No a Mozart in Basilica Firenze: Grande Oriente, è follia | Ansa

(V. No a Mozart in basilica Firenze… delle 13.15)
(ANSA) – ROMA, 2 DIC – “Vietare la musica di Mozart in Basilica a Firenze perché massone è follia pura”. Lo afferma il Gran Maestro della più grande obbedienza massonica in Italia, il Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, dopo la notizia della decisione del priore di Santa Croce di proibire il prossimo 5 dicembre il tradizionale concerto di Wolfang Amedeus Mozart in Basilica in quanto ritenuto massone.
“E’ di quelle notizie che non passano inosservate e che inducono a riflettere sullo stato dei tempi che viviamo e al “sonno della ragione” che, almeno in questo caso, sembra toccare da vicino anche chi, come i francescani, dovrebbe fare della tolleranza verso tutti un continuo e infinito atto d’amore oltre che di professione religiosa. Invece il padre guardiano, avrebbe opposto un netto rifiuto al concerto dell’Orchestra da Camera Toscana, fissato nel giorno della ricorrenza della morte del grande compositore salisburghese, esclusivamente per la sua nota – da secoli peraltro – appartenenza alla Massoneria”, osserva Bisi. A suo avviso, “escludere e vietare l’opera di Mozart nel tempio per la sua militanza muratoria ci pare ridicolo e persino offensivo per tutti gli “uomini di buona volontà” che amano solo e innanzitutto la grande musica classica, che non guardano con pregiudizio alcuno alle scelte fatte in vita da nessun genio, e non pensano affatto che le sue note celestiali possano nuocere all’animo di ognuno o turbare addirittura quello dei padri francescani”. “Noi continuiamo a credere nel buon senso e nella ragione da parte di tutti gli uomini, senza fare distinzione alcuna e nei nostri templi echeggiano sempre tutte le musiche – anche quelle di grandi compositori non necessariamente massoni – che possono elevare lo spirito dei fratelli durante i lavori iniziatici. Se un giorno, ragionando per assurdo, dovesse emergere l’appartenenza di Michelangelo alla Massoneria, allora si dovrebbe nascondere quella meraviglia del Giudizio Universale dentro la Sistina? O, nel caso di Leonardo da Vinci, il Cenacolo a Santa Maria delle Grazie? Pensiamo che nessuno, Papa, Re o semplice, libero cittadino, arriverebbe mai a prendere una simile decisione. Eppure a Firenze è successo”, conclude Bisi. (ANSA).
VR/


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