Roma 27 febbraio 2011 – (Adnkronos) Unità d’Italia Raffi (GOI), serve Risorgimento morale e Rivoluzione dell’impegno.

“Sentinelle d’Italia per un nuovo racconto identitario”. E’ in questa immagine che il Grande Oriente d’Italia riassume il proprio impegno nelle celebrazioni del centocinquantenario dell’Unita’ d’Italia. “Il messaggio che la Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani lancia all’intero Paese -spiega all’ADNKRONOS il Gran Maestro, Gustavo Raffi- è il bisogno di una nuova unità morale e progettuale contro la decadenza e il pensiero unico. Oggi più che ai tempi di Porta Pia, occorre che gli italiani facciano cordata, camminando insieme con passione e ragione verso le nuove sfide della storia”.

“Questo percorso -rimarca l’avvocato ravennate dal 1999 alla guida dell’Obbedienza di Palazzo Giustiniani- chiama a riscoprire il senso del nostro stare insieme come Nazione ma anche a ribadire la necessità di un impegno più forte per educare soprattutto i giovani all’unica rivoluzione che conta: quella della ragione contro l’intolleranza e dell’impegno concreto contro la tentazione delle spugne gettate troppo in fretta”. Il Gran Maestro del GOI non ha dubbi: “Abbiamo bisogno di un ‘Risorgimento morale’ per l’Italia, superando l’incompiuto che manca al processo unitario. Il compito della massoneria – spiega- è quello di sempre: aprire domande lì dove ci sono risposte penultime, spingendo a cercare ancora. Perchè oggi all’Italia serve un nuovo racconto di fraternità, e uno scatto di reni per liberarsi dalle polemiche e costruire il futuro”.

La Libera Muratoria del Vascello non ci sta a ridurre tutto a una rinnovata polemica tra Savoia, Borboni e briganti: “La memoria -spiega Raffi- non può appartenere a una parte soltanto. E’ pedagogia ed etica, responsabilità e azione. Rileggere oggi la lezione del Risorgimento, significa farne parola viva per l’oggi. E’ questo il motivo per cui, da Torino a Palermo, lungo tutto il 2011 ricorderemo con numerosi convegni e iniziative il contributo che i fratelli liberi muratori hanno dato all’Unità d’Italia. Non portiamo in piazza reliquie nè vogliamo mostrare il medagliere; indichiamo però il sacrificio di italiani che hanno creduto al sogno di un paese unito. Questa storia è cemento di speranza per la nostra identità. Lavoriamo per formare coscienze libere – conclude il Gran Maestro del GOI- lo abbiamo fatto ieri, non ci fermeremo domani. Ribelli nell’anima”.

(AdnKronos) 27 FEB 2011



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