
La Massoneria rende onore agli uomini caduti e ai feriti formula i migliori auguri per una pronta guarigione.
In questo tragico momento la Massoneria rivolge anche un augurio al popolo afgano, affinchè anche nel nome dei nostri caduti e di quegli ideali per i quali hanno sacrificato la vita, sappia finalmente trovare la via della pace, della democrazia e della solidarieta’”
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(AGI) 17 SET 09 19.04

Roma 17 settembre 2009 – (ANSA) Afghanistan: Raffi (Grande Oriente), soldati morti per la pace.

Roma 17 settembre 2009 – (ANSA) Afghanistan: Raffi (Grande Oriente), soldati morti per la pace.

“Il Paese intero si stringa solidale e grato a questi uomini che con il sacrificio estremo della loro vita hanno voluto testimoniare il supremo valore di quegli ideali di pace, giustizia, libertà e democrazia – propri del patrimonio intoccabile della nostra nazione – che essi hanno voluto condividere con il popolo afghano”.

Lo afferma Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, in un telegramma inviato al Presidente della Repubblica, al Ministro della Difesa e ai Capi di Stato Maggiore della Difesa e dell’Esercito dopo l’ attentato di Kabul.

“A nome della Massoneria del Grande Oriente d’Italia e dei massoni italiani tutti – scrive Raffi – esprimo all’Esercito italiano e ai familiari delle vittime i sensi del nostro più profondo cordoglio per il tragico e vile attentato contro i militari italiani. La Massoneria rende onore agli uomini caduti e ai feriti formula i migliori auguri per una pronta guarigione”.

“In questo tragico momento – conclude il Gran Maestro – la Massoneria rivolge anche un augurio al popolo afgano affinché, anche nel nome dei nostri caduti e di quegli ideali per i quali hanno sacrificato la vita, sappia finalmente trovare la via della pace, della democrazia e della solidarietà”.

(ANSA) ora 18.35

Roma 17 settembre 2009 – (ASCA) Afghanistan: Raffi (GOI), il cordoglio della Massoneria.

Roma 17 settembre 2009 – (ASCA) Afghanistan: Raffi (GOI), il cordoglio della Massoneria.

“Il Paese intero si stringa solidale e grato a questi Uomini che con il sacrificio estremo della loro vita hanno voluto testimoniare il supremo valore di quegli ideali di pace, giustizia, liberta’ e democrazia – propri del patrimonio intoccabile della nostra Nazione – che essi hanno voluto condividere con il popolo afgano”.

Lo afferma l’avvocato Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani nel telegramma di cordoglio che ha inviato oggi al Presidente della Repubblica, al Ministro della Difesa e ai Capi di Stato Maggiore della Difesa e dell’Esercito subito dopo il tragico attentato di Kabul.

“A nome della Massoneria del Grande Oriente d’Italia e dei massoni italiani tutti – scrive Raffi – esprimo all’Esercito italiano e ai familiari delle vittime i sensi del nostro più profondo cordoglio per il tragico e vile attentato – avvento oggi a Kabul – contro i militari italiani.
La Massoneria rende onore agli Uomini caduti e ai feriti formula i migliori auguri per una pronta guarigione”
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“In questo tragico momento la Massoneria rivolge anche un augurio al popolo afgano – conclude Raffi – affinchè, anche nel nome dei nostri Caduti e di quegli ideali per i quali hanno sacrificato la vita, sappia finalmente trovare la via della pace, della democrazia e della solidarieta”‘.

(ASCA) 17 settembre 2009

Roma 17 settembre 2009 – (Adn Kronos) Afghanistan: Raffi (GOI), nostri soldati morti per ideali di pace e democrazia.

Roma 17 settembre 2009 – (Adn Kronos) Afghanistan: Raffi (GOI), nostri soldati morti per ideali di pace e democrazia.

“Il Paese intero si stringa solidale e grato a questi Uomini che con il sacrificio estremo della loro vita hanno voluto testimoniare il supremo valore di quegli ideali di pace, giustizia, liberta’ e democrazia, propri del patrimonio intoccabile della nostra Nazione, che essi hanno voluto condividere con il popolo afgano”.

Lo afferma il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani (Goi), Gustavo Raffi, in un messaggio inviato al presidente della Repubblica, al ministro della Difesa e ai Capi di Stato Maggiore della Difesa e dell’Esercito subito dopo il tragico attentato di Kabul.

“A nome della Massoneria del Grande Oriente d’Italia e dei massoni italiani tutti -scrive Raffi- esprimo all’Esercito italiano e ai familiari delle vittime i sensi del nostro più profondo cordoglio per il tragico e vile attentato, avvento oggi a Kabul, contro i militari italiani.
La Massoneria rende onore agli Uomini caduti e ai feriti formula i migliori auguri per una pronta guarigione”
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“In questo tragico momento la Massoneria rivolge anche un augurio al popolo afgano – conclude Raffi – affinchè, anche nel nome dei nostri Caduti e di quegli ideali per i quali hanno sacrificato la vita, sappia finalmente trovare la via della pace, della democrazia e della solidarieta’”.

