A Roma Disney in mostra a Palazzo Barberini fino al 25 settembre

Il lavoro degli artisti della Disney, la ricerca, i disegni che costituiscono il materiale per la realizzazione degli storici film con cui sono cresciuti milioni di bambini, saranno in mostra a Palazzo Barberini a Roma fino al 25 settembre. Le Gallerie Nazionali ospitano “Disney. L’arte di raccontare senza tempo”, esposizione promossa e prodotta da 24 ORE Cultura, a cura della Walt Disney Animation Research Library, con la collaborazione di Federico Fiecconi, storico e critico del fumetto e del cinema di animazione.

L’esposizione racconta al pubblico lo straordinario processo creativo che si nasconde dietro ai capolavori animati e presenta preziose opere originali provenienti dagli Archivi Disney, a partire dagli immortali film dei Walt Disney Animation Studios – tra cui Hercules, Biancaneve e i Sette Nani, Pinocchio, Fantasia e La Sirenetta – fino al più recente Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle Raccontare storie senza tempo riuscendo a incantare il pubblico è considerata una vera e propria arte, ma dietro l’immediatezza tipica del risultato artistico perfetto si nasconde un lavoro di ricerca creativa che dura anni, generalmente ignoto a chi guarda il film. Durante il percorso postazioni interattive e un allestimento che evoca gli scenari dei grandi capolavori dell’animazione Disney.

Nato il 5 dicembre 1901 a Chicago e morto il 15 dicembre 1966, il papà di Topolino è un’icona del sogno americano. Nel  1923 si trasferisce a Hollywood. Il primo corto sonoro con Mickey Mouse, Steamboat Willie (1928), è un trionfo. Arrivano i primi Oscar (in carriera ne riceve personalmente 25 , un vero record, di cui tre onorari) e nel 1937 il primo lungometraggio animato, Biancaneve e i sette nani. Tra i capolavori, Fantasia, Bambi, Dumbo, Alice nel Paese delle Meraviglie.

Nell’immaginario collettivo, Walt Disney è stato sempre massone, sia per il simbolismo dei suoi fumetti sia per i caratteri da lui delineati. Ad alcuni suoi personaggi viene infatti attribuito un profilo massonico che in realtà andrebbe approfondito seriamente.

Tanto si è scritto e tanto si è detto, di fatto però non c’è traccia documentaria dell’appartenenza di Disney a una loggia massonica anche se fu molto vicino alla Libera Muratoria – erano massoni membri della sua famiglia e suoi collaboratori – e si sa che apprezzava i suoi ideali. Principi che aveva assimilato da giovanissimo perché ciò che è certo è che da adolescente fu tra i primi ad aderire al Capitolo Madre dell’Ordine paramassonico di DeMolay a Kansas City, nel Missouri, fondato nel 1919.

Disney dichiarò in una occasione: “Avverto un particolare senso di riconoscenza verso l’Ordine DeMolay, per il ruolo importante che esso ha giocato nel modellare la mia vita. I suoi precetti sono per me di valore incommensurabile nei momenti delle scelte, nell’affrontare dilemmi e crisi, nel continuare a credere in ideali, nelle prove della vita che meglio si sopportano se vengono condivise con altri in un vincolo di fiducia”. In Michigan c’è un Capitolo DeMolay che porta il suo nome.

Interessante poi la testimonianza contenuta nel sito “Disney History Institute” che riporta anche alcuni fumetti della serie Mickey Mouse Chapter, realizzata a partire dal dicembre 1932 da un animatore e disegnatore della Walt Disney, Fred Spencer. La peculiarità di questa serie di Topolino è che è apparsa sull’International DeMolay Cordon, pubblicazione evidentemente di ‘settore’, e racconta di un capitolo DeMolay intitolato al re dei caratteri creati da Disney, Mickey Mouse, che ha fatto la fortuna del suo geniale ideatore.



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