Prima Guerra Mondiale. Il Grande Oriente con le Massonerie di cinque stati

Il Gran Maestro Bisi a Redipuglia rende omaggio ai caduti

Questa mattina alle 10, accolti dall’OnorCaduti del Ministero della difesa, si sono recati al Sacrario di Redipuglia (Go) il Gran Maestro del Goi Stefano Bisi, assieme al Gran Maestro d’Ungheria Ákos Andor Szilágyi, al Gran Maestro del Montenegro Dragoljub – Duško Vukovic, al Gran Maestro aggiunto di Serbia Lukas Rasulic, al Gran Maestro di Slovenia Marko Bitenc e al Gran Segretario d’Austria Josef Hollos, accompagnati dai loro dignitari e da Fratelli provenienti da tutto il Triveneto. Dopo aver deposto una corona d’alloro nel luogo in cui risposano 100 mila caduti italiani, il Gm Bisi ha tenuto una breve allocuzione invitando tutti, un centinaio di fratelli circa, ad unirsi in una catena d’unione per abbracciare idealmente tutti gli affiliati alla Massoneria universale, affinché la ragione prevalga sulla follia. Successivamente la delegazione si è spostata al vicino Cimitero militare autro-ungarico che accoglie i resti di 14mila soldati.

I Gran Maestri al cimitero austro-ungarico

La folta e significativa rappresentanza delle Comunioni massoniche di sei Stati – Italia, Austria, Ungheria, Slovenia, Serbia e Montenegro – a cui purtroppo non sono riusciti ad aggiungersi i dignitari degli Orienti di Croazia e Bosnia-Erzegovina, per improvvisi impedimenti, ha visitato anche il Cimitero militare austro-ungarico. Anch’esso nel Comune di Fogliano-Redipuglia (Go), ospita la sepoltura di 2.550 caduti noti e di altri 12.000 sconosciuti. Qui la corona d’alloro è stata collocata sull’ara dal Gran Segretario della Gran Loggia d’Austria Josef Hollos e dal Gran Maestro d’Ungheria Ákos Andor Szilágyi, che hanno sottolineato come vada ricordato il passato affinché, in nome della Fratellanza, tali carneficine non si ripetano più. Ad accoglierli, assieme ad un rappresentante dell’Onorcaduti, è stato il presidente della Pro Loco, che ha distribuito materiale storico-divulgativo stampato nelle diverse lingue dei Fratelli partecipanti.

La delegazione sul Monte San Michele

Arrivati sulla vetta del Monte Santo e percorso un breve tragitto in terra battuta e pietre del Carso, i Gran Maestri, i Dignitari del GOI e delle altre Delegazioni estere, assieme ai rappresentati delle Logge del Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige, sono giunti a “Cima 3”. Una terza corona è stata appoggiata, dai Grandi Ufficiali Roberto Cirimbelli e Umberto Busolini, ad una nuda pietra su cui è inciso “Italiani e Ungheresi, combattendo da prodi, si affratellarono nella morte”. Un momento particolarmente commovente, sul quale per primo ha riflettuto il GM Bisi, ricordando il nonno “ragazzo del ’99” e Cavaliere di Vittorio Veneto, ma nel contempo auspicando la costruzione di un mondo in cui concordia, fratellanza e armonia prevalgano sulla violenza. A seguire l’allocuzione del Dignitario della GL d’Austria che a sua volta ha raccontato della stella alpina che il nonno trovò e inviò alla famiglia e che ha esortato a dare significato alla vita ed insegnarlo ai giovani che non capiscono l’importanza di certi valori. Anche il GM d’Ungheria ha posto l’accento sull’importanza che hanno l’amore e il ricordo e su quanto dobbiamo tramandare ai nostri figli. Perché non si trovano ragioni né politiche né umane che giustifichino il massacro della Grande Guerra. Il GM del Montenegro, narrando le esperienza della sua famiglia, ha invitato tutti i Massoni a lavorare per prevenire le guerre. È seguito l’intervento del GM della Slovenia, il quale si è detto rammaricato perché gli uomini non sanno far tesoro del passato e che anche oggi, in cui non ci sono confini, la pace non è garantita: la Massoneria deve diffondere la sua etica nel Mondo. Infine, il GM serbo, secondo il quale la vita è una sola e non c’è una seconda chance, perciò si deve lavorare per evitare futuri conflitti. Al termine molti hanno visitato il museo.

Per non dimenticare. Convegno a Trieste

“Per non dimenticare. Dalle ferite della Prima Guerra Mondiale alla ricomposizione della coscienza europea”: è il titolo del convegno aperto al pubblico che si è tenuto a Trieste (Molo IV – Sala 3) tenuto dal Grande Oriente d’Italia dopo la visita al sacrario di Redipuglia con i Gran Maestri delle Massonerie europee. Sulla scia delle commemorazioni del centenario della Grande Guerra, il convegno è stato un’occasione per riflettere sul passato guardando contemporaneamente al futuro in una città simbolo che, come ha tenuto a ricordare il Gran Maestro Stefano Bisi “ha sofferto sulla propria pelle i muri eretti dall’intolleranza”, ma che “ha saputo rialzarsi divenendo il ponte ideale verso i paesi dell’Est”. Hanno aperto i lavori i presidenti circoscrizionali Paolo Volli (Friuli Venezia Giulia), Giampietro Metidoro (Veneto), Francesco Scaratti (Trentino Alto Adige).
Sono seguiti gli interventi dei relatori. Il Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele dell’Università di Messina ha illustrato la portata e le ripercussioni della crisi profonda determinata dallo scoppio della Grande Guerra nella coscienza civile dell’Europa, in tutte le istituzioni e i grandi organismi e all’interno della stessa Chiesa cattolica e della stessa Massoneria. Fulvio Salimbeni dell’Università di Udine ha preso spunto da questo evento dal respiro internazionale per lanciare la proposta di una commissione mista di specialisti che elabori un testo condiviso di storia della Grande Guerra da mettere a disposizione dei giovani. Il giornalista Luciano Santin si è soffermato sul ruolo di Trieste, epitome di quella che a inizio ‘900 fu l’Europa e che resta, a suo dire, ancor oggi un buon punto d’osservazione per cogliere alcune dinamiche che potrebbero ripresentarsi. Veronica Toso dell’Università di Venezia ha raccontato il ruolo svolto durante i terribili anni del conflitto dalle donne, che presero il posto dei loro mariti, figli e padri in tutti i settori della vita pubblica e privata, svolgendo mansioni anche rischiose. Ha concluso il Gran Maestro Bisi.



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