Rimini 2 aprile 2011 – (Adnkronos) M.O.: Raffi (GOI), Europa coesa dia risposte di pace a scenari di guerra in Nord Africa “senza ricadere in un nuovo, deleterio quanto impossibile, neocolonialismo.

Rimini 2 aprile 2011 – (Adnkronos) M.O.: Raffi (GOI), Europa coesa dia risposte di pace a scenari di guerra in Nord Africa “senza ricadere in un nuovo, deleterio quanto impossibile, neocolonialismo.

“E’ nostra speranza che, di fronte agli scenari di guerra che infuocano il Mediterraneo ed il Nord Africa, l’Europa ritrovi la necessaria coesione per superare gli egoismi di parte che la dimensione comunitaria avrebbe dovuto stemperare e che, quindi, più adeguate risposte pacificatorie e gravide di soluzioni umanitarie aprano una nuova fase della storia contemporanea senza ricadere in un nuovo, deleterio quanto impossibile, neocolonialismo”. Così Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, nel corso della Gran Loggia del Goi, che si chiude domani a Rimini. “Chi ama la libertà del proprio popolo rispetta anche la libertà degli altri e si impegna per difenderla. Tra i dittatori sanguinari e il popolo che lotta a mani nude per la libertà, i Liberi Muratori stanno dalla seconda parte. Stanno con la speranza contro la morte, con il pensiero contro ogni regime”, conclude Raffi.

(AdnKronos) 02 APR 2011

Rimini 2 aprile 2011 – (ANSA) Italia 150: massoneria; Raffi, scommettere su giovani e cultura.

Rimini 2 aprile 2011 – (ANSA) Italia 150: massoneria; Raffi, scommettere su giovani e cultura.

La massoneria è pronta a scommettere “sui giovani e sulla cultura”, convinta che ci sia “un Paese di cui essere fieri”. A sostenerlo, nella seconda giornata della ‘Gran Loggia di Palazzo Giustiniani’ in corso a Rimini, è Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, obbedienza massonica che conta più di 21.000 ‘fratelli’ in tutto il Paese. A giudizio di Raffi, “la scommessa è puntare sul risveglio delle coscienze, in ultima istanza sulla possibilità di decidere una storia diversa. Siamo in un cantiere aperto – sottolinea in una nota – ma il nuovo patto di crescita degli italiani passa anche per la valorizzazione della cultura: percio’ bisogna lottare contro la fuga dei cervelli e offrire opportunità vere alla ricerca”. Facendo leva su sentimenti forti come la “fratellanza”: a maggior ragione nel 150/o anniversario dell’Italia Unita. “I 150 anni della storia unitaria – spiega – sono anche un’ occasione per riappropriarsi della consapevolezza che c’è stata e c’è un’Italia di cui essere fieri. Un’Italia fatta di uomini e donne che hanno lottato per i diritti di tutti: è questa l’Italia che ha vinto e vince ancora oggi contro i furbetti e i prepotenti, facendo strada alla rivoluzione dell’impegno, all’identità e a una virtù civile”. Pertanto, osserva il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, “richiamiamo dall’esilio i valori del vivere insieme e costruiamo quell’utopia razionale che si chiama Patria. Una realtà – chiosa – che non è conclusione ma inizio di una nuova unità”.

(ANSA) 02 APR 2011

Rimini 2 aprile 2011 – (Adnkronos) Massoneria: GOI, sopravvissuto ad Auschwitz eletto Gran Maestro Onorario è Nedo Fiano, uguale riconoscimento per Giuseppe Abramo e Santi Fedele.

Rimini 2 aprile 2011 – (Adnkronos) Massoneria: GOI, sopravvissuto ad Auschwitz eletto Gran Maestro Onorario è Nedo Fiano, uguale riconoscimento per Giuseppe Abramo e Santi Fedele.

Ottantasei anni, 45 di Massoneria, una vita di lotte per la libertà contro il nazifascismo e ogni totalitarismo. Nel secondo giorno dei suoi lavori la Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, riunita a Rimini, ha eletto per acclamazione Nedo Fiano ‘Gran Maestro Onorario’ del Goi. Con Fiano sono stati eletti Gran Maestri Onorari anche Giuseppe Abramo, Gran Segretario della Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani ed esperto di studi ebraici, e Santi Fedele, docente di Storia Contemporanea presso l’Università di Messina. “E’ stato un momento di grande commozione”, spiega Fiano, che nel ringraziare tutti i Fratelli Liberi Muratori lancia un messaggio forte ai giovani e agli studenti: “Cercate di ricordare cosa è accaduto e preparatevi a difendere il vostro diritto e il diritto degli altri”. Nedo Fiano, dirigente d’azienda, scrittore e ricercatore economico, è uno dei sopravvissuti all’inferno di Auschwitz e uno dei piu’ attivi testimoni contemporanei dell’Olocausto nazista. Dopo la promulgazione delle leggi razziali fasciste nel 1938, Fiano dovette abbandonare la scuola a 13 anni perchè di religione ebraica.

