26 settembre, la posa della prima pietra a Monte San Savino

La cerimonia che ricorda la posa della prima pietra del Tempio di Salomone.
Re Salomone, Hiram Re di Tiro ed il Maestro Hiram Abiff posano la prima pietra del primo Tempio, dando il via alla costruzione che idealmente rappresenta i più alti valori dell’Umanità: Amore, Fratellanza, Libertà e Giustizia.
Ecco l’essenza della cerimonia officiata, a lavori sospesi, dalla Loggia Elia Coppi (930) di Cortona in tornata congiunta con le Logge degli Orienti delle Valli Aretine, sotto il patrocinio dei Collegi Circoscrizionali dei Maestri Venerabili della Toscana e dell’Umbria, alla presenza di circa cento Fratelli, fra cui molti rappresentanti di Loggia e Maestri Venerabili.
Parafrasando l’oratore, è la rievocazione di un “initium” in cui gli uomini più volenterosi si sono messi al lavoro, dando vita ad una tradizione giunta ai nostri giorni, volta a costruire un’Umanità basata su quei cardini spirituali che sono la migliore espressione delle capacità umane. Alla coscenza del proprio stato ciascun uomo di valore avverte la necessità di affiancare la temperante volontà tesa al proprio miglioramento che trova concretizzazione scacciando il pregiudizio e combattendo il vizio: un cambiamento di stato interiore che aprendo la mente e liberando il pensiero conduce avanti nel percorso verso la meta finale: il perfezionamento di sé.
Dopo un breve intermezzo musicale per pianoforte e violoncello, la parola è concessa alle colonne e poi all’Oriente, numerosi gli interventi dei Fratelli presenti. In conclusione, i presidenti dei due Collegi patrocinanti, Francesco Borgognoni e Antonio Perelli, esprimono la propria soddisfazione per questa cerimonia, entrambi poi tengono a sottolineare il grande successo, in particolare sotto il profilo culturale, della recenti manifestazioni tenutesi al Vascello in occasione delle Celebrazioni del XX settembre. La parola a Paolo Mercati che porta il saluto ufficiale di tutto il Consiglio dell’Ordine. Dopo l’intervento del Presidente della Corte Centrale, Santino Rizzuto, accompagnato dal segretario, Raffaello Farsetti, e dal giudice Ugo de Carolis, e del Primo Grande Ufficiale Moreno Milighetti, accompagnato dal Grande Ufficiale Claudio Pagliai, il Maestro Venerabile della Loggia Elia Coppi, Francesco Vinciarelli, tiene a sottolineare una personale sensazione: nelle tornate ufficiali alla presenza del Gran Maestro, nel passato, percepivo il senso di rispetto, adesso, alla presenza del Gran Maestro Bisi, al rispetto si aggiunge una diffusa e piacevole atmosfera di “serenità”.
Le conclusioni al Gran Maestro che, complimentandosi con tutti gli organizzatori che si sono adoperati per convertire quel locale, una volta adibito a discoteca, in un accogliente Tempio, ricorda il gran lavoro fatto nell’ultimo decennio nella provincia di Arezzo verso una diffusa armonia e serenità fra i Fratelli e le Logge tutte; la cerimonia odierna è concreto esempio di universalità massonica: i Fratelli della Loggia Elia Coppi hanno voluto condividere questa iniziativa con tutte le altre Logge delle Valli aretine. La condivisione è, infatti, la base per una convivenza serena ed il metodo migliore per creare qualcosa di importante, non solo: può essere di grande aiuto e conforto nei momenti più difficili.
Riallacciandosi ai versi danteschi, tema delle celebrazioni romane, afferma poi come dipenda da ciascun individuo utilizzare la propria ragione per il bene o per il male: la Massoneria deve essere esempio per tutti in quanto da sempre è incarnazione della capacità di stare assieme, nei nostri templi, riusciamo a confrontarci serenamente da secoli, attraverso il dialogo costruttivo. L’opera di molti Liberi Muratori è esempio, storicamente innegabile, dell’applicazione di questi principi: così come in passato, possiamo perciò costruire il nostro futuro sulla base di un costante impegno volto al perfezionamento di noi stessi. Conclude con una considerazione profonda sulla valenza della Massoneria: “nella vita capitano momenti terribili per ognuno e per la società, proprio per questo dobbiamo lottare affinché bontà e giustizia siano fondamento del futuro di tutti”.


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