Categoria: Rassegna Stampa
Udine 24 novembre 2009 – (Adn Kronos) Bioetica: testamento biologico, il 28 novembre convegno al Grande Oriente. Gran Maestro raffi, la vita una sfida per ciascuno di noi.
“Libertà di sapere e di scegliere il proprio destino. Libertà di indicare, in caso di malattia, ‘come’ morire interrompendo le cure senza subire la violenza della nutrizione forzata. Tra diritto ed etica, il dibattito sul testamento biologico deve guardare alla centralità della persona e al suo unico sacrario: la coscienza. Partendo da questo foro interno, il dibattito e il confronto prenda il colpo d’ala per arrivare alla norma necessaria”.
Così il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi, torna sul tema del testamento biologico, che definisce “una sfida tutta umana”, presentando il convegno “La vita: una sfida per ciascuno di noi, il testamento biologico”, IV Seminario di studi massonici che si terrà sabato 28 novembre alle 15 a Udine (Palazzo Kechler).
Al Convegno, organizzato dal Grande Oriente d’Italia, dal Collegio Circoscrizionale del Friuli Venezia Giulia e dall’Associazione culturale ‘Galilei’ interverranno Giovanni Maria Cecconi; Enzio Volli, don Paul Renner e Luisella Battaglia. Concluderà i lavori l’intervento del Gran Maestro Raffi.
“Sulla bioetica come su altri temi che toccano valori e diritti, laicità e vita, la Libera Muratoria – spiega Raffi – non solo è aperta al confronto con la Chiesa e con altre forze sane della società, ma vuole portare il proprio serio contributo di riflessione, evidenziando la necessità di rispettare la decisione del malato in caso di un possibile accanimento terapeutico. Non si tratta solo di rifiuto delle cure da parte del paziente – chiarisce il Gran Maestro Raffi – ma di preservare l’integrità psicofisica della persona, la sua emotività e dignità. In gioco non c’è soltanto un corpo da tenere in vita con ogni mezzo, ma una storia da difendere”.
“Le problematiche connesse alla legge – sottolinea quindi Raffi – devono tener presente un mondo di valori e di convinzioni etiche, filosofiche e religiose che ciascuno ha sulla vita e la morte. Perchè un diritto è tale anche se a esercitarlo è una sola persona”.
Allo stesso tempo, per il Gran Maestro, “vanno indicate misure concrete di supporto economico ai pazienti in stato vegetativo e alle loro famiglie. Ecco perchè – rimarca Raffi – la legge sul testamento biologico non va caricata di connotati ideologici nè politici ma deve prendersi ‘cura’, in senso heideggeriano non mistico-disincarnato, dell’uomo e della qualità della sua vita”.
“I liberi muratori, che sono e restano sempre uomini del dubbio, sostengono ancora una volta la libertà della ricerca scientifica contro ogni intolleranza e oscurantismo – conclude Raffi – invitando allo stesso tempo a evitare la spettacolarizzazione del dolore altrui e la demagogia di chi evoca roghi o scomuniche. Nel necessario dialogo, si tenga la barra dritta su un punto di partenza che è anche l’unico punto di arrivo: l’uomo e il suo bene”.
(Adn Kronos)
Roma 24 novembre 2009 – (AGI) Biotestamento: Raffi (GOI), libertà di sapere e di scegliere.
“Libertà di sapere e di scegliere il proprio destino”. La Massoneria italiana entra nel confronto sul testamento biologico e rivendica la “libertà di indicare, in caso di malattia, come morire, interrompendo le cure senza subire la violenza della nutrizione forzata”.
Nel presentare il convegno “La vita: una sfida per ciascuno di noi, il testamento biologico”, quarto seminario di studi massonici che si terrà sabato 28 novembre a Udine presso il Palazzo Kechler, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (GOI), Gustavo Raffi, nota: “Tra diritto ed etica, il dibattito sul testamento biologico deve guardare alla centralità della persona e al suo unico sacrario: la coscienza. E’ una sfida tutta umana e partendo da questo foro interno, il dibattito e il confronto può prendere il colpo d’ala per arrivare alla norma necessaria”. Al convegno organizzato dal GOI, dal Collegio circoscrizionale del Friuli Venezia Giulia e dall’associazione culturale ‘Galilei’ interverranno Giovanni Maria Cecconi, Enzio Volli, don Paul Renner e Luisella Battaglia.
