Anniversari. Napoli rende omaggio a Raimondo di Sangro, principe di Sansevero nei 250 anni dalla morte

Un “Concerto per il principe”. E’ stato il primo omaggio di Napoli a Raimondo di Sangro per i 250 anni dalla morte, avvenuta il 22 marzo del 1771. Un anniversario che la città si accinge a celebrare anche con altre numerose iniziative. L’evento che si è tenuto online è stato seguitissimo. A organizzarlo il Museo Cappella Sansevero e l’Associazione Alessandro Scarlatti. Protagonista l’Ensemble Barocco della città del Golfo che dal tempio settecentesco noto in tutto il mondo per il Cristo velato ha eseguito brani di Alessandro Scarlatti, Domenico Gallo, Francesco Mancini e Leonardo Leo, quattro compositori fortemente rappresentativi dell’epoca in cui visse il principe e che, in alcuni casi, ebbero relazioni dirette con la famiglia di Sangro.

Il concerto è stato trasmesso in prima visione sabato 20 alle 19,30, in contemporanea sul canale Facebook del Museo Cappella Sansevero e sul canale YouTube dell’Associazione Scarlatti. Raimondo di Sangro, nato a Torremaggiore nel tavoliere delle Puglie il 30 gennaio, Gran Maestro della Massoneria napoletana nella metà del Settecento,  geniale ideatore del progetto iconografico della Cappella Sansevero e ingegno multiforme, nutrì anche per la musica un profondo interesse personale.

Essa ebbe infatti una parte importante in una delle sue invenzioni più originali: il grande orologio a carillon che progettò e fece costruire sul ponte che collegava la Cappella al suo palazzo, le cui campane potevano eseguire qualunque aria si desiderasse.

Dopo il concerto, un breve video-tributo, prodotto per l’occasione e realizzato da  Napoli Film Industry, che sarà lanciato sui canali social del museo da lunedì 22 marzo, ricostruirà la vita del del principe, la cui figura resta ancora avvolta dal mistero. Come la sua incredibile Cappella Sansevero, oggi tra i più importanti musei di Napoli, situata nelle vicinanze della piazza San Domenico Maggiore, e attigua al palazzo di famiglia e da questo separata da un vicolo una volta sormontato da un ponte sospeso che consentiva l’accesso privato a quello che un tempo era un luogo di culto.  Il mausoleo lo scorso anno si è arricchito di un nuovo capolavoro: il ritratto che del settimo principe di San Severo fece il pittore napoletano Francesco De Mura (1696-1782). L’opera, un prezioso ovale, databile  1750 circa, acquisita dal Museo e presentata al pubblico il 30 gennaio 2020 nel giorno del compleanno del principe, va ad aggiungersi al notissimo Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, conosciuto in tutto il mondo, alla Pudicizia di Antonio Corradini, al Disinganno di Francesco Queirolo, e alle enigmatiche macchine anatomiche, costituite dai due corpi totalmente scarnificati dove è possibile osservare, in modo molto dettagliato, l’intero sistema circolatorio.



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