Rimini 2 aprile 2011 – (ANSA) Massoneria: Nedo Fiano Gran Maestro Onorario.

Rimini 2 aprile 2011 – (ANSA) Massoneria: Nedo Fiano Gran Maestro Onorario.

Nedo Fiano, sopravvissuto all’inferno di Auschwitz, è stato eletto per acclamazione Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia. Ottantasei anni, 45 di Massoneria, si è sempre battuto contro la follia nazifascista e ogni totalitarismo. Con lui sono stati eletti Gran Maestri Onorari anche Giuseppe Abramo, Gran Segretario della Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani ed esperto di studi ebraici, e Santi Fedele, docente di Storia Contemporanea all’Università di Messina.

(ANSA) 02 APR 2011

Rovigo 2 aprile 2011 – (La Voce di Rovigo) L’elogiodi Luigi Migliorinialla Massoneria.

Rovigo 2 aprile 2011 – (La Voce di Rovigo) L’elogiodi Luigi Migliorinialla Massoneria.

Quando ripenso alla mia vita, l’associo, sotto certi profili, al titolo del celebre romanzo di Joseph Roth: “Fuga senza fine”, nel quale – tra l’altro – l’autore afferma: “Non sono nè coraggioso nè curioso di avventure, un vento mi spinge, e non temo di andare a fondo”. Nel mio correre “senza fine”, talvolta in direzioni labirintiche, ho collezionato una serie di “ex”: ad esempio ex cattolico ed ex massone. Un giorno inviai una raccomandata al parroco di Adria, pressappoco del seguente tenore: “Con la presente rassegno le dimissioni da battezzato e quindi da cattolico”; non ebbi risposta e, pertanto, non conosco di preciso le conseguenze di tale mia decisione. Successivamente mi “dimisi” (più esattamente “entrai in sonno”) da massone. Ora, però, sono preso da una specie di “sindrome del ritorno”. Invero, la lettura del bel libro di Papa Benedetto XVI sulla vita di Gesù, mi ha indotto a qualche “vacillamento”, tanto che mia moglie talvolta mi dice: “Temo che un giorno o l’altro tu ti converta”.

I 150 anni dell’Unità d’Italia mi hanno rammentato che furono massoni alcuni degli eroi di quello che considero il periodo più glorioso della storia d’Italia, cioè il Risorgimento: Giuseppe Garibaldi, Nino Bixio, Giuseppe Mazzini, Carlo Pisacane, Aurelio Saffi e Goffredo Mameli (per citarne solo alcuni). Ho sempre molto amato la musica di tutti i tipi: se penso alla lirica rammento i massoni Arrigo Boito ed Amedeus Mozart e tra i tenori miei preferiti vi è l’indimenticabile Tito Schipa, tutti personaggi massoni; massoni della musica sinfonica: Hector Berlioz, Franz Haydn; Franz Liszt, Johann Bach e Franz Schubert. Il jazz non è da meno, cominciando da quello che è stato il suo interprete più noto, cioè il massone Louis Amstrong; la mia canzone preferita, da vari lustri, resta “Smoke gets in your eyes” (fumo negli occhi) nell’interpretazione di Nat King Cole, pure lui massone.

Per me il maestro di tutti i comici (come spesso dichiara Gigi Proietti che ne ha ripreso tutto il repertorio) è stato il massone Ettore Petrolini, uguagliato solo, forse, da Antonio De Curtis detto Totò, anche lui massone. Con tanti precedenti così illustri e, per motivi diversi, vicini al mio cuore, perchè non ho ancora deciso di svegliarmi dal sonno?
Riguardando il mio vecchio rituale dell’apprendista libero muratore, rileggo le parole, cariche di profondo significato, che il maestro venerabile rivolge al “profano”, prima della sua ammissione: “Debbo rivolgervi una domanda alla quale dovrete dare una franca e leale risposta: se ammesso nella nostra istituzione voi trovaste qualcuno che, per partito politico, per fede religiosa o per altro motivo, avete considerato fino ad ora un nemico, siete pronto ad abbracciarlo ed a considerarlo un fratello?”. Stante tale solenne dichiarazione, attendo che qualcuno mi spieghi com’è stato possibile che due massoni come Napoleone Bonaparte ed il Duca di Wellington si siano scontrati nella celeberrima battaglia di Waterloo: come la mettiamo con la loro fratellanza massonica? In attesa che qualcuno mi spieghi, eventualmente con un intervento sulla Voce, quello che per me è tuttora un enigma, per ora continuo a dormire.

(La Voce di Rovigo) 02 APR 2011

Roma 1 aprile 2011 – (Adnkronos) Unità d’Italia: monumento a donna ignota, proposta filosofo Masullo a Gran Loggia GOI.

Roma 1 aprile 2011 – (Adnkronos) Unità d’Italia: monumento a donna ignota, proposta filosofo Masullo a Gran Loggia GOI.

