Roma 26 gennaio 2011 – Giornata della Memoria: Gran Maestro Raffi (GOI), combattere l’inferno della ragione per far strada all’Umanità

“Il dovere di ricordare e la forza di combattere l’inferno della ragione. La Giornata della Memoria chiama le nostre coscienze all’imperativo di riscoprire il senso dell’Umanità, perché mai più orrori come la Shoah si ripetano nella storia”. Così Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, nelle celebrazioni del 27 gennaio, Giorno della Memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

“Il volto dei sopravvissuti – prosegue l’avvocato ravennate alla guida della Libera Muratoria di Palazzo Giustianiani – ci ricorda che la speranza vince anche sulla follia del filo spinato, sulla negazione delle differenze e sull’odio che chiama violenze cieche. Come scriveva Martin Buber, ‘ogni atto umano è un vaso di responsabilità infinita’. Oggi come ieri, abbiamo il dovere di opporci con energia e intelligenza a tutte le forme di discriminazione che si affacciano nella società, abitando il mondo senza fughe e senza chiudere gli occhi”.

Per Raffi, “appropriarsi della vita significa anche non aver paura di sfidare logiche di morte, lottando in tutti gli ambiti in cui viene negata la Libertà. Come il colono che ha vinto le paludi, il coraggio del pensiero e la lezione di chi ha resistito allo sterminio, potrà fare strada alla responsabilità di scelte che pongano l’Uomo sempre al centro dei vissuti come delle prassi politiche ed economiche, allontanando i fantasmi del sangue. E’ la tendenza a giustificare tutto che fa spazio al male: il nostro compito, nell’età del rischio, è mettere al bando l’indifferenza e le logiche del possesso per dare volto e spazio all’altro, a ogni uomo che cerca verità. Un impegno di Luce ancora più forte – conclude il Gran Maestro del GOI – in questo centocinquantenario dell’Unità d’Italia che ci riporta alle radici del nostro vivere insieme”.

Roma, Villa il Vascello, 26 gennaio 2011



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.