San Galgano 2015, decima edizione della Festa della Luce. Il Gran Maestro: necessaria una “rivoluzione del cuore” nel segno della benevolenza e della tolleranza verso gli altri

San GalganoSotto le stelle dell’Abbazia cistercense intitolata a San Galgano, a festeggiare il solstizio d’estate, erano presenti circa 600 fratelli e 200 ospiti, fra cui una rappresentanza delle Stelle D’Oriente e dei giovani DeMolay. Alla tornata organizzata dalle Logge all’Oriente di Siena (Arbia 138, Montaperti 722, Salomone 758, Agostino Fantastici 1472) erano presenti il Gran Maestro, Stefano Bisi, i Grandi Maestri Onorari Massimo Bianchi e Mauro Lastraioli, il Gran Segretario Michele Pietrangeli, oratore della serata, insieme ai membri di Giunta Emanuele Melani, Presidente degli Architetti Revisori, e Fabrizio Celani, Rappresentante del Consiglio dell’Ordine.
Oltre alla delegazione della Serenissima Gran Loggia di San Marino, guidata da Simone Mariucci, Gran Segretario Aggiunto, numerosi i Grandi Ufficiali del Grande Oriente d’Italia: Moreno Milighetti, Primo Grande Ufficiale, Umberto Busolini, Paolo Passeri, Claudio Pagliai e Federico Donati. A seguire i Giudici della Corte Centrale Luca Curatti, Pierfranco Raffaelli, Ugo De Carolis, Raffaello Farsetti, Flavio Bindi e l’Ispettore Magistrale Luca Calugi; i Consiglieri dell’Ordine Luigi Vispi, Bruno Cum, Riccardo Petraroja, Giovanni Miconi, Patrizio Cipolli, Romano Baccioni, Umberto Limongelli, Paolo Mercati, Paolo Panerai, Luciano Angeli; I Presidenti di Collegio Francesco Borgognoni (Toscana), Carlo Alberto Melani (Liguria), Fabrizio Illuminati (Marche) accompagnati da numerosi membri di giunta, giudici ed ispettori circoscrizionali, 52 i Maestri Venerabili e più di 30 i rappresentati delle Logge sparse in tutto il territorio nazionale.
Dopo la sospensione dei lavori e l’ingresso degli ospiti profani, l’intervento di Michele Pietrangeli che, sottolineando la valenza simbolica del Solstizio, descrive le forti sensazioni che si provano in quel luogo. La volta stellata suscita in noi il pensiero sull’eterno interrogativo dell’esistenza e sull’affascinante mistero dell’Universo; l’ambiente poi, che richiama subito alla mente l’immane lavoro degli antichi costruttori di cattedrali che, come noi massoni moderni, si adoperavano per il bene dell’Umanità e per la gloria del Grande Architetto dell’Universo. Un lavoro che descrive come “estremo”, in quanto il pensiero e le idee di confine, spesso relegate dai più a semplici sogni irrealizzabili, sono state il motore primario del progresso umano, purché siano ben indirizzate dalle migliori virtù quali tolleranza e libertà in modo da evitare che passione e perseveranza eccessive si possano trasformare in fanatismo ed estremismo.
Dopo i numerosi ed apprezzati interventi dell’Oriente, il Gran Maestro ricorda i Fratelli che ogni anno si adoperano per la preparazione e la buona riuscita di questa iniziativa, ringraziandoli per il loro impegno costante e fattivo. Prosegue, sottolineando come sia bello sentire tanti dialetti ed intonazioni diverse, in quel luogo della campagna senese così vicino al confine con la provincia di Grosseto: è esempio lampante di come tanti siano venuti da lontano, da Sicilia e Sardegna sino al Friuli Venezia Giulia, per condividere il piacere di lavorare e stare assieme. Ricollegadonsi all’orazione del Gran Segretario, passa poi all’attualità, ricordando come anche in questo giorno il fanatismo religioso abbia fatto delle vittime: noi possiamo e dobbiamo cominciare una rivoluzione del cuore che apra il dialogo fra persone distanti geograficamente, mentalmente e culturalmente, questo lo sprone del Gran Maestro a tutti i Fratelli.
A tal proposito ricorda il dialogo con il Vescovo di Prato che disse “Io e lei, se guardiamo in alto vediamo lo stesso cielo stellato”, la medesima cosa fu detta dall’Imam di Firenze, oggi divenuto una delle guide della comunità islamica italiana, ovvero gli uomini sono fondamentalmente accomunati da uno stesso destino: la scelta di una strada diversa non deve implicare uno scontro, bensì il reciproco rispetto, con la tolleranza possiamo percorrere il peculiare cammino che ci conduce verso la nostra meta finale che pare riunirci tutti… prosegue quindi incitando ciascuno a regalare del tempo agli altri lungo questo percorso da “pellegrini dello spirito”.
Dopo l’uscita ordinata dal tempio, la serata si conclude con una grande agape fraterna che vede seduti assieme più di 200 fratelli ed amici.

 



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