“Sulla bioetica come su altri temi che toccano valori e diritti, laicità e vita la Libera Muratoria – spiega Raffi, che concluderà il convegno – non solo è aperta al confronto con la Chiesa e con altre forza sane della società, ma vuole portare il proprio serio contributo di riflessione, evidenziando la necessità di rispettare la decisione del malato in caso di un possibile accanimento terapeutico. Non si tratta solo di rifiuto delle cure da parte del paziente, ma di preservare l’integrità psicofisica della persona, la sua emotività e dignità. In gioco non c’è soltanto un corpo da tenere in vita con ogni mezzo, ma una storia da difendere”.
Per il Gran Maestro Raffi: “Le problematiche connesse alla legge devono tener presente un mondo di valori e di convinzioni etiche, filosofiche e religiose che ciascuno ha sulla vita e la morte. Perchè un diritto è tale anche se a esercitarlo è una sola persona. Allo stesso tempo vanno indicate misure concrete di supporto economico ai pazienti in stato vegetativo e alle loro famiglie. Ecco perchè la legge sul testamento biologico non va caricata di connotati ideologici nè politici, ma deve prendersi cura, in senso heideggeriano non mistico-disincarnato, dell’uomo e della qualità della sua vita”.
Raffi conclude: “I liberi muratori, che sono e restano sempre uomini del dubbio, sostengono ancora una volta la libertà della ricerca scientifica contro ogni intolleranza e oscurantismo, invitando allo stesso tempo a evitare la spettacolarizzazione del dolore altrui e la demagogia di chi evoca roghi o scomuniche. Nel necessario dialogo, si tenga la barra dritta su un punto di partenza che è anche l’unico punto di arrivo: l’uomo e il suo bene”.
(AGI) 24 NOV 09
Palermo 17 novembre 2009 – (Adn Kronos) Massoneria: Raffi (GOI), nessuna infiltrazione mafiosa nel Grande Oriente nostre mani sono sempre pulite, chi agita spettri rimarrà deluso.
“Le nostre mani sono pulite, come lo sono i nostri guanti rituali. Non temiamo davvero nulla perchè nel Tempio di Palazzo Giustiniani i criminali e i mafiosi non possono entrare”. E’ dura e chiara la presa di posizione di Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, che risponde cosi ad un articolo pubblicato ieri da ‘Il Giornale di Sicilia’, dal titolo “L’accusa della Chiesa: Poca distanza tra boss e massoni”, in cui si registravano da un lato le accuse del Presidente Nazionale del Gris, Giuseppe Ferrari e, dall’altro, le aperture di quest’ultimo al dialogo.
“Respingiamo con sdegno le accuse di contiguità e di sostegno reciproco fra Libera Muratoria e alta criminalità organizzata. Al riguardo la Massoneria di Palazzo Giustiniani diffida formalmente il Presidente del Gris ad uscire dalle denunce generiche ed indiscriminate, dalle ombre che non aiutano a comprendere i fatti, per chiarire invece senza indugi – e assumendosi ogni responsabilità civile e penale – se gli addebiti infamanti riguardino il Grande Oriente d’Italia e, in caso affermativo, a denunciare fatti circostanziati e a fornire nomi e cognomi dei responsabili”.
