Verso la consulta. I massoni a Palazzo dei Normanni “Ora basta, non siamo criminali” | Live Sicilia

Miccichè: “Non sono massone, ma sono un liberale”. Lo Curto e Catalfamo: “Aspettiamo le sanzioni”.

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PALERMO – Non è bastata la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni per accogliere tutti i partecipanti al convegno della massoneria siciliana. Gli assistenti parlamentari sono stati costretti ad aprire anche l’adiacente Sala Rossa. Un pubblico composto quasi interamente da uomini, dai più giovani ai più anziani che si salutano con tre baci sulla guancia, tutti riuniti per il convegno “Liberi di associarci” in cui si discute della legge approvata dal Parlamento siciliano e considerata “mostruosa”, per l’obbligo che impone agli amministratori della vita pubblica della Sicilia di dichiarare la propria appartenenza o meno alla massoneria. “Non si capisce perché si vogliano individuare soltanto gli amministratori pubblici massoni e non, per esempio, anche quelli iscritti ad altre forme di associazioni. La massoneria lotta per la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza fra tutti gli uomini, è una fiamma di libertà in questa nostra amata patria”, dice Stefano Bisi, il Grande Maestro del Grande Oriente d’Italia, che “come disse Mario Calvino, padre dello scrittore Italo, tutela il libero pensiero e cerca di fare il bene dell’umanità”.

“Non accettiamo e respingiamo chi vuole associarci alla mafia e alle associazioni malavitose. Io credo che il Grande Oriente d’Italia sia un antidoto alla mafia, perché cerchiamo sempre di rispettare il pensiero degli altri. Chi ci associa alla mafia ragiona con il pregiudizio. Il pregiudizio della non conoscenza”, ha concluso Bisi.

Apertura dei lavori affidata al presidente dell’Ars Gianfranco Micciché: “Siete i benvenuti a Palazzo dei Normanni – ha detto –. Non sono massone e nessuno della mia famiglia lo è, ma sono un liberale vero e considero la nostra legge sulla massoneria una legge inutile. Nel mio ruolo di presidente, però, non ho potuto far altro che assistere al dibattito parlamentare e lasciarlo svolgersi naturalmente. Ho apprezzato lo sforzo di chi si è battuto contro questa legge. Penso che saremo davvero liberi soltanto quando in tanti dichiareranno di appartenere alla massoneria”.

L’Inno nazionale in apertura del convegno | video

Tra i deputati che hanno avversato strenuamente la legge in Sala d’Ercole e che, per altro, non hanno ancora presentato la certificazione sull’appartenenza o meno alla massoneria, c’è la capogruppo dell’Udc Eleonora Lo Curto: “La massoneria ha fatto grande il mondo ed è grande nel mondo. Gli Stati Uniti d’America non sarebbero quello che sono se non ci fosse stata la massoneria. È un’associazione che rappresenta un vicolo di libertà e di giustizia. Ho ritenuto assolutamente iniqua questa norma e l’ho contrastata con molta veemenza. Tutto ciò che è compressivo della nostra libertà va combattuto. Ora aspetto soltanto che mi vengano comunicate le sanzioni a cui vado incontro”.

Assieme alla Lo Curto, anche Antonio Catafalmo, capogruppo all’Ars di Fratelli d’Italia, dopo averla combattuta in Aula, si è dichiarato pronto a “sfidare” la nuova legge raccontando come intende arrivare al ricorso alla Consulta per incostituzionalità della norma. “Aspetto con ansia che mi venga notificato il provvedimento con le sanzioni, l’ho proprio richiesto agli uffici, perché così potrò fare ricorso alla giustizia amministrativa e in quella sede chiedere di portare questa legge alla Corte costituzionale. Il fatto strano – ironizza – è che ancora queste sanzioni non sono arrivate. Forse perché il sospetto di incostituzionalità ce l’hanno pure gli stessi sostenitori”.

Le foto del convegno, chi c’era

 

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