A Piombino la XX Settembre celebra i 50 anni di vita. Il sindaco: “Avete fatto la storia”. Il Gm: “Il voto del 3 marzo ha confermato che la Comunione è viva e cresce”

1969-2019. La loggia XX Settembre n.703 di Piombino ha celebrato mezzo secolo il 16 marzo con un convegno aperto al pubblico, al quale ha partecipato il Gran Maestro Stefano Bisi, il presidente del Collegio della Toscana Francesco Borgognoni, il Gran Maestro onorario Massimo Bianchi, il maestro venerabile dell’officina  Michele Piacentini e l’oratore di loggia Luciano Rossi. Sono intervenuti anche il sindaco Massimo Giuliani e il consigliere regionale della Toscana, Gianni Anselmi, che hanno tenuto entrambi a sottolineare il grande e importante valore rappresentato dalla Massoneria sul territorio, una Massoneria, senza ombre, costituita da uomini che hanno contribuito alla crescita culturale e sociale della Val di Cornia. Affollata la sala dell’Hotel Centrale che ha ospitato l’evento, che ha avuto il patrocinio del Comune .

Il sindaco, avete contribuito alla storia d’Italia

“La vostra è una grande associazione –ha detto  il primo cittadino di Piombino, dichiarandosi onorato di partecipare all’importante ricorrenza della XX Settembre- – un’associazione che ha attraversato trasversalmente tutta storia di Italia e di gran parte di questo territorio, che oggi vive un momento di crisi socioeconomica che non è certo il primo che viene affrontato, ma di sicuro è il più forte e grave dal dopoguerra”. La città, ha aggiunto, ha bisogno di un messaggio di speranza per affrontare la paura del cambiamento. “Ma la speranza va riscoperta quotidianamente. La speranza è come un pozzo profondo, inesauribile dove deve calare il secchio ogni giorno per attingere liquido vitale. E’ un atteggiamento che nasce dal cuore e che porta ad assumersi l’impegno e la responsabilità di scelte coraggiose e lungimiranti. Sono parole –ha detto- che ho ripreso dall’intervento che fece proprio qui a Piombino un anno fa il Gran Maestro,  parole che condivido fortemente”.  E’ proprio la speranza, ha proseguito Giuliani,  che insieme alle idee e ai sogni e combinata con uomini  che seppero tradurre in azione politica, militare singoli atti di coraggio, portò a  quel lontano 20 settembre 1870 che segnò l’inizio dell’Italia.

Borgognoni, il XX Settembre è roba nostra

Il microfono è passato poi al presidente Borgognoni, che,  incalzato dalle domande del maestro venerabile Michele Piacentini, ha ricostruito le dinamiche che hanno caratterizzato fin dal suo nascere la storia del Grande Oriente d’Italia, fondato, come ha ricordato, a Milano nel 1805, da un’emanazione di un Supremo Consiglio Scozzese, francese e bonapartista; il ruolo che la Massoneria ebbe nel Risorgimento; e il senso importante e profondo del XX Settembre che costituì un punto di svolta, un evento fondamentale sul piano politico, ma che influenzò  anche scelte importanti  sul piano della gestione della nazione, una nazione  dove  non si mettevano certo in discussione la  laicità dello stato, la multi-religiosità o la parità dei diritti e  la qualità della scuola pubblica.

Il Gmo Massimo Bianchi, non dobbiamo temere nulla

Nel suo intervento poi  il Gran Maestro Onorario Massimo Bianchi ha invitato a leggere i due interessanti volumi dal titolo Maestri per la città, usciti per i tipi di Tipheret  a cura di Giovanni Greco, in cui sono riportate le schede dei sindaci massoni dall’unità d’Italia  in poi,  un’opera che conferma, ha sottolineato, il senso del forte legame istituzionale che la Massoneria ha sempre avuto con il territorio e anche in questa città. Un legame, spezzato poi dalla barbarie fascista, dall’esilio, dalle sedi devastate, un legame difficile da ricostruire dopo la guerra.  “Ma noi –ha detto Bianchi- ce l’abbiamo fatta e ce la faremo sempre. Sono stato sempre e continuo ad esserlo dell’avviso che non dobbiamo temere nulla…nemmeno – ha ironizzato- le stelle di oggi”.

