Inaugurato a Casa Nathan il Fondo bibliografico intitolato a Mario Sacconi

Il 19 settembre con una cerimonia semplice ma intensa,  che si è tenuta a Casa Nathan, è stato inaugurato il Fondo Bibliografico che Mario Sacconi, indimenticabile fratello, passato all’Oriente Eterno pochi mesi fa, ha lasciato nel suo testamento alla Biblioteca del Collegio del Lazio. Un punto di riferimento per la Comunione, come è stato sottolineato dal Gran Maestro Stefano Bisi, dal presidente del Collegio Carlo Ricotti, dall’Oratore aggiunto della Circoscrizione Ignazio Moroni e dal maestro venerabile della sua loggia Acacia Ruggero Carletti.

“Mario era un uomo profondamente buono e dolcissimo, di una dolcezza infinita che manifestava nei confronti di tutti. E possedeva un’educazione sostanziale, quando mi chiamava mi chiedeva dieci volte se mi disturbava e non mi disturbava mai. Anzi quando vedevo il suo numero mi faceva piacere”, ha detto, rivolgendosi agli amici e familiari presenti, il Gran Maestro Stefano Bisi, che a Sacconi era legato da un profondissimo e sincero affetto, evidente nella foto che li ritrae insieme mentre si abbracciano.

L’occasione di quello scatto fu quando il 5 settembre delMario Sacconi ci ha lasciato 2014 a Sacconi venne consegnata la Giordano Bruno d’argento. “Ricordo bene quel giorno -ha riferito il Gran Maestro- ricordo la preoccupazione della figlia, la nostra preoccupazione, per le scale che c’erano da salire al Vascello e che invece Mario fece grande senza problemi. E ricordo anche -ha aggiunto Bisi- quando ci collegammo con lui da Rimini per farci raccontare cosa aveva provato quando aveva dovuto chiudere, da copritore esterno, per l’ultima volta il Portone di Palazzo Giustiniani, il giorno in cui il Grande Oriente fu costretto ad abbandonare la sua storica sede. Sacconi aveva conservato le chiavi che poi mi aveva consegnato e che io mostrai in Gran Loggia”.

Ultimo copritore esterno di Palazzo Giustiniani, Sacconi, per una vita copritore esterno delle Case massoniche di Roma e del Lazio, Sacconi era conosciuto da tutti i fratelli non solo della Circoscrizione ma  di tutt’Italia, amatissimo dai più giovani che a lui si rivolgevano per chiedere ogni informazione possibile. Mario,  come ha ricordato il presidente del Collegio Ricotti, era nato il 20 settembre del 1925, un giorno e in un anno, che, per ragioni diverse, hanno fatto la storia del Grande Oriente: il 20 settembre è infatti per la Libera Muratoria simbolo del compimento del progetto risogimentale, mentre il 1925 è l’anno in cui il regime fascista mise al bando la Massoneria. Coincidenze che credo,. ha detto Ricotti, lo leghino in maniera indissolubile alla Comunione. Sacconi, ha riferito ancora il presidente, venne iniziato nel 1955 nella loggia Pitagoradi Roma, dalla quale uscì nel 1967 per fondare l’Acacia. Un particolare: Sacconi non volle mai, ha sottolineato Ricotti, cariche di loggia, “soltanto nel 1989, ho scoperto, fu nominato tesoriere. C’era una grossa difficoltà all’interno dell’officina, che lui si fece carico di risolvere”.

Il fondo che ha lasciato Mario alla Biblioteca del Collegio del Lazio è stata sistemata in uno apposito spazio. Libri importanti di “un fratello sereno ma dalla straordinaria vitalità–ha commentato Ricotti-  desideroso di conoscere la Massoneria, la sua storia, e che raccoglie i testi mano a mano secondo le proprie esigenze”  e una collezione abbastanza rara di tutte le riviste della Comunione a partire dagli anni Settanta: La Rivista Massonica, Massoneria Oggi e le varie edizioni di Hiram.

Un uomo semplice e autentico, che sapeva dare conforto a chiunque glielo chiedesse, che sembrava quasi invisibile, ma che era la nostra memoria storica, proprio per la funzione che aveva ricoperto: così lo hanno ricordato l’oratore aggiunto del Collegio Moroni e il maestro venerabile della Acacia, circondato da molti fratelli dell’officina che hanno partecipato alla cerimonia. “E’ significativo – ha detto Moroni- che un fratello come lui, che non cercava mai visibilità, apparentemente il più lontano dagli studi eruditi, e il più lontano dalle  luci della ribalta,  abbia voluto donare gli strumenti per poterla conquistare con il merito.  Un esempio per i giovani e per tutti”. Grande la commozione dei familiari, intervenuti all’inaugurazione, e in particolare del figlio di Mario, che ha ringraziato il Grande Oriente, il Gran Maestro e i fratelli, per l’affettuosa vicinanza dimostrata al padre.

 

 

 



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