“Ovviamente – sottolinea ancora il Gran Maestro Raffi – il Grande Oriente d’Italia si riserva fin d’ora di agire giudizialmente a tutela della propria onorabilità. Prendiamo atto con amarezza dei cambiamenti di rotta del vertice del Gris che, dopo anni di proficui confronti pubblici e civili, sembra ora aver optato per il confronto nelle aule di giustizia. Se questo è il terreno del dialogo cui fa riferimento il Presidente del Gris, da uomini liberi e di buoni costumi, noi non ci sottrarremo. Fin d’ora pero’ una cosa sia chiara a tutti: chi profila anacronistici scenari da P2 e chi lancia palle incatenate sulla nostra Istituzione – conclude Raffi – non avrà come risposta il silenzio. Rispetto a una comunione massonica che ogni giorno è lievito sano per la società ed esempio di tolleranza e confronto, rispetto al Grande Oriente dItalia che conta 21.000 persone e tra questi migliaia di giovani, il nostro primo dovere è fare verità. Ed è quello che faremo in tutte le sedi, a schiena dritta come sempre. Chi agita spettri, rimarrà deluso”.
(Red/Pn/Adn Kronos)
Roma 11 novembre 2009 – (Adn Kronos) Massoneria: Raffi (GOI), Dan Brown salga al Vascello per stanare ‘Il Simbolo Perduto’ l’intervista del Gran Maestro Gustavo Raffi all’Adn Kronos.
INVITO DEL GRAN MAESTRO ALLO SCRITTORE AMERICANO, SOLO UN ROMANZO MA E’ BELLO CERCARE INSIEME UN PEZZO DI VERITÀ.
La richiesta è già partita, la risposta non dovrebbe tardare. “Abbiamo invitato Dan Brown per un confronto aperto su ‘Il Simbolo perduto’ e la vera sapienza della Massoneria”. In un’intervista all’Adn Kronos Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia spiega che lo scrittore americano, autore del nuovo romanzo thriller pubblicato in Italia da Mondadori, potrebbe presto salire al Vascello, la villa con squadra e compasso collocata nel verde romano di Porta S. Pancrazio, sede di Palazzo Giustiniani, che con i suoi 21.000 membri è la più grande comunità massonica italiana.
“La nostra – spiega Gustavo Raffi – è sempre una casa di vetro, aperta al dialogo e al confronto con tutti. Siamo uomini del dubbio e sappiamo quanto è bello cercare insieme ad altri un pezzo di verità da portare all’alba. Qualche volta possiamo farlo anche in modo simpatico e questa è una di quelle occasioni”.
“Nel nuovo romanzo di Dan Brown – aggiunge l’avvocato ravennate, al terzo mandato alla guida del Goi – la Massoneria è infatti la spina dorsale della narrazione. La Massoneria americana in primo luogo, anche come ‘pietra’ fisica, ma a essere presa in considerazione è poi in realtà un pezzo dell’itinerario di bellezza vissuto dalla fratellanza universale”.
“Certo – nota Raffi – nelle pagine de ‘Il simbolo perduto’ non mancano inesattezze che balzano subito agli occhi di un iniziato. Ma si tratta ‘solo’ di un romanzo, non di un testo sacro. E tuttavia al di là dell’atmosfera di mistero che nella scenografia dell’avvincente thriller circonda l’istituzione, la traccia percorsa dal testo mostra che il vero segreto è come vivere e soprattutto, l’autore lo ricorda dall’inizio alla fine della narrazione, ‘come morire’.
E poi – rimarca il Gran Maestro del Goi – un dato è chiaro: anche in questo racconto di fantasia i liberi muratori hanno sempre il volto dei solitari cercatori di sapienza”.
“Sono eredi di percorsi di infinito e libero confronto, maestri nell’arte del taglio della pietra e nella pratica della tolleranza. Questo – ricorda il numero uno di Palazzo Giustiniani – è anche il motivo per il quale ogni anno migliaia di giovani bussano alle porte del nostro Tempio per intraprendere il fraterno cammino di chi conosce le fatiche della storia e la verità di quell’Ordo ab chao, l’ordine che viene dal caos, che è anche una spia testuale, quasi un ritornello, del simbolo perduto e alla fine ritrovato”.
NEL THRILLER L’ELOGIO DELLA TOLLERANZA MASSONICA, MA IL CODICE VERO VA CERCATO NELLA VITA.
