XX Settembre. L’omaggio ad Anita e Giuseppe Garibaldi e l’appello del Gran Maestro Stefano Bisi ai candidati sindaci di Roma a completare i lavori di restauro al monumento all’Eroe dei due mondi transennato da tre anni. Poi la cerimonia a Porta Pia (Video)

“Il monumento a Garibaldi che si erge sul Gianicolo è un simbolo di libertà non solo per Roma ma per l’Italia intera e non può essere abbandonato al degrado”. Lo ha sottolineato il Gran Maestro Stefano Bisi, che il 20 settembre, giorno in cui il Grande Oriente d’Italia celebra la breccia di Porta Pia, nel deporre come è tradizione una corona d’alloro sotto la statua icona del Risorgimento, ha lanciato anche un appello ai candidati sindaco della capitale a riaprire il cantiere e a completare il restauro dell’opera, che venne colpita nel settembre del 2018 da un fulmine e da allora è ancora transennata. Piu’ volte il Goi, in questi anni, si è fatto avanti rendendosi disponibile a contribuire ai lavori. Ma senza esito. Collocata sul punto più alto del colle, la statua in bronzo poggia su un piedistallo in marmo, ai lati del quale sono scolpite le figure allegoriche dell’Europa e dell’America, oltre ai bassorilievi che rievocano lo sbarco a Marsala, la resistenza di Boiada, la difesa di Roma e il gruppo della libertà. Sui gradini a destra del basamento Ettore Ferrari, scultore, massone, Gran Maestro del Grande Oriente dopo Ernesto Nathan e autore del monumento a Giordano Bruno, aveva creato una corona, per ricordare che Garibaldi era stato appunto il primo Gran Maestro della Massoneria italiana. Corona, che durante il fascismo venne sostituita con simboli del regime, e solo nel 1943 riposizionata, anche se non si trattava piu’ dell’originale.

Il Grande Oriente ha reso inoltre omaggio, nella stessa mattinata al monumento equestre ad Anita Garibalidi realizzata dallo scultore Mario Rutelli, che raffigura l’eroina, simbolo di tante battaglie per la libertà, morta il 4 agosto del 1849 a Mandriole, vicino a Ravenna.

La delegazione del Goi si è recata poi dinanzi alla Breccia di Porta Pia, presso la lapide nelle Mura Aureliane che ricorda la storica battaglia che il 20 settembre 1870 si combatté tra le truppe italiane, guidate dal generale Raffaele Cadorna e l’esercito papalino, e che sancì l’annessione di Roma al Regno d’Italia, decretando la fine dello Stato Pontificio quale entità storico-politica. Noi massoni del Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani – ha detto il Gran Maestro – celebriamo come ogni anno da sempre il 20 Settembre, che è un data storica. Una data, che ci auguriamo venga ricordata in futuro in maniera solenne anche dalle istituzioni pubbliche, e che auspichiamo possa tornare ad essere indicata in rosso nel nostro calendario. E’ stata una festività per tanti anni, ha ricordato Bisi, e la speranza è che lo torni ad essere. La ricorrenza del 20 Settembre nel 2020 e nel 2021 è stata particolare, ha aggiunto. Stiamo attraversando una pandemia che ha portato via tante vite, anche quelle di tanti fratelli. Ed è per questo che la festa della Libertà quest’anno deve accompagnarsi con un’altra parola: Responsabilità, che vuol dire, ha rimarcato il Gran Maestro, osservare le regole predisposte delle autorità, regole che tutti i fratelli del Goi sono tenute a rispettare. Vogliamo, ha proseguito, che alla parola Libertà sia sempre associata la parola Responsabilità. Perché Libertà è Responsabilità. Piu’ siamo responsabili, ha ricordato, e piu’ siamo liberi e noi vogliamo essere liberi, liberi di esistere, liberi di poter abbracciarci nelle nostre maniere tradizionali. E vogliamo, ha concluso, che questo nostro senso di responsabilità si diffonda nella società italiana. E all’insegna di Libertà e Responsabilità celebriamo questo anniversario. VEDI IL VIDEO



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