EVENTI 2020, 27 LUGLIO. Ad Arezzo un giardino intitolato a Tommaso Crudeli, campione del libero pensiero, primo martire della Massoneria

Tra gli atti di indirizzo discussi e approvati dal Consiglio Comunale di Arezzo il 27 luglio scorso la richiesta di intitolazione di un giardino a Tommaso Crudeli (1702- 1745), poeta, campione del libero pensiero, primo martire della Massoneria.  Nato a Poppi, uno dei più bei borghi medievali d’Italia, nel 1735, tre anni prima dell’inizio della grande repressione antimassonica alla quale il 28 aprile del 1738 diede il via Clemente XII con la bolla In eminenti apostolatus specula, Crudeli venne nella più antica loggia d’Italia, quella fondata nel 1731 a Firenze in via Maggio nell’albergo di Monsù Pasciò di Pascione dagli inglesi per volere di Lord Charles Sackeville e Sir Harry Fox, facente capo a Sir Horace Mann.

Uomo di cultura, frequentatore di ambienti internazionali, più aperti alle nuove idee che si andavano delineando sull’onda  dell’empirismo inglese e della metodologia sperimentale di Newton e Galilei, Crudeli finì presto nel mirino del clero locale. Il 9 maggio 1739 fu arrestato, tradotto nel carcere ecclesiastico e torturato affinchè rivelasse i nomi dei fratelli massoni. Le sue condizioni di salute si deteriorarono rapidamente e fu soltanto grazie all’intervento del Granduca Francesco I di Lorena, anche lui libero muratore, che nel 1741 gli fu concessa la grazia. Molto malato trascorse gli ultimi anni della sua vita a Firenze durante i quali dettò ai suoi amici le sue composizioni che non erano mai state trascritte per evitare problemi giudiziari, che vennero raccolte e pubblicate postume (1746 e 1762) ma con false indicazione editoriali (Napoli e Parigi) per evitare d’incorrere nella censura.

A Crudeli dedica un ritratto Marco Rocchi nel suo ultimo libro “In pietra mutata ogni voce”, il cui titolo è tratto da un verso di Salvatore Quasimodo, dedicato a otto letterati italiani, accomunati dalla loro iniziazione massonica. Il volume è edito da Tipheret. Vedi Erasmo n. 5 maggio 2020



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