Per Raffi ha ancora ragione l’autore del thriller di 604 pagine quando ricorda che la Massoneria può essere un dono per la società perché “permette – citazione testuale del libro, spiega il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia – la coesistenza di fedi diverse al suo interno. ‘Un’apertura mentale non da poco’, dirà il protagonista Robert Langdon, professore di simbologia, in un’epoca in cui popoli di culture diverse arrivano a uccidersi per stabilire qual è la definizione migliore di Dio. Ecco perché, aggiungerà il cacciatore di simboli e codici segreti, la tradizione di tolleranza della Massoneria ‘mi sembra assolutamente encomiabile’. Essa accoglie uomini di tutte le razze, di tutti i colori e di tutte le fedi e propugna una fratellanza spirituale che non discrimina in alcun modo”.
“Così massone nel libro è Peter Solomon, il misterioso custode della piramide del mistero, simbolo sempre incompiuto dell’illuminazione, ma lo sono anche altri personaggi che si muovono sotto il sigillo della fenice a due teste con il numero 33 sul p
Roma 9 novembre 2009 – (AGI) Muro Berlino: Raffi (GOI), cogliere il vento della libertà.
“Oltre ogni ‘muro’, si alzino pietre solo per costruire umanità e speranza”. Lo dice Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, in occasione del ventennale della caduta del Muro di Berlino: “Un simbolo che non deve restare solo un ricordo nella bacheca dell’Europa, ma che deve invece fare breccia in altri muri di incomprensione, che ancora dividono i popoli”.
Per Raffi “la storia degli uomini liberi guarda a quel Muro per ricordare alla nostra ricerca che la tolleranza e il dialogo sono valori da conquistare e difendere ogni giorno, dando carne e volto al confronto. Il 9 novembre 1989 crollò un muro per la voglia di migliaia di giovani di guardarsi negli occhi, un muro picconato dalla forza di un’identità che non poteva avere confini nè filo spinato. Si levò un pensiero più forte del cemento per cogliere un vento nuovo e antico: quello della libertà, che soffia sempre dove vuole.
“La Libera muratoria – conclude Raffi – guarda a quel giorno come a un segno posto nel cammino dei popoli, che indica una speranza possibile, abbracciando le differenze degli uomini. E anche oggi, come venti anni fa, c’è da cogliere la musica di un violino che si alza tra le rovine, invitando a costruire la pace. Da Berlino al Tibet la bellezza della verità abbatte i muri e sa farsi sempre strada”.
(AGI) 09 NOV 09
Roma 9 novembre 2009 – (Adn Kronos) Muro Berlino: Raffi (GOI), cogliere il vento della libertà oltre ogni cortina ventennale caduta sia richiamo a tolleranza e dialogo tra i popoli.
“Oltre ogni Muro, si alzino pietre solo per costruire umanità e speranza”. Così Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, parla del ventennale della caduta del Muro di Berlino. “Un simbolo -sottolinea il numero uno di Palazzo Giustiniani- che non deve restare solo un ricordo nella bacheca dell’Europa ma deve invece fare breccia in altri muri di incomprensione che ancora dividono i popoli”.
“La storia degli uomini liberi -rimarca Raffi- guarda a quel Muro per ricordare alla nostra ricerca di senso che la tolleranza e il dialogo sono valori da conquistare e difendere ogni giorno, dando carne e volto al confronto”.
“Il 9 novembre 1989 -sottolinea il Gran Maestro Raffi- crollò un muro che era bombato dalla voglia di migliaia di giovani di guardasi negli occhi, un muro picconato dalla forza di un’identità che non poteva avere confini nè filo spinato. Da quella linea si levò un pensiero più forte del cemento che limita, per cogliere un vento nuovo e antico: quello della libertà, che soffia sempre dove vuole. La Libera Muratoria -aggiunge- guarda a quel simbolo come a un segno posto nel cammino dei popoli che indica una speranza possibile abbracciando le differenze degli uomini. E anche oggi, come venti anni fa, c’è da cogliere la musica di un violino che si alza tra le rovine, invitando a costruire la pace. Da Berlino al Tibet -conclude Raffi- la bellezza della verità abbatte i muri e sa farsi sempre strada”.
(Gdk/Zn/Adn Kronos)

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