Tolleranza, un’idea che non muore. Convegno pubblico a Imperia il 27 maggio

Tolleranza, un'idea che non muore. Convegno pubblico a Imperia il 27 maggioIl ‘Trattato sulla tolleranza’ è una delle più famose opere del massone Voltaire. Pubblicata in Francia nel 1763, costituisce un testo fondamentale della riflessione sulla libertà di credo, sul rispetto delle opinioni e di molte di quelle caratteristiche con cui oggi identifichiamo una società come civile. “La tolleranza, un’idea che non muore” è il titolo dell’incontro pubblico promosso dalla loggia del Grande Oriente d’Italia “Voltaire” (1050) di Imperia per dibattere un tema che oggi dimostra tutto il suo valore di fronte a quei vecchi e nuovi pregiudizi che si insinuano nel vivere comune. L’appuntamento è per il prossimo 27 maggio alle 15 e 30 a Imperia nell’Auditorium della Camera di Commercio (Via M. Belgrano 10). “Relatori di prim’ordine ci aiuteranno a districarci nei meandri di un’opera e un pensiero che sono più attuali che mai”, sottolinea Flavio Franco, maestro venerabile della loggia organizzatrice. Sono stati invitati a discuterne i filosofi Luisella Battaglia, membro del Comitato nazionale di bioetica, e Gian Mario Cazzaniga; l’economista Giustino Languasco. Modera i lavori il filosofo Franco Manti. Introduce e coordina Emanuele Saracini.

Nel corso dell’incontro saranno consegnate tre borse di studio a studenti meritevoli degli istituti scolastici superiori di Imperia che si sono cimentati con elaborati sul tema del convegno.

Ingresso libero all’incontro.

Info: liguria.1052@grandeoriente.org

 

François-Marie Arouet detto ‘Voltaire’, letterato e filosofo francese, entrò in Massoneria il 7 aprile del 1778 nella Loggia delle Nove Sorelle. Lalande, il celebre astronomo, ne era il maestro venerabile coadiuvato dal conte Stroganoff, ciambellano dell’Imperatrice Caterina di Russia, e dal colonnello de Laroche. Voltaire entrò nel tempio con Benjamin Franklin, allora ambasciatore a Parigi, e il conte de Gebelin. Morendo pronunciò la frase: “Muoio adorando Dio, amando i miei fratelli, non odiando i nemici e detestando la superstizione”.

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