4 novembre 1925, il regime fascista ordina l’assalto e l’occupazione di Palazzo Giustiniani

E’ il 4 novembre 1925. E’ passato un mese dalla notte di San Bartolomeo a Firenze e dal massacro di Giovanni Becciolini, quando una nuova ondata di violenze si abbatte sulla Massoneria. A innescarla questa volta è il fallito attentato a Mussolini organizzato dal libero muratore Tito Zaniboni, con la complicità presunta del generale Luigi Capello. La reazione del regime fascista è immediata e durissima. Con provvedimento urgente, il ministro dell’Interno Luigi Federzoni ordina l’occupazione di Palazzo Giustiniani e delle logge del Grande Oriente d’Italia. Un atto formale del governo, che sfocerà comunque in un vero e proprio assalto alla sede del Goi. Quel giorno, scrive nel suo libro La lotta tra la Massoneria e il Fascismo per la difesa della libertà Umberto Cipollone, Gran Maestro protempore nel 1949: Palazzo Giustiniani fu invaso e saccheggiato. E lo stesso avvenne nelle sedi dell’Ordine in tutta Italia. Una innarrestabile furia devastatrice che il 22 novembre succcessivo, pochi giorni prima dell’entrata in vigore della legge contro la Massoneria, induce il Gran Maestro Domizio Torrigiani, a dichiarare che “tutte le logge massoniche e tutti gli aggregati massonici di qualsiasi natura all’obbedienza del Goi sono disciolti e cessano di esistere”



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