Taranto. Ventennale della Loggia Archita nel segno della solidarietà

Il 17 giugno la Loggia Archita (1146) di Taranto ha festeggiato i primi vent’anni di vita alla presenza del Gran Maestro Stefano Bisi. Per la ricorrenza ha organizzato una tornata rituale sotto le stelle che è stata anche occasione di riconoscimenti da parte del Gran Maestro: la consegna di una pergamena al Fratello Franco Basile per i suoi 70 in Massoneria e la nomina di Antonio Lanzillotta a Garante d’Amicizia per il Portorico. Tantissimi i partecipanti ai lavori: il Secondo Gran Sorvegliante Pasquale La Pesa, i Grandi Ufficiali Angelo Scrimieri e Piero De Angelis, il Giudice della Corte Centrale Elio Franco, i Consiglieri dell’Ordine Maurizio Manfredonia e Antonio Micella, il Presidente del Collegio Circoscrizionale di Puglia Luigi Fantini, i Garanti di Amicizia Giuseppe Russo, Mario Marci, Savino Torraco, gli ispettori circoscrizionali Riccardo Gismondi e Paolo Ciaccia, il giudice gircoscrizionale Matteo Giaccari, oltre a numerosi maestri venerabili di Taranto e Brindisi insieme a tanti altri esponenti del Grande Oriente d’Italia di varie logge pugliesi.

La tornata è stata caratterizzata da una tavola dell’ex maestro venerabile Francesco Comparato, che ha fatto un excursus della storia della Massoneria tarantina, e da un particolare annuncio: la donazione del ‘tronco della vedova’ (cioè le offerte in denaro per beneficenza raccolte al termine dei lavori in loggia) all’Ente Morale Asilo Paolo VI.  Questo istituto, che opera nella Città Vecchia, accoglie e assiste bambini di famiglie bisognose. Il maestro venerabile della “Archita” Vito Ciaccia e l’elemosiniere Nicola Ciaccia, accompagnati dal presidente circoscrizionale Fantini e dal Consigliere dell’Ordine Manfredonia, si sono recati nei giorni successivi nella sede dell’Asilo Paolo VI, presentandosi ai responsabili come esponenti del Grande Oriente e annunciando, con tanto di ricevuta, di aver saldato la bolletta del gas della struttura che purtroppo risultava scaduta. È stato un piccolo gesto ma di grande conforto perché di aiuto sicuro verso chi sostiene, con mille difficoltà, le persone bisognose, oggi sempre più numerose.



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