Fiano proseguì gli studi presso una piccola scuola organizzata autonomamente all’interno della comunità ebraica fiorentina. Il 6 febbraio 1944 venne arrestato dalla polizia fascista e rinchiuso nel carcere di Firenze; successivamente fu trasferito al campo di transito di Fossoli insieme con altri undici membri della sua famiglia. L’11 maggio 1944 venne deportato, insieme a tutti i suoi familiari arrestati, presso il campo di concentramento di Auschwitz, dove arrivo’ il 23 maggio. La sua matricola di prigioniero era A5405. L’11 aprile 1945 Fiano venne liberato dalle forze americane nel campo di concentramento di Buchenwald, dove era stato trasferito dai nazisti in fuga. Fu l’unico superstite della sua famiglia alla tragedia della Shoah. Nel libro ‘A5405. Il coraggio di vivere’, ha raccontato la sua esperienza di deportato.

(AdnKronos) 02 APR 2011

Rimini 2 aprile 2011 – (ANSA) Massoneria: Nedo Fiano Gran Maestro Onorario.

Rimini 2 aprile 2011 – (ANSA) Massoneria: Nedo Fiano Gran Maestro Onorario.

Nedo Fiano, sopravvissuto all’inferno di Auschwitz, è stato eletto per acclamazione Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia. Ottantasei anni, 45 di Massoneria, si è sempre battuto contro la follia nazifascista e ogni totalitarismo. Con lui sono stati eletti Gran Maestri Onorari anche Giuseppe Abramo, Gran Segretario della Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani ed esperto di studi ebraici, e Santi Fedele, docente di Storia Contemporanea all’Università di Messina.

(ANSA) 02 APR 2011

Rovigo 2 aprile 2011 – (La Voce di Rovigo) L’elogiodi Luigi Migliorinialla Massoneria.

Rovigo 2 aprile 2011 – (La Voce di Rovigo) L’elogiodi Luigi Migliorinialla Massoneria.

Quando ripenso alla mia vita, l’associo, sotto certi profili, al titolo del celebre romanzo di Joseph Roth: “Fuga senza fine”, nel quale – tra l’altro – l’autore afferma: “Non sono nè coraggioso nè curioso di avventure, un vento mi spinge, e non temo di andare a fondo”. Nel mio correre “senza fine”, talvolta in direzioni labirintiche, ho collezionato una serie di “ex”: ad esempio ex cattolico ed ex massone. Un giorno inviai una raccomandata al parroco di Adria, pressappoco del seguente tenore: “Con la presente rassegno le dimissioni da battezzato e quindi da cattolico”; non ebbi risposta e, pertanto, non conosco di preciso le conseguenze di tale mia decisione. Successivamente mi “dimisi” (più esattamente “entrai in sonno”) da massone. Ora, però, sono preso da una specie di “sindrome del ritorno”. Invero, la lettura del bel libro di Papa Benedetto XVI sulla vita di Gesù, mi ha indotto a qualche “vacillamento”, tanto che mia moglie talvolta mi dice: “Temo che un giorno o l’altro tu ti converta”.

I 150 anni dell’Unità d’Italia mi hanno rammentato che furono massoni alcuni degli eroi di quello che considero il periodo più glorioso della storia d’Italia, cioè il Risorgimento: Giuseppe Garibaldi, Nino Bixio, Giuseppe Mazzini, Carlo Pisacane, Aurelio Saffi e Goffredo Mameli (per citarne solo alcuni). Ho sempre molto amato la musica di tutti i tipi: se penso alla lirica rammento i massoni Arrigo Boito ed Amedeus Mozart e tra i tenori miei preferiti vi è l’indimenticabile Tito Schipa, tutti personaggi massoni; massoni della musica sinfonica: Hector Berlioz, Franz Haydn; Franz Liszt, Johann Bach e Franz Schubert. Il jazz non è da meno, cominciando da quello che è stato il suo interprete più noto, cioè il massone Louis Amstrong; la mia canzone preferita, da vari lustri, resta “Smoke gets in your eyes” (fumo negli occhi) nell’interpretazione di Nat King Cole, pure lui massone.