Manca capacità di unirsi e vergognarsi, serve un confronto senza maschere

Un monumento alla donna ignota, contro ogni sottomissione e silenzio, come segno di impegno per i 150 anni dell’Unità d’Italia. La proposta è del filosofo Aldo Masullo e arriva nella Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, che si è aperta oggi a Rimini sotto il titolo ‘Dopo 150 anni per restare insieme’. Nel talk show ‘L’Italia che non c’è, tra silenzi e ombre’, condotto da Alessandro Cecchi Paone, l’autore de ‘Il Tempo e la grazia’ sottolinea che “mentre si trovano centinaia di uomini illustri cui dedicare monumenti, stranamente se si pensa alle donne è difficile trovare un nome. Non perchè le donne non abbiano dato un grande contributo allo sviluppo e al progresso civile, ma perchè – spiega Masullo – le donne non hanno mai avuto nome. Il loro nome è stato sempre cancellato dalla sopraffazione dell’uomo che non soltanto si è fatto largo nella vita civile, ma si è anche appropriato dei tesori nascosti che il sacrificio e l’intelligenza femminile hanno saputo portare al nostro vissuto”. Nel percorso che resta da compiere per superare l’incompiuto, Masullo sottolinea così il bisogno di “un confronto aperto e di qualità, senza maschere. Bisogna mettere sul tavolo tutte le proprie possibilità e sofferenze, insieme alle speranze e alle lotte” . “All’Italia – mette in chiaro il docente di Filosofia morale – manca la capacità di unirsi dei vari cittadini. E scherzosamente aggiungo che manca anche la capacità di vergognarsi. Perchè non solo bisognerebbe agire bene, ma perlomeno vergognarsi quando si agisce male. E siccome in Italia sia negli individui sia nelle istituzioni, il che è peggio, ci sono molti casi di un’azione che non risponde ai doveri che toccherebbe a ciascuno rispettare, la cosa peggiore è che non soltanto si violano delle norme e dei doveri soprattutto di carattere istituzionale, ma non ci si vergogna”.

“Vico – ricorda Masullo – diceva che il pudore, cioè la vergogna, è quello che dà valore al diritto. Perchè solo quando ci si vergogna è come se si accettasse la giustezza del diritto che ci punisce o del giudice che ci condanna. Noi napoletani – scherza il filosofo – spesso diciamo che è venuto meno anche ‘o ‘scurno’, la vergogna”. “Non appartengo alla Massoneria – spiega ancora Masullo – ma sono venuto con piacere a questo confronto nella Gran Loggia perchè ritengo che in una situazione di estremo smarrimento e dispersione, occorre che tutte le forze vive si uniscano e stabiliscano un dialogo continuo per individuare quali siano le linee di una ripresa della nostra vita civile. Il Risorgimento – fa notare il pensatore partenopeo – significa ‘rigenerazione’, cioè nuova nascita. E’ vero che ogni volta i popoli nascono così come noi ogni volta rinasciamo, ma è pur vero che vi sono delle ‘rinascite’ di particolare significato, perchè vanno al di là di periodi di grave crisi che ci hanno portato vicini alla dissoluzione e alla morte”. “Sono colpito dalla presenza di tanti giovani, di tutti coloro che guardano al futuro con ingenua speranza. E mi rendo conto che noi ‘vecchi’ dobbiamo, con tutti i mezzi, evitare che la loro speranza sia tradita. Perchè tradire la speranza delle giovani generazioni – conclude Masullo – significa distruggere non solo le loro vite ma anche la continuità della civiltà italiana”.

(AdnKronos) 01 APR 2011

Roma 1 aprile 2011 – (ASCA) 150° Unità: Peluffo, da Grande Oriente d’Italia contributo prezioso.

Roma 1 aprile 2011 – (ASCA) 150° Unità: Peluffo, da Grande Oriente d’Italia contributo prezioso.

“C’è una grande voglia di celebrare e festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia: senza fasti, ma con il senso di ritrovarsi come comunità. La Massoneria, che ha dato un contributo fondamentale all’Unità d’Italia, sta facendo un lavoro scientifico e prezioso, che ha il patronato del Comitato, e ci sta seguendo in alcuni dei luoghi della memoria, aiutando a riscoprire tanti patrioti che sono stati massoni. I monumenti vengono restaurati e cerchiamo di raccontarli ai giovani, insieme al Grande Oriente d’Italia”.

Così Paolo Peluffo, consigliere della Presidenza del Consiglio dei ministri, intervenendo al talk show ‘L’Italia che non c’è, tra silenzi e ombre’, che ha aperto stamane la Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, a Rimini. “Le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia – sottolinea Peluffo – sono un’occasione per dare una testimonianza e aumentare la coesione nazionale, allontanando i rischi di divisione. Non solo è possibile questo dialogo tra la cultura e la nostra gente – conclude – ma sarebbe colpevole non promuoverlo”.

(ASCA) 01 APR 2011

Roma 1 aprile 2011 – (Adnkronos) Unità d’Italia: Peluffo, da Massoneria contributo fondamentale.

Roma 1 aprile 2011 – (Adnkronos) Unità d’Italia: Peluffo, da Massoneria contributo fondamentale.

“C’è una grande voglia di celebrare e festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia: senza fasti, ma con il senso di ritrovarsi come comunità. La Massoneria, che ha dato un contributo fondamentale all’Unità d’Italia, sta facendo un lavoro scientifico e prezioso, che ha il patronato del Comitato, e ci sta seguendo in alcuni dei luoghi della memoria, aiutando a riscoprire tanti patrioti che sono stati massoni. I monumenti vengono restaurati e cerchiamo di raccontarli ai giovani, insieme al Grande Oriente d’Italia”.

Così Paolo Peluffo, consigliere della Presidenza del Consiglio dei ministri per i 150 anni dell’Unità d’Italia , intervenendo al talk show ‘L’Italia che non c’è, tra silenzi e ombre’, che ha aperto stamane la Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, a Rimini. “Le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia – sottolinea Peluffo – sono un’occasione per dare una testimonianza e aumentare la coesione nazionale, allontanando i rischi di divisione. Non solo è possibile questo dialogo tra la cultura e la nostra gente – conclude – ma sarebbe colpevole non promuoverlo”.

(AdnKronos) 01 APR 2011