125 anni fa nasceva Federico Garcia Lorca, grande poeta spagnolo e libero muratore, catturato e ucciso dai franchisti

Il 5 giugno 1898 nasceva a Fuente Vagueros, in Spagna Federico García Lorca, straordinario poeta e drammaturgo, i cui versi, le cui parole – Offro la mia carne ai campesiños di Spagna – continuano ancor oggi a infiammare di passione libertaria di tutto il mondo, e che i franchisti catturarono a Granada e fucilarono a Fuentegrande de Alfacar nei dintorni di Víznar all’alba del 19 agosto del 1936, disperdendone i resti.

Le accuse che gli vennero rivolte e che lui confessó erano quelle di essere “socialista, massone” e di “praticare l’omosessualità e altre aberrazioni”. Accuse che emergono da un documento della polizia franchista , ritrovato nel 2015 dall’emittente radiofonica Ser e dal sito Eldiario.es., tramite il quale è stato possibile rintracciare il rapporto ufficiale dell’estate del 1936, redatto dalla terza brigata della milizia franchista , che lo trasse in arresto.

Garcia Lorca venne catturato in casa di amici, fu portato in prefettura e frettolosamente fucilato. Lo stesso documento non tralascia di annotare l’appartenenza del poeta alla loggia Alhambra, che si riuniva in un albergo situato nel bosco ai piedi della cittá, e nella quale l’autore di Romancero Gitano era identificato con il nome iniziatico di Omero.

Ecco un breve ed emblematico passaggio della sua ultima intervista pubblicata dal giornale “El Sol” di Madrid, due mesi prima della sua morte: “Sono fratello di tutti (…) Il cinese buono è più vicino a me dello spagnolo cattivo. Canto la Spagna e  me la sento dentro, ma prima di tutto sento di essere un uomo del mondo e fratello di tutti”.

Il documento: LA MUERTE DE LORCA | LA SER ACCEDE A LOS DOCUMENTOS ORIGINALES



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *