La governatrice umbra Marini e le “colonne” della Massoneria/Il Fatto Quotidiano

 

Il Fatto  Quotidiano

Il Goi dona la “luce” al campo di Norcia e l’esponente del Pd ringrazia: “Siete un pilastro della democrazia”

La governatrice umbra Marini e le “colonne” della massoneria »

di FABRIZIO D’FSPOSITO

Le colonne sono un fondamento della massoneriamoderna, quella speculativa nata in Inghilterra tre secoli fa. È una tradizione biblica poi rimodulata dal simbolismo esoterico del deismo massonico: le due colonne erano a guardia del Tempo di Salomone, il cui costruttore è identificato in Hiram, altra figura chiave del linguaggio dei fratelli delle logge. La colonna posta a sinistra indica la forza ed è contrassegnata con l’iniziale “B”, come Boaz. Quella a destra è la “J”, che sta per Jachin, ed è la stabilità. Nel dizionario degli iniziati, “abbattere le colonne” significa sospendere i lavori rituali di una loggia.A1 contrario, “alzare le colonne” vuol dire che i lavori possono riprendere. Tutto questo per introdurre il sorprendente e pubblico riconoscimento arrivato al Goi dalla governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, oggi renziana e componente della direzione nazionale del Pd.

MARINI ha fatto riferimento proprio alle “colonne” durante una manifestazione organizzata dal Goi per donare l’impianto di illuminazione al campo sportivo di Norcia dopo il terremoto: “Grazie al Grande Oriente d’Italia. Grazie a una istituzione che rappresenta alcuni dei pilastri sui quali si fondano ivalori di questaItaliademocratica, repubblicana, costituzionale che nella quotidianità ogni tanto sottoponiamo a scossema alcuni pilastri fondamentali la reggono in piedi, alcune colonne portanti”.

Sorprendente, anche perché Marini fa parte dello stesso partito di Rosy Bindi, presidente dell’Antimafia parlamentare e principale “avversaria” di Stefano Bisi, il Gran Maestro del Goi, il Grande Oriente d’Italia che è la maggiore obbedienza massonica del Paese e a suo tempo visse la degenerazione deviata dalla P2 di Licio Gelli. Bindi e Bisi si sono fronteggiati a lungo sull’eterna questione degli elenchi segreti degli iscritti alla massoneria, a causa dei fratelli condannati o indagati per mafia e ‘ndrangheta. Ma Sicilia e Calabria non sono regioni rosse come l’Umbria o la Toscana.

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