Per una storia della Carboneria dopo l’unità d’Italia

Il testo affronta un argomento poco studiato, quello delle vendite carbonare e del loro collegamento con organizzazioni politiche repubblicane, in un periodo quasi del tutto sconosciuto: dall’unità nazionale sino alla metà degli Anni ’70 del ‘900. La Carboneria, radicata in ambienti popolari, continua a operare come anima intransigente del movimento repubblicano, la troviamo presente in gruppi antifascisti e nella Resistenza, mentre nella Repubblica questa riprenderà i suoi lavori in collegamento col Partito Repubblicano Italiano. A tal proposito è interessante notare che risultava obbligatoria nelle Costituzioni della Carboneria italiana novecentesca l’iscrizione degli iniziati al Partito Repubblicano Italiano, obbligo che troverà applicazione ancora nel seconda metà del Novecento.

Per ricostruire la storia della Carboneria, gli autori hanno pubblicato una raccolta di documenti inediti o poco noti, di basi (oggetti rituali) e di diplomi di Vendite carbonare del Novecento. Il loro auspicio è che altri studiosi si uniscano in questa ricerca e nella scoperta di nuovi materiali, certamente esistenti in Italia e probabilmente presenti anche in archivi del mondo dell’emigrazione italiana nel Mediterraneo e nelle Americhe nonché delle ex-colonie italiane. Il nostro Servizio ha messo a loro disposizione il fondo Francesco Siniscalchi, ordinato e conservato dalla Biblioteca del Grande Oriente d’Italia, concernente carte dove risulta documentata un’attività negli anni 1916-1922 di vendite carbonare a Roma e in altre zone d’Italia, dirette da un P.(otere) S.(upremo) della Sovrana Vendita Nazionale ‘Universo’, che costituiva il governo dell’Ordine.

Va inoltre segnalato un documento congiunto del febbraio 1917 dove risulta costituito un comitato permanente fra la Famiglia Carbonara Italiana e la Famiglia dell’Alleanza Repubblicana Universale. Nel libro vengono poi pubblicati materiali di polizia che attestano la presenza di vendite carbonare in tutto l’ex-Stato Pontificio, in Puglia e Veneto, a Napoli e Livorno. Nella parte iconografica ritroviamo alcuni documenti che testimoniano l’attività di vendite carbonare laziali nel secondo dopoguerra, almeno fino agli anni ’70, in collegamento col Partito Repubblicano Italiano, questione questa che merita l’approfondimento in una futura pubblicazione.

Per una storia della Carboneria dopo l’unità d’Italia (1861-1975) a cura di Gian Mario Cazzaniga e Marco Marinucci, Gaffi, Roma 2014.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.