Il consigliere regionale Anselmi, orgoglioso di rappresentare le istituzioni dinanzi a vou

Dopo la relazione di Rossi, che ha ripercorso i 50 anni di vita dell’officina XX Settembre e il rapporto con il Grande Oriente,  la parola è passata al consigliere regionale Anselmi, che  “ si  è detto orgoglioso di rappresentare le istituzioni pubbliche di fronte alla vostra istituzione”, sottolineando che è bello vedere, in una società frammentata e senza punti di riferimento, uomini esibire la propria appartenenza con fierezza, senza reticenze con la certezza di essere eredi di una storia ricca di  vicende che hanno contribuito a costruire il mondo. “Tra noi –ha ricordato- c’è sempre sta una collaborazione proficua, anche negli anni in cui ho avuto il privilegio di rappresentare questa città. Ne sono compiaciuto, perché ritengo che non costruiremo una società migliore se scaveremo trincee, se innalzeremo muri, se ci nutriremo di settarismi nei confronti di uomini liberi che si organizzano nel rispetto della Costituzione”.

Il Gran Maestro: “Le urne hanno confermato che la Comunione cresce”

Ha concluso l’incontro il Gran Maestro, che si è soffermato a commentare l’esito delle elezioni che hanno coinvolto il Grande Oriente il 3 marzo. “Le urne  hanno confermato –ha detto-  che la Comunione è in crescita, è viva, e io posso dire che gode di credibilità in Italia e all’estero. Non è merito della Gran Maestranza ma dei 23 mila fratelli che la compongono . E’ merito anche–ha detto Bisi- dei fratelli di Piombino, che sono andati alle urne, mostrando affetto per l’istituzione. In questa città –ha aggiunto- colpita dalla crisi, diversamente che altrove, vedo uno scatto, un desiderio di farcela…”. Quella tenacia, quella dirittura morale che nel dicembre del 1980 diede la forza ai fratelli delle tre logge dell’Oriente cittadino di formulare una tavola di accusa contro Licio Gelli, che il Grande Oriente espulse prima che la magistratura intervenisse.

“Noi guardiamo avanti – ha detto Bisi-  forti della nostra storia. E riteniamo che il nome che porta questa loggia dovrebbe essere caro  a tutti. Il senatore Andrea Marcucci presentò –ha ricordato il Gran Maestro- una proposta di legge per celebrare la data del XX Settembre. Mi auguro che qualcuno voglia riprenderla, riproporla…perché fa parte della storia di tutti”. Come il Canto degli Italiani, il cui testo originale, scritto da Mameli, si trova nella casa natale di Mazzini a Genova, dove il  17 marzo è stata inaugurata una nuova sala anche grazie al sostegno del Grande Oriente, che non  dimentica  chi ha fatto l’Italia.

“Davanti a quello scritto noi ci commoviamo, perché è l’inno dei fratelli ai quali noi manteniamo fede sempre….sapendo che siamo tutti uniti da un cordone che ci fa superare momenti difficili e che ci lega e non ci fa mai sentire soli. E noi soli non lo siamo e ne abbiamo ampie dimostrazioni: una settimana fa durante la Gran Loggia di Spagna  abbiamo sentito tanta solidarietà internazionale intorno a noi sulla battaglia che stiamo conducendo sulla libertà di associazione.  Ma anche la vostra presenza qui oggi ci rinfranca…Come  la presenza annunciata in Gran Loggia a Rimini di intellettuali come Michele Mirabella, di un grande scrittore come Gianrico Carofiglio, dell’ex presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, dei due deputati siciliani Antonio Catalfamo ed Eleonora Lo Curto, che si sono battuti con forza e continuano a farlo contro la legge regionale che impone di dichiarare se si appartiene o meno alla Massoneria.  No, a noi le stelle non fanno paura… perché nei nostri templi ci sono cieli stelllati . E a Rimini accoglieremo chi tra le stelle c’è andato davvero, verrà infatti a trovarci l’astronauta Polo Nespoli”.

Ma il Gran Maestro ha voluto concludere l’incontro ricordando un fratello, morto nei giorni scorsi in un incidente stradale. Si chiamava Anso ed era, ha raccontato, per diletto un fotografo della fantasia. I suoi scatti sembravano fotomontaggi tanto erano singolari. “Ricordo l’ultimo dinanzi all’ingresso del teatro di Follonica. Rondini su un filo spinato e la scritta: nessun filo spinato potrà fermare il vento della tolleranza e della libertà”. Al termine della serata al Gran Maestro i è stata consegnata una targa con su scritto: “Al Gm Stefano Bisi guida e difesa della nostra istituzione”



1 commenti a “A Piombino la XX Settembre celebra i 50 anni di vita. Il sindaco: “Avete fatto la storia”. Il Gm: “Il voto del 3 marzo ha confermato che la Comunione è viva e cresce”

  1. Bellissima iniziativa. La Massoneria dell’Oriente di Piombino e Campiglia Marittima gode della stima degli Amministratori a testimonianza della serietà del lavoro svolto. Grazie a Tutti gli organizzatori e partecipanti alla celebrazione.

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