Omaggio a Edgardo Abbozzo, logge Gentile di Fabriano e Humanitas in tornata congiunta

Edgardo Abbozzo
Edgardo Abbozzo

Tornata congiunta il 23 ottobre delle logge Gentile di Fabriano (1475) di Fabriano e Humanitas (1071) di Perugia per commemorare la figura di Edgardo Abbozzo, artista perugino di fama internazionale e intellettuale di spicco della sua città, scomparso nel 2004. I lavori rituali si sono svolti a Perugia nella suggestiva sede del Collegio Circoscrizionale dell’Umbria di Via Cavour alla presenza dei presidenti circoscrizionali delle due regioni: Fabrizio Illuminati per le Marche e Antonio Perelli per l’Umbria. Hanno partecipato fratelli delle logge dei due Collegi con i rispettivi venerabili e i vari dignitari.

Scultore, orafo, ceramista, filosofo e magister, Edgardo Abbozzo ha saputo anticipare il futuro e rivestire i difficili panni dell’educatore. Forte fu il suo impegno didattico che lo vide direttore degli Istituti d’Arte di Deruta e Firenze, direttore e docente all’Accademia di Belle Arti di Carrara e Perugia, e membro del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. Nel Grande Oriente d’Italia, è stato maestro venerabile della storica loggia Humanitas che ha accolto con forte commozione l’iniziativa dei fratelli fabrianesi di rendergli omaggio.

“La loggia Gentile di Fabriano – afferma Marco Russo – è nata per servito un territorio scoperto che fa da cerniera tra Marche e Umbria, e ha raccolto alcuni fratelli provenienti dalla Humanitas che portano nel cuore la figura di Edgardo Abbozzo. Mi sono sentito in dovere di rievocare la figura di questo uomo, che è stato un grande artista e un grande massone”. Durante la tornata il fratello Francesco Rampini ha tenuto una breve tavola proiettando tre serigrafie di Abbozzo che raffigurano i tre gradi massonici, secondo la sua particolare visione esoterica fatta di colori, simboli, glifi e un’inedita grafia. Sono seguiti gli interventi di Fulco Ruffo, Francesco Merante, Mario Bellucci e Rossano Cervini che hanno rievocato l’intima l’energia di Edgardo: il suo amore nel prodigarsi agli altri, per quel suo saper donare ai giovani le sue conquiste, capace come pochi di rinnovare la didattica e il concetto stesso di insegnamento e maestria. Lo hanno chiamato anche “alchimista” per quella sua naturale attitudine alla ricerca, alla manipolazione dei materiali più disparati. L’emozione delle loro parole ha reso plasmabile la grandezza di Edgardo anche nei cuori di tutti quelli che non hanno avuto la fortuna di entrare in contatto con la sua luce. Tra gli aforismi citati, uno su tutti è riuscito a toccare quella sua corda seria ma al contempo giocosa e irriverente: “Tra il sapere e il non sapere ho giocato a nascondino con me stesso”. Dell’aspetto umano dell’artista ha invece parlato Gonario Guaitini, ex presidente del Collegio umbro, che ha raccontato aneddoti legati alla generosità di Abbozzo, come quel gioiello in oro zecchino creato per un regalo a sua moglie e che Abbozzo ricreò dopo che lei lo aveva disperatamente perduto.

Fabrizio Illuminati ha sottolineato che i lavori rituali tra le due logge è anche un’occasione per unire i collegi di due regioni importanti come Marche e Umbria, “due orienti vicini di casa che, grazie a questa congiunta, spero trovino lo stimolo per creare un collegamento futuro. La Loggia Gentile da Fabriano è strategica per il territorio, perché si colloca in una zona di confine, una zona dove peraltro la massoneria ha scritto gloriose pagine di storia”.

Le conclusioni sono state tracciate dal presidente del Collegio umbro Antonio Perelli che ha ricordato le sua personale esperienza di vita con Edgardo, gli insegnamenti ricevuti in loggia durante la maestranza dell’artista, e la nostalgia per quello studio d’arte ricavato da un garage e divenuto, in breve tempo, il fulcro culturale della città.

L’omaggio dei fratelli umbri e marchigiani a Edgardo Abbozzo ha consentito di conoscere meglio la levatura artistica, umana e massonica di un personaggio che merita essere apprezzato da tutti. Nel corso dei lavori è stato proposto di organizzare una mostra che raccolga le sue opere e racconti il suo amore per la sua terra e la città di Perugia.



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