Strage di immigrati nel mediterraneo. Il Gran Maestro Bisi: “Quei morti pesano come macigni sull’Europa”

La tragedia si è ripetuta. Un barcone di migranti che affonda nel Canale di Sicilia e muoiono uomini, donne e bambini. Sono centinaia, forse 700 o 900, per quella che sembra essere la più grande sciagura dopo Lampedusa nel 2013 e che è innanzitutto l’ennesima sconfitta della nostra Civiltà. E’ la notte più buia dell’Unione Europea, incapace da anni di affrontare politicamente in maniera seria il grande problema di quei disperati che pagano lautamente gli scafisti e l’organizzazione che sta alle loro spalle per coronare il sogno di una vita migliore e che invece finiscono per pagare spesso solo la loro morte.

Il dramma che parte dalle coste libiche e che coinvolge tanti popoli africani, è la tragedia di un mondo diviso tra chi ha tutto e chi non ha niente. Un mondo che ha globalizzato il miraggio del benessere senza fare i conti con le risorse terrestri. In questo gorgo buio del nostro presente e delle nostre coscienze, ed in memoria di tante vite spezzate, il Grande Oriente d’Italia leva alta la sua voce contro questo scempio della vita umana e dell’Umanità. Bisogna fermare gli sbarchi e la catena del male e dell’affarismo che sta alle spalle di questi disgraziati. Bisogna evitare che, dopo qualche settimana, finita la ribalta mediatica e spenti i riflettori, la questione finisca di nuovo in fondo al mare, accanto ai corpi di quegli uomini, quelle donne e quei bambini senza volto e senza identità. Bisogna non lasciare più da sola, e colpevolmente come è accaduto finora, l’Italia. Serve una vera catena di solidarietà europea. Non dovrà mai più accadere spesso si dice, speriamo che sia proprio così. Quei morti pesano come macigni sull’Europa.

Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia



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