75 anni fa il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli veniva scelto come inno nazionale provvisorio della neonata Repubblica

Il 12 ottobre del 1946 il Consiglio dei Ministri della neonata Repubblica italiana scelse  il Canto degli Italiani, scritto il 10 settembre 1847  dal fratello Goffredo Mameli e musicato il 24 novembre dello stesso anno da un altro fratello, Michele Novaro, come inno nazionale provvisorio.  

Nei decenni che seguirono vennero presentate diverse iniziative parlamentari fino a quando il 4 dicembre 2017 non venne varata la legge n.181 che conferì al popolare canto risorgimentale lo status ufficiale di alto simbolo della nostra nazione al pari del tricolore.

Sono due i manoscritti autografi di Mameli che sono giunti fino a noi. Il primo si trova presso l’Istituto mazziniano di Genova, mentre il secondo è conservato nel Museo Risorgimentale di Torino. Lo spartito inviato da Novaro all’editore Francesco Lucca è custodito nell’Archivio storico Ricordi.

Il testo si compone di sei quartine doppie di senari, ciascuna delle quali seguita da un’altra quartina di senari in ritornello.

Negli eventi ufficiali vengono eseguite solo le prime due strofe di otto versi, per una durata di circa un minuto.

Pagina con le sei strofe dell’edizione 1860 stampata da Tito I Ricordi



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