(Sin/Pn/Adn Kronos)

Roma 15 settembre 2009 – (AGI) Italia 150°: Raffi (GOI), dare futuro come nel risorgimento.

Roma 15 settembre 2009 – (AGI) Italia 150°: Raffi (GOI), dare futuro come nel risorgimento.

Celebrare i 150 anni dall’Unita’ d’Italia per dare al paese “un futuro”, come accadde per “le donne e gli uomini del Risorgimento”.
E’ l’appello, contenuto nel ‘manifesto’ per il XX Settembre, del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi.

Raffi rilancia il senso civile del Risorgimento e la valenza dell’apporto laico, in presenza di tentativi di revisionismo ultrapapalino e antiunitario: “Non avremmo mai pensato che il 150° dell’Unita’ nazionale – rileva Raffi – potesse finire, nel nostro Paese, al centro di polemiche e politiche tanto sconcertanti. Nel 1911, il Cinquantesimo dell’indipendenza fu salutato da esposizioni memorabili, che culminarono a Roma nella consacrazione del Vittoriano. Nel 1961, l’Italia del boom, allora in piena espansione economica dopo le Olimpiadi di Roma, confermava i valori fondanti della coesistenza unitaria, ponendo la lingua italiana e la formazione dei giovani al centro del riscatto di tante famiglie appena uscite dalla miseria”.

Il Gran Maestro della più importante istituzione massonica italiana, che venerdi’ ricordera’ il contributo della Massoneria al processo di unificazione nazionale con un convegno storico nella sede di Villa il Vascello, sottolinea:
“E oggi? Dovremmo tornare ai dialetti, ai vessilli regionali, alla celebrazione dei Borbone o degli Asburgo? E da questa negazione del vincolo unitario che cosa dovremmo aspettarci? Paiono lontani un nuovo Rinascimento o un nuovo medioevo comunale. Crediamo che una classe dirigente complessivamente incapace di dar vita a un autentico programma pedagogico di educazione nazionale, in grado di restituire dignita’ e orgoglio a noi tutti e a nostri figli, possa difficilmente dar prova di quella capacita’ di visione, d’immaginazione creativa, di cui l’Italia ha una disperata necessita’ per uscire dal cono d’ombra di un declino annunciato e apparentemente ineluttabile.
Raffi conclude: “Abbiamo bisogno di futuro, come le donne e gli uomini del Risorgimento. Il 150° dell’Unita’ a questo deve servire: non alla facile retorica o a celebrazioni dal sapore un po’ stantio, ma alla riflessione comune per progettare quello che dovremo essere. Tutti insieme”.

(AGI) 15 SET 09

Roma 15 settembre 2009 – (ANSA) Massoneria:Raffi, 150° Unità porti riflessione no polemiche. Grande Oriente, da venerdì annuale celebrazione Porta Pia.

Roma 15 settembre 2009 – (ANSA) Massoneria:Raffi, 150° Unità porti riflessione no polemiche. Grande Oriente, da venerdì annuale celebrazione Porta Pia.

“Non avremmo mai pensato che il 150° dell’Unità nazionale potesse finire, nel nostro Paese, al centro di polemiche e politiche tanto sconcertanti”.
Così Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, nel tradizionale manifesto redatto in occasione delle celebrazioni del 20 settembre che inizieranno venerdì prossimo.

Il 50° anniversario, nel 1911, “fu salutato – sottolinea Raffi nel documento – da esposizioni memorabili che culminarono a Roma nella consacrazione del Vittoriano”.
Nel 1961, l’Italia del boom confermava i valori fondanti della coesistenza unitaria, “e oggi? Dovremo tornare ai dialetti, ai vessilli regionali, alla celebrazione dei Borbone o degli Asburgo”, chiede. “Crediamo – scrive ancora – che una classe dirigente complessivamente incapace di dar vita ad un autentico programma pedagogico di educazione nazionale, in grado di restituire dignità e orgoglio a noi tutti e a nostri figli, possa difficilmente dar prova di quella capacità di visione, d’immaginazione creativa, di cui l’Italia ha una disperata necessità”.
Le celebrazioni del 2011 dovrebbero condurre “non alla facile retorica”, conclude, ma “alla riflessione comune per progettare quello che dovremo essere. Tutti insieme”.

