Quale Massoneria? Premio Antonio Calderisi il 23 maggio a Rimini

La Massoneria dell’Emilia Romagna si guarda allo specchio per riflettere su se stessa ed indagare il proprio futuro. E lo fa pubblicamente, nel nome di un suo compianto Maestro, il riminese Antonio Calderisi, Gran Maestro Onorario “alla memoria” del Grande Oriente d’Italia venuto a mancare nel novembre del 2011, dopo essersi impegnato, fino all’ultimo dei suoi giorni, per la “primavera” della Massoneria.

Per ricordarlo, e per ricordare il suo modo attivo ed entusiasta di intendere il senso vero della “fratellanza”, il Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell’Emilia Romagna ha chiamato a raccolta a Rimini tutte le 41 logge della regione. L’appuntamento è per il 23 maggio (ore 10:30) presso l’Hotel Holiday Inn (viale Vespucci 16) e l’invito è esteso anche ai non massoni che con il tema della manifestazione “Quale Massoneria?” parteciperanno a questa riflessione nel corso della sospensione dei lavori rituali.

Lo stesso Antonio Calderisi, cui è dedicato l’incontro, si era particolarmente impegnato in questo senso, nel promuovere e organizzare eventi pubblici, senza dimenticare il suo ruolo di infaticabile animatore di tutte le Grandi Logge annuali che si sono tenute al Palacongressi di Rimini, facendo diventare la città romagnola, la sua città, sede ideale delle assemblee di tutti i massoni del Grande Oriente d’Italia. Come ha continuato a esserlo anche dopo la sua scomparsa.

Il programma della prossima tornata a logge riunite dell’Emilia Romagna verterà, sabato mattina, su una relazione magistrale tenuta dal Fratello Giovanni Cecconi e sull’assegnazione del Premio Antonio Calderisi istituito dal Collegio Circoscrizionale dell’Emilia Romagna, il cui presidente, Giangiacomo Pezzano, introdurrà i lavori della giornata.

La relazione di Cecconi appartenente, insieme a Calderisi, alla Loggia “Giovanni Venerucci” di Rimini, esaminerà la reale identità della Massoneria, cercando di sfatare i numerosi pregiudizi che ancora la circondano e soprattutto di far comprendere quale riserva di energie morali e di principi etici la Libera Muratoria universale è “portatrice sana” per il futuro di se stessa e della società in cui opera.

Antonio Calderisi – ricorderà Cecconi – era un fautore della “Massoneria del Cuore”, con tutto ciò che può significare in termini di fratellanza, uguaglianza, tolleranza e solidarietà. Cecconi cercherà poi anche di ribadire e dimostrare che la Massoneria è del tutto estranea a poteri politici, interessi economici e trame di alcun genere. Anzi spesso è utilizzata, suo malgrado, come “cortina fumogena” per l’opinione pubblica da parte di ben altri poteri, ad essa storicamente avversi, per coprire il proprio malaffare. Questo è però un gioco che la stessa Magistratura sta sistematicamente svelando.

Quale Massoneria, allora? Quella intima, ma non segreta. Quella riservata e gelosa custode dei lavori iniziatici che si compiono ogni giorno all’interno delle sue Logge, ma che al tempo stesso non disdegna il confronto con il pubblico profano, semplicemente perché non ha nulla da nascondere.

La stessa forza continuano ad avere anche le sue idee massoniche. Una grande forza spirituale che all’indomani della sua scomparsa, all’età di 64 anni, portarono spontaneamente tutte le logge della sua terra a riunirsi in una grande tornata comune, nella stessa Rimini, per consacrarne le memoria e lanciare il progetto di un riconoscimento che ne ricordasse il nome anche negli anni a venire. E sabato 23 maggio il presidente circoscrizionale Pezzano, assegnerà ufficialmente il Premio Calderisi. Nel nome della massoneria che Calderisi ha sempre rappresentato.

Il Gran Segretario Michele Pietrangeli interverrà alla cerimonia portando il saluto partecipe del Gran Maestro Stefano Bisi e di tutti i Fratelli del Grande Oriente d’Italia che hanno conosciuto e apprezzato un Fratello esemplare.



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