Umiltà e pensiero libero, la forza dei Costruttori

A Castel San Pietro Terme 200 Fratelli per la Tornata a Logge riunite della Circoscrizione Emilia Romagna. Dalla sapienza dei manoscritti alle sfide dell’oggi, riflessioni e percorsi su esoterismo ed essoterismo nella Libera Muratoria.

“Il vero segreto è l’umiltà e la voglia di costruire”. E’ questa l’essenza dei Liberi Muratori, ha ricordato il Gran Maestro, Gustavo Raffi, chiudendo la Tornata a Logge riunite della Circoscrizione Emilia Romagna, che si è tenuta il 16 marzo scorso a San Pietro Terme, presso il Centro Congressi Artemide. All’evento, organizzato dal Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell’Emilia Romagna, hanno partecipato più di 200 Fratelli, alcuni dei quali giunti per l’occasione anche da altri Orienti. Ha retto il maglietto – con la consueta maestria e capacità di fare squadra – il presidente del Collegio, Giangiacomo Pezzano, mentre all’Oriente – insieme al Gran Maestro Raffi – sedevano il Gran Maestro Aggiunto, Antonio Perfetti, il Gran Segretario, Alberto Jannuzzelli, il Gran Segretario Aggiunto per le relazioni interne, Gabriele Brenca, il Gran Segretario Aggiunto per le relazioni esterne, Gianfranco Morrone, il Gran Maestro Onorario, Francesco Spina, il Gran Consigliere all’Organizzazione, Tiziano Busca, il Consigliere dell’Ordine, Giampaolo Perfetti e altri Dignitari. Paralleli al Libro Sacro aperto con squadra e compasso, due ali di Maestri Venerabili e altri dignitari, tantissimi Maestri e giovani Apprendisti, particolarmente attenti ai Lavori del Tempio allestito con cura dai Fratelli.

Il programma dei Lavori ha visto i Fratelli Gerardo Picardo e Antonio Panaino tracciare due tavole architettoniche dal titolo ‘Esoterismo ed essoterismo nella riflessione liberomuratoria’. Nelle loro riflessioni – partendo dalla sapienza degli antichi manoscritti per arrivare al pensiero iniziatico contemporaneo – gli oratori della Tornata hanno sottolineato a una sola voce il bisogno di approfondire la bellezza dei Rituali, inesauribili scrigni di percorsi e di ricerche, vivendo una Massoneria che è, sempre e comunque, infinita ricerca di senso e di profondità oltre le apparenze. E se il dovere del Libero Muratore è riunire ciò che è sparso, il segreto è però il ‘come’ si vivono le cose, sapendo che c’è sempre una pietra da mettere accanto alle altre per costruire. Il cammino esoterico è visione ma anche conoscenza, assicura la continuità ma deve essere anche un ponte sul nuovo. La verità dell’Ordine si può raggiungere solo all’interno di una Loggia, ma il simbolo che si è decodificato deve essere declinato nella storia. Il Compasso deve restare aperto. Lo strumento non chiude e delimita: è l’inizio del divenire. “Tutti Riti della Libera Muratoria – scriveva Jules Romains – girano intorno all’idea della costruzione. Se si è compreso questo, si sarà capito tutto”. Perciò – hanno ricordato Panaino e Picardo, le cui Tavole saranno pubblicate in un prossimo numero della Rivista ‘Hiram’ – l’esoterismo non è astrarsi dal mondo, ma comprenderlo dall’interno. Decodificare la storia per lavorare al grande e mai chiuso cantiere dell’umanità.

Di grande intensità il contributi ai Lavori del Gran Maestro Onorario, Francesco Spina: “In questi anni sabbiamo camminato bene – ha detto – e dobbiamo proseguire nella strada del confronto, dell’apertura alla società e lavorare senza sosta alla nostra formazione iniziatica”. “Ho fiducia nei giovani Liberi Muratori – ha proseguito – e sulla base di queste esperienze fraterne e di forti riflessioni interiori e comunitarie, sono certo sapranno portare avanti gli ideali e i principi della Libera Muratoria che hanno ricevuto da un’altra generazione di Maestri”.

Incisivo e programmatico l’intervento del Gran Maestro Raffi. “La Massoneria è come un rompighiaccio – ha detto – deve abbattere i muri della diffidenza e promuovere la forza della relazione che libera, che fa accogliere l’altro e permette di mettersi in discussione per cambiare”. “Ma lungo questa strada – ha scandito il Gran Maestro – occorre umiltà. E capacità di cogliere e vivere le sfide dell’oggi, per contribuire a disegnare un destino comune”. Compasso e squadra in bisaccia, la strada che chiama. “Quando gli altri pensano di avere tutta la verità – ha concluso Raffi – i Liberi Muratori cominciano a cercarla. Lo fanno da soli, ma anche insieme a tanti altre persone liberi”. Uomini – ha detto il presidente Pezzano chiudendo i Lavori – che sanno sorridere e guardare lontano. Gente in cammino verso una possibile verità, che è capace di donare un pezzo di sé in ogni impegno e lotta. Esoterismo ed essoterismo restano distinti solo per i profani che non conoscono il pavimento a scacchi e la forza delle tre Luci sacre. I Liberi Muratori lavorano oltre il Tempio con lo stesso spirito di costruttori.



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