Trent’anni fa l’assassinio di Lando Conti, sindaco e massone

Lando Conti
Lando Conti

A Firenze, il 10 febbraio del 1986 veniva assassinato dalle Brigate Rosse Lando Conti. Massone, l’anno prima era sindaco della città. Nel giorno dell’anniversario della sua morte l’amministrazione comunale e il Grande Oriente d’Italia lo celebreranno in separate occasioni.

La Massoneria italiana lo ricorderà il 10 febbraio (ore 20,30) con una tornata rituale congiunta nella sede massonica fiorentina di Borgo Albizi. Parteciperanno le logge “Lando Conti” di Firenze, Cagliari e Sanremo e le logge fiorentine “Plinio Citi”, “Domenico Maiocco”, “Tommaso Crudeli”, e “Marzocco”.

Per il Gran Maestro Stefano Bisi, “ricordare il Fratello Lando significa riaffermare che la vita democratica del nostro Paese ha vinto contro ogni deriva terrorista e autoritaria. Ma sappiamo anche che questa non può essere considerata una vittoria definitiva; anzi, oggi più che mai dobbiamo riproporre il suo esempio a noi stessi, e alle nuove generazioni, imparando dal passato per far sì che la stagione del terrore non torni più”.

Lando Conti, fiorentino, classe 1933, fu segretario provinciale del Partito Repubblicano e poi sindaco di Firenze dal marzo 1984 al settembre 1985. Successore di Piero Bargellini e di Alessandro Bonsanti, fu uno straordinario amministratore della cosa pubblica. Con la sua vita e le sue opere testimoniò il principio mazziniano del primato dell’educazione e l’ideale massonico della fratellanza per operare sempre per il bene dell’umanità. Aderì alla Massoneria del Grande Oriente d’Italia nel 1957, precisamente il 22 novembre, nella Loggia “Giuseppe Mazzoni” (62) di Prato. Nel 1959 si trasferì nella loggia “La Concordia” (110) di Firenze e in seguito, il 18 maggio 1984, nella “Abramo Lincoln” (884), oggi “Lando Conti” (884). Fu Gran Cappellano, nel 1974, dell’Arco Reale. Nel 2006 è stato proclamato Gran Maestro Onorario alla memoria.

Nel pomeriggio del 10 febbraio 1986, nella zona di Ponte alla Badia, dove gli è stata intitolata una via, Lando Conti, da solo in auto, stava andando in Consiglio comunale, dove rappresentava il partito repubblicano. Fu assassinato con 17 colpi di pistola. Aveva 52 anni e lasciava la moglie e 4 figli. Nella stessa serata una telefonata anonima a un giornale milanese ne rivendicò l’attentato: “Qui Brigate Rosse. Rivendichiamo l’uccisione di Lando Conti”.

Il Comune di Firenze lo ricorderà il 10 febbraio con una breve cerimonia alle ore 8,30 in Via Faentina dove sarà deposta una corona sul luogo dell’attentato. Nel pomeriggio, a Palazzo Vecchio, alle ore 17,30, ci sarà il convegno pubblico “Lando Conti. Sindaco del dialogo, della coerenza e del rispetto”. Dopo i saluti del sindaco Dario Nardella e del presidente dell’Agci Nazionale Rosario Altieri, sono previsti gli interventi del Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani e di seguito di Franco Camarlinghi, Nicola Cariglia, Cosimo Ceccuti, Ottaviano Colzi, Gianni Conti, Francesco Matteini, Adalberto Scarlino, Lorenzo Conti. Modera Francesco Colonna.



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