Il Solstizio sotto le stelle di tre logge torinesi

foto 2Per la Tradizione, la via verso la luce è continua e incessante. In questo cammino, il percorso del sole, simbolo di luce per eccellenza e manifestazione dell’Essere Supremo, diventa, in occasione dei due solstizi, motivo di grande festa e riflessione per tutti i fratelli sparsi nei due emisferi. Le due ricorrenze sono legate, nel solco della tradizione occidentale, ai due San Giovanni: l’Evangelista il 27 dicembre ed il Battista il 24 giugno, quando, rispettivamente, la luce comincia nuovamente a crescere e nel momento del suo massimo splendore. La simmetria dei due Giovanni nelle feste solstiziali evoca anche riferimenti tradizionali più antichi, ad esempio i riti agricolo-pastorali legati al culto di Giano Bifronte, il dio dai due volti, con cui i Giovanni condividono l’etimo. In Giano, uno tra gli dei italici più antichi e venerati, tanto da meritarsi l’appellativo di “Pater” presso i romani, si rifletterebbe la concezione platonica dell’anima umana: un volto giovane simboleggiante l’aspetto divino dell’anima, attratta verso Dio e splendente di immutabile bellezza; l’altro vecchio, a rappresentare l’attenzione rivolta alle cose del mondo che, in quanto soggette al divenire, sono destinate a decadere. Una chiara allegoria del ciclo di morte e rinascita del sole, che segna, nel corso dell’anno, l’avvicendarsi delle stagioni.

Con questo spirito e in questa atmosfera, suggestiva e intrisa di tradizione liberomuratoria, il 23 giugno scorso, le logge Amitié Eternelle (909), Pragma (910) e Libero Pensiero (1255) di Torino, hanno festeggiato il solstizio d’estate con una tornata sotto le stelle. L’incontro ha visto la partecipazione di Renato Lavarini, presidente del collegio circoscrizionale Piemonte e Valle d’Aosta, Paolo Accusani, oratore del collegio, Antonio Scopelliti, giudice circoscrizionale e Paolo Revelli, garante d’amicizia presso la Gran Loggia dell’Oregon, nonché di numerosi fratelli ospiti che hanno ornato le colonne e l’oriente.37-fuoco-falo-1

A lavori sospesi, intorno alla luce del grande falò di San Giovanni, si sono aggiunti familiari e ospiti. Questa comunione ha permesso di condividere, con gli oltre 150 partecipanti, i sentimenti e i propositi per il futuro, dentro e fuori l’istituzione.

Prima della ripresa rituale dei lavori, ha preso la parola il presidente dell’associazione Sergio Mammini, Teresio Rainero, che ha raccontato come quest’organizzazione si occupi di sostenere i figli dei fratelli passati prematuramente all’oriente eterno. A testimonianza di un supporto concreto verso quest’attività meritoria, durante la cena che è seguita, le tre logge hanno donato alla ‘Mammini’ il tronco della beneficenza raccolto per l’occasione. Il tempo così trascorso insieme è stato allietato da musica e video con aforismi e citazioni di fratelli celebri.



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