Il Mediterraneo. Spiritualità, genti, religioni. Conversazione di Vito Mancuso | Radio Radicale audio

Martedì 14 febbraio nuovo incontro del Grande Oriente d’Italia con il teologo Vito Mancuso. Dopo Trento, grazie al Collegio Circoscrizionale del Trentino Alto Adige, è stata la volta di Firenze con l’iniziativa del Collegio della Toscana e del suo presidente Francesco Borgognoni. All’evento, che si è svolto al Grand Hotel Mediterraneo, ha partecipato il Gran Maestro Stefano Bisi. Tra il pubblico anche Izzeddin Elzir, imam di Firenze e presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia.

Ancora una volta Mancuso non ha mancato le aspettative e ha catturato l’attenzione di tutti disponendo da subito il pubblico a una riflessione. “Vorrei offrire elementi che possano suscitare caos nelle menti per poi creare ordine”, ha detto il teologo in apertura. E da una visione plastica del Mar Mediterraneo e delle sue acque che si trovano nel mezzo di terre diverse, ha affrontato i temi nevralgici della nostra epoca, un periodo storico che non sembra più comprendere che il nostro sistema è fatto di aggregazioni, di pluralità di elementi. Mancuso ha richiamato la necessità del rispetto e non solo verso gli uomini (“più l’umanità sarà capace di avere il rispetto verso tutte le forme di vita animale e vegetale, oltre che umana, più coltiverà atteggiamenti visioni, stati d’animo, tecnologia non violenti”) fino a parlare della paura, una paura che genera violenza. Spiritualità e religione sono stati il fulcro della sua conversazione citando al termine Quinto Aurelio Simmaco, tra i più grandi oratori latini: “Tutti contemplano le stesse stelle, un solo cielo ci è comune, un solo universo ci circonda. Che importa se ognuno cerca la verità a suo modo? Non si può seguire una sola strada per raggiungere un mistero così grande”.

 



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