Per me il maestro di tutti i comici (come spesso dichiara Gigi Proietti che ne ha ripreso tutto il repertorio) è stato il massone Ettore Petrolini, uguagliato solo, forse, da Antonio De Curtis detto Totò, anche lui massone. Con tanti precedenti così illustri e, per motivi diversi, vicini al mio cuore, perchè non ho ancora deciso di svegliarmi dal sonno?
Riguardando il mio vecchio rituale dell’apprendista libero muratore, rileggo le parole, cariche di profondo significato, che il maestro venerabile rivolge al “profano”, prima della sua ammissione: “Debbo rivolgervi una domanda alla quale dovrete dare una franca e leale risposta: se ammesso nella nostra istituzione voi trovaste qualcuno che, per partito politico, per fede religiosa o per altro motivo, avete considerato fino ad ora un nemico, siete pronto ad abbracciarlo ed a considerarlo un fratello?”. Stante tale solenne dichiarazione, attendo che qualcuno mi spieghi com’è stato possibile che due massoni come Napoleone Bonaparte ed il Duca di Wellington si siano scontrati nella celeberrima battaglia di Waterloo: come la mettiamo con la loro fratellanza massonica? In attesa che qualcuno mi spieghi, eventualmente con un intervento sulla Voce, quello che per me è tuttora un enigma, per ora continuo a dormire.

(La Voce di Rovigo) 02 APR 2011

Roma 1 aprile 2011 – (Adnkronos) Unità d’Italia: monumento a donna ignota, proposta filosofo Masullo a Gran Loggia GOI.

Roma 1 aprile 2011 – (Adnkronos) Unità d’Italia: monumento a donna ignota, proposta filosofo Masullo a Gran Loggia GOI.

Manca capacità di unirsi e vergognarsi, serve un confronto senza maschere

Un monumento alla donna ignota, contro ogni sottomissione e silenzio, come segno di impegno per i 150 anni dell’Unità d’Italia. La proposta è del filosofo Aldo Masullo e arriva nella Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, che si è aperta oggi a Rimini sotto il titolo ‘Dopo 150 anni per restare insieme’. Nel talk show ‘L’Italia che non c’è, tra silenzi e ombre’, condotto da Alessandro Cecchi Paone, l’autore de ‘Il Tempo e la grazia’ sottolinea che “mentre si trovano centinaia di uomini illustri cui dedicare monumenti, stranamente se si pensa alle donne è difficile trovare un nome. Non perchè le donne non abbiano dato un grande contributo allo sviluppo e al progresso civile, ma perchè – spiega Masullo – le donne non hanno mai avuto nome. Il loro nome è stato sempre cancellato dalla sopraffazione dell’uomo che non soltanto si è fatto largo nella vita civile, ma si è anche appropriato dei tesori nascosti che il sacrificio e l’intelligenza femminile hanno saputo portare al nostro vissuto”. Nel percorso che resta da compiere per superare l’incompiuto, Masullo sottolinea così il bisogno di “un confronto aperto e di qualità, senza maschere. Bisogna mettere sul tavolo tutte le proprie possibilità e sofferenze, insieme alle speranze e alle lotte” . “All’Italia – mette in chiaro il docente di Filosofia morale – manca la capacità di unirsi dei vari cittadini. E scherzosamente aggiungo che manca anche la capacità di vergognarsi. Perchè non solo bisognerebbe agire bene, ma perlomeno vergognarsi quando si agisce male. E siccome in Italia sia negli individui sia nelle istituzioni, il che è peggio, ci sono molti casi di un’azione che non risponde ai doveri che toccherebbe a ciascuno rispettare, la cosa peggiore è che non soltanto si violano delle norme e dei doveri soprattutto di carattere istituzionale, ma non ci si vergogna”.

“Vico – ricorda Masullo – diceva che il pudore, cioè la vergogna, è quello che dà valore al diritto. Perchè solo quando ci si vergogna è come se si accettasse la giustezza del diritto che ci punisce o del giudice che ci condanna. Noi napoletani – scherza il filosofo – spesso diciamo che è venuto meno anche ‘o ‘scurno’, la vergogna”. “Non appartengo alla Massoneria – spiega ancora Masullo – ma sono venuto con piacere a questo confronto nella Gran Loggia perchè ritengo che in una situazione di estremo smarrimento e dispersione, occorre che tutte le forze vive si uniscano e stabiliscano un dialogo continuo per individuare quali siano le linee di una ripresa della nostra vita civile. Il Risorgimento – fa notare il pensatore partenopeo – significa ‘rigenerazione’, cioè nuova nascita. E’ vero che ogni volta i popoli nascono così come noi ogni volta rinasciamo, ma è pur vero che vi sono delle ‘rinascite’ di particolare significato, perchè vanno al di là di periodi di grave crisi che ci hanno portato vicini alla dissoluzione e alla morte”. “Sono colpito dalla presenza di tanti giovani, di tutti coloro che guardano al futuro con ingenua speranza. E mi rendo conto che noi ‘vecchi’ dobbiamo, con tutti i mezzi, evitare che la loro speranza sia tradita. Perchè tradire la speranza delle giovani generazioni – conclude Masullo – significa distruggere non solo le loro vite ma anche la continuità della civiltà italiana”.

(AdnKronos) 01 APR 2011