Cagliari. Solidarietà e prevenzione, presentato il progetto Un’isola nel cuore

Il 12 aprile, presso la casa massonica di Cagliari in piazza Indipendenza 1, si e’ tenuta l’annunciata conferenza stampa di presentazione del progetto dal titolo “un’isola nel cuore“. L’iniziativa voluta dal Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Sardegna e sostenuta dal Gran Maestro d Stefano Bisi, ha visto la collaborazione del Coni Regionale quale partner competente. Alla presenza dei rispettivi presidenti Giancarlo Caddeo e Gianfranco Fara, sono stati portati a conoscenza degli organi di informazione i dettagli della donazione di undici “dsa (defibrillatore semiautomatico)” che verranno dati in dotazione, per il tramite del Coni, ad associazioni e/o societa’ sportive che gestiscono strutture quali campi di calcio e basket, palestre, piscine o impianti polifunzionali.

“Questa importante iniziativa – ha precisato il Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili Giancarlo Caddeo – unisce prevenzione e solidarietà, affinché si possa creare una sana cultura sportiva e possa rendere concreto il progetto e le sue finalità”.

“Il Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani – ha sottolineato il Gran Segretario Michele Pietrangeli – ha sempre sostenuto l’aspetto educativo e formativo dell’attività sportiva, che concorre allo sviluppo di coerenti comportamenti relazionali e costituisce un prezioso supporto per il bene e progresso dell’umana famiglia. Inoltre, nell’affermare l’alto valore della singola persona, persegue l’aiuto ai bisognosi e promuove l’amore per il prossimo, per meglio contribuire alla realizzazione della fratellanza universale”. “Con queste convinzioni – ha evidenziato il Presidente Caddeo – che fanno parte dell’identità del GOI, in data 3 marzo 2018, il Collegio Sardo ha deliberato il progetto «Un’Isola nel cuore», che prevede la donazione di numero 11 dsa (defibrillatore semiautomatico philips hs1), del valore complessivo di € 14.640,00, al Coni Regionale, che – a sua volta – li distribuirà, anche per il tramite degli enti locali, ad altrettante società sportive che, per sofferenze finanziarie, non sono state in grado di dotarsi di un defibrillatore, come previsto dal “decreto Balduzzi” del 2012 (in vigore da luglio 2017)”.

“Il progetto – ha precisato il presidente del Coni Sardegna Gianfranco Fara – che unisce prevenzione e solidarietà, nasce con lo scopo di poter soccorrere in tempo utile le vittime di arresto cardiaco e, attraverso la defibrillazione precoce, praticata prima dell’arrivo del 118, può rappresentare ‘un’arma vincente’ in grado di salvare molte vite”. In Sardegna i dati del 118 attestano che ogni anno si verificano circa 800 arresti cardiaci, con una mortalità del 98 per cento e, nonostante le ambulanze delle associazioni di volontariato e delle cooperative sociali onlus, che operano in convenzione con il 118 siano tutte dotate di dae con personale opportunamente addestrato, ciò non è sempre sufficiente per intervenire tempestivamente e scongiurare il decesso. Ecco perché contribuire a fare rete col Coni Sardegna, che ha una grande diffusione sul territorio regionale, e dotare di tale apparecchiatura gli impianti sportivi, che avranno l’onere di trasmettere alla centrale operativa di soccorso, territorialmente competente, le informazioni relative al possesso, al modello e all’ubicazione del defibrillatore, nonché l’elenco degli operatori bls-d incaricati all’interno dell’impianto dai gestori stessi o dai soggetti assegnatari. I defibrillatori sono dei dispositivi computerizzati semplici da utilizzarsi ma estremamente sicuri ed affidabili, che spiegano con comandi vocali e visivi al soccorritore come intervenire in caso di arresto cardiaco. in particolare un defibrillatore semiautomatico o automatico esterno è utilizzabile da chiunque (dopo un breve corso di formazione): analizza autonomamente il ritmo cardiaco del paziente e determina se è necessaria l’erogazione di uno shock. Le istruzioni vocali e/o su schermo guidano il soccorritore durante l’esecuzione delle procedure di rianimazione cardiaca. L’erogazione di una scossa elettrica al cuore colpito da arresto cardiaco improvviso blocca brevemente tutta l’attività elettrica cardiaca. Questa breve “interruzione” dal caos elettrico precedente può essere sufficiente per riavviare il battito cardiaco al ritmo normale. Il soccorritore deve solo applicare gli elettrodi adesivi sul torace del paziente come indicato su un disegno sugli elettrodi stessi. In caso di richiesta da parte del defibrillatore di erogazione di shock, il soccorritore dovrà premere il pulsante lampeggiante di erogazione shock. Se la diagnosi da parte del defibrillatore non prevede l’erogazione dello shock, il defibrillatore è un dispositivo talmente sicuro che anche premendo accidentalmente il tasto di shock non viene erogata la scarica elettrica. E’ bene evidenziare che i defibrillatori sono in grado di memorizzare gli eventi su memoria interna e sono compatibili col software del 118 Regione Sardegna.

“Il Coni Comitato Regionale della Sardegna – ha assicurato Fara – nell’accettare la donazione a scopo benefico da destinare agli organismi sportivi, individuerà con apposita procedura gli aventi diritto, tra quelli che rientrano obbligatoriamente al possesso di un dae dalla vigente legislazione, con esclusione di quelli che hanno già ricevuto un contributo pubblico per l’acquisto di un dae o siano stati affidatarie di un dae in comodato d’uso gratuito fornito da altri soggetti”. Ultimata la procedura, il 10 maggio verranno pubblicamente consegnati nella casa Massonica di Cagliari.”



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