La ricorrenza del 20 settembre e dell’equinozio d’autunno prenderanno il via venerdì 18 a Villa Il Vascello, sede del Grande Oriente d’Italia.
Previsti due convegni: “1859 la rinascita della Massoneria e l’inizio dell’unificazione dell’Italia: due percorsi a confronto” (venerdì alle 18.30) e “Il Sacro e la Ragione. Percorsi e confronti anche alla luce dell’Enciclica Caritas in Veritate” (sabato 19 alle 10,30).

Sempre sabato alle 19, il Gran Maestro Raffi pronuncerà l’“allocuzione” in gergo massonico, sugli impegni e sulle iniziative della istituzione nei prossimi mesi. Infine domenica 20 a Porta Pia è prevista la deposizione di una corona di alloro davanti al monumento che ricorda la “breccia”, “valore irrinunciabile della laicità”.

(ANSA) ore 16:57 17:37

Roma 15 settembre 2009 – (9Colonne) Unità d’Italia: no a polemiche sconcertanti.

Roma 15 settembre 2009 – (9Colonne) Unità d’Italia: no a polemiche sconcertanti.

“Non avremmo mai pensato che il 150° dell’Unità nazionale potesse finire, nel nostro Paese, al centro di polemiche e politiche tanto sconcertanti”.
Inizia così il tradizionale Manifesto – a firma dell’avvocato Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, la maggiore Istituzione massonica del nostro Paese – in occasione delle celebrazioni per il XX Settembre.

“Nel 1911, il Cinquantesimo dell’indipendenza – scrive ancora Raffi – fu salutato da esposizioni memorabili che culminarono a Roma nella consacrazione del Vittoriano. Nel 1961, l’Italia del boom, allora in piena espansione economica, dopo le Olimpiadi di Roma confermava i valori fondanti della coesistenza unitaria, ponendo la lingua italiana e la formazione dei giovani al centro del riscatto di tante famiglie appena uscite dalla miseria”.

Raffi si chiede poi: “E oggi? Dovremmo tornare ai dialetti, ai vessilli regionali, alla celebrazione dei Borbone o degli Asburgo? E da questa negazione del vincolo unitario che cosa dovremmo aspettarci?” “Appare lontano – afferma il Gran Maestro – un nuovo Rinascimento, o un nuovo Medioevo comunale”.
“Crediamo – scrive ancora Raffi – che una classe dirigente complessivamente incapace di dar vita ad un autentico programma pedagogico di educazione nazionale, in grado di restituire dignità e orgoglio a noi tutti e a nostri figli, possa difficilmente dar prova di quella capacità di visione, d’immaginazione creativa, di cui l’Italia ha una disperata necessità per uscire dal cono d’ombra di un declino annunciato e apparentemente ineluttabile. Abbiamo bisogno di futuro, come le donne e gli uomini del Risorgimento – conclude – . Il 150° dell’Unità a questo deve servire: non alla facile retorica o a celebrazioni dal sapore un po’ stantio, ma alla riflessione comune per progettare quello che dovremo essere. Tutti insieme”.

Le iniziative per la ricorrenza del XX settembre e dell’Equinozio d’Autunno prenderanno il via venerdì 18 a Villa Il Vascello,sede del Grande Oriente d’Italia.
Due i temi che verranno trattati in due distinti convegni: il contributo della Massoneria al processo di unificazione nazionale e quello dei rapporti tra il “sacro e la ragione”, anche alla luce della recente Enciclica “Caritas in Veritate” di Papa Benedetto XVI.

Il primo convegno, venerdì pomeriggio alle ore 18,30, ha per titolo: “1859 la rinascita della Massoneria e l’inizio dell’unificazione dell’Italia: due percorsi a confronto”.Prevista la partecipazione dagli storici Santi Fedele, dell’Università di Messina; Fulvio Conti, dell’Università di Firenze; e Ferdinando Cordova, dell’Università La Sapienza di Roma; moderatore Marco Novarino, dell’Università di Torino.

Seconda occasione di confronto, sabato 19 alle 10,30, con il convegno “Il Sacro e la Ragione. Percorsi e confronti anche alla luce dell’Enciclica ‘Caritas in Veritate'”, che vedrà l’intervento di Valerio Zanone, Michele Ciliberto, Giancarlo Elia Valori e Alessandro Meluzzi, moderatore Antonio Panaino, dell’Università di Bologna.
Sempre sabato alle ore 19, il Gran Maestro Raffi pronuncerà il suo intervento – “allocuzione” in gergo massonico – sugli impegni e sulle iniziative della Istituzione nei prossimi mesi.

Domenica mattina 20 settembre a Porta Pia – infine – è prevista la cerimonia per la deposizione di una corona di alloro davanti al monumento che ricorda la ‘breccia’ e che rappresenta per i massoni italiani – come ricorda Raffi – “il valore irrinunciabile della laicità”.

(9Colonne) 15 settembre 2009