Prato 10 dicembre 2009 – (Adn Kronos) Chiesa: lettera Raffi (GOI) a vescovo di Prato, nessuna trama massonica in città e auspica confronto a tutto campo ma senza paure.

Confronto a tutto campo ma senza paure. In una lettera aperta al vescovo di Prato, mons. Gustavo Simoni, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi respinge le accuse di ‘trame’ massoniche nella città, facendo riferimento a un’intervista nella quale il prelato parlava di “certi poteri e di certe logge”, oltre alla “atrazione per l’esoterico”.
“Vorrei rassicurarla -spiega il numero uno di Palazzo Giustiniani- che non ha nulla da temere dai liberi muratori, uomini onesti e di buoni costumi. Le tenebre non scenderanno sulla città con i cappucci e i grembiuli della Massoneria. I tempi delle prediche alla Savonarola sono passati da lunga pezza. Voglio rassicurarla con un sorriso -scrive Raffi- in qualità di guida della più grande istituzione massonica italiana, il Grande Oriente d’Italia: non abbiamo scelto di colonizzare Prato e non vedrà di notte girare campanelli sotto i suoi portici nè troverà mandragore negli orti della Curia”.

“Confrontiamoci a tutto campo, ma non sulle paure -sottolinea- Confrontiamoci sull’aperto del dialogo, sulle proposte per gli immigrati e i problemi sociali che investono anche Prato come il resto della nostra Nazione. Se poi le ‘ricette’ non arrivano, se la politica o le altre forze sociali e la stessa Chiesa, non riescono a declinare soluzioni, non se la prenda con fantomatici poteri esoterici, altrimenti creiamo ancora più ‘spaesamento’ non solo tra le sue pecore ma anche tra gli uomini e le donne che cercano di guardare al domani con il sale della speranza. Amo credere che nel presepio della sua Diocesi -rimarca Raffi- accanto al volto dell’altro, dei nostri fratelli immigrati, accanto al dolore di chi cerca lavoro e casa, alla sete di giustizia che si alza da ogni angolo della società, da lontano, come Nicodemo nella notte, vi siano anche alcuni dei nostri fratelli massoni, che stimo e ammiro per la loro profonda umanità. Se alzerà lo sguardo, li vedrà in silenzio ma sempre all’opera, a portare la loro parte di pietra e di luce all’unica strada che resta, per noi come per Dio: quella dell’uomo”.

(Red/Ct/Adn Kronos)



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