Nasce la quarta loggia ferrarese, sarà intitolata al “Sol Invictus”

Si chiamerà “Sol Invictus” ed opererà all’Oriente di Bondeno la nuova loggia massonica che innalzerà le proprie colonne nella fatidica giornata del prossimo Solstizio, domenica 21 Dicembre. Sarà la quarta loggia ferrarese. La nuova loggia ha già ottenuto fin dallo scorso 31 ottobre la bolla di fondazione che l’autorizza ad installarsi e a dar corso alla propria attività iniziatica. Nell’elenco cronologico delle officine del Grande Oriente d’Italia le è stato attribuito il numero 1476.

Si affiancherà alle altre tre logge della provincia estense: la “Savonarola” (numero 104), la più “veneranda” che sta celebrando proprio in questo periodo il suo 70° anniversario; la “Giordano Bruno” (n. 852) che ha invece festeggiato appena l’anno scorso i suoi primi 40anni; e la “Meuccio Ruini” (n. 1236) fondata nel 2006 all’Oriente di Cento.La “Sol Invictus” è la 42sima loggia insediata in Emilia Romagna.
La scelta di porsi all’Oriente di Bondeno vuole avere un significato prevalentemente simbolico: viene infatti così raggiunto l’unico quadrante della provincia di Ferrara in cui non vi era mai stata alcuna attività iniziatica. Quel vuoto nella mappa massonica ora è colmato.

E’ il suggello di una crescita che negli ultimi dieci anni ha visto la “Libera Muratoria” ferrarese raddoppiare il numero dei suoi membri, raddoppiare il numero delle sue logge ed anche dei suoi templi. Oggi infatti i templi massonici di Ferrara sono due: quello “storico” nell’antica zona universitaria, e quello più “moderno” nella zona Nord della città, nei pressi della località Diamantina. E sarà proprio in questo tempio, decisamente più ampio (forse il più “capiente” dell’intera regione), che la nuova loggia celebrerà nella mattinata di Domenica 21 Dicembre, giorno del Solstizio d’Inverno, il suo “Innalzamento delle Colonne” (si chiama così in massoneria il “battesimo” di una nuova Officina di Liberi Muratori). Il tempio della zona Diamantina si trova fra l’altro in una posizione quasi baricentrica fra Ferrara e Bondeno, ovvero l’ambito territoriale scelto dalla nuova loggia per i propri lavori iniziatici. Poi per la sede definitiva si vedrà.

A guidare il nuovo gruppo massonico nel suo primo anno di attività sarà il Maestro Venerabile Leonardo Fantini, che è stato il più tenace ispiratore di questo progetto che ha richiesto un paio d’anni per giungere a buon fine. Fantini spiega così lo spirito con cui la nuova loggia intende operare: “Vogliamo essere una loggia di raccordo fra le varie anime della massoneria ferrarese. Siamo infatti composti da fratelli che provengono da tutte le altre tre officine ferraresi, fratelli che non intendono affatto recidere i legami con le logge di provenienza ed anzi si propongono di continuare a frequentarle il più possibile, offrendo anche la propria loggia come luogo d’incontro per lavori iniziatici da condividere. E’ proprio dal rafforzamento di questa comunanza di intenti e di lavoro che pensiamo la massoneria possa continuare a svolgere una funzione sempre più importante ed incisiva sia per il proprio miglioramento che per quello della società in cui operiamo”.

Incuriosisce il nome adottato dalla loggia, “Sol Invictus”, forse un richiamo neo-pagano? “Tutt’altro – spiega ancora Fantini – Noi abbiamo semplicemente voluto porre la nostra loggia sotto i benefici effetti dell’astro che da miliardi di anni garantisce l’energia necessaria per lo sviluppo della vita nel nostro pianeta. In tutto questo tempo il Sole non è mai venuto meno a questa funzione, e noi ci auguriamo di essere altrettanto energetici e tenaci nel portare avanti la nostra missione di perfezionamento iniziatico”.

Al di là della spiegazione “naturalistica” del suo Venerabile, l’intitolazione della nuova loggia al “Sole Invitto” conserva interessanti spunti storici e culturali: quella del “Sol Invictus” fu infatti la religione pagana che si confrontò più intensamente con il Cristianesimo delle origini. Fu la religione di Costantino, l’imperatore che trasformò il Cristianesimo da religione perseguitata a religione egemone dello stesso Impero Romano. Una trasformazione che avvenne anche attraverso spregiudicate sovrapposizioni e adattamenti, compiuti certo per motivi più politici che religiosi, ma che forse proprio per questo contribuirono a rendere meno drammatico e cruento quel difficile momento di transizione, che divenne in pratica una osmosi di civiltà.

Fu così infatti che il natale di Gesù Cristo, originariamente celebrato nell’attuale Epifania, venne fatto coincidere con la Festa del Sole, nel periodo del Solstizio, l’attuale 25 Dicembre. E fu così che anche il giorno sacro dei riti e del riposo che i cristiani delle origini, ancora molto legati alla tradizione ebraica, celebravano di Sabato, venne spostato alla Domenica, il giorno del Sole, in cui i tribunali romani restavano chiusi. Anche la celebre leggenda della croce apparsa in cielo a Costantino (“In hoc signo vinces”, Con questo segno vincerai) prima della decisiva battaglia contro Massenzio, ultimo e inadeguato difensore dell’antico mondo pagano, potrebbe avere avuto un retroscena decisamente meno cristiano.

Secondo alcuni studiosi sarebbe stato infatti l’esito di un vaticinio che lo stesso Costantino aveva chiesto ai suoi sacerdoti-aruspici del dio Sole, il giorno anzi la notte prima delle battaglia, che, per la cronaca, viene erroneamente ricordata come la battaglia del Ponte Milvio, mentre in realtà quello fu solo il momento conclusivo dello scontro (quando Massenzio sconfitto ed inseguito cadde da quel ponte ed annegò nel Tevere). Lo scontro in realtà si tenne a diversi chilometri di distanza, nei campi della località Saxa, che proprio per il sangue di cui si colorò in quella occasione venne chiamata da allora Saxa Rubra (attuale sede della Rai).

Quella dei vaticini e dell’interrogazione degli astri prima di una battaglia era una pratica molto comune fra i generali romani del tempo. Ebbene retrodatando la conformazione del firmamento a quella notte, nel cielo di Saxa e di Roma si sarebbe effettivamente verificata una congiunzione fra le costellazioni del Cigno e quella dell’Aquila, congiunzione che dava vita ad una specie di croce ansata fra le stelle.
Cristiano o pagano che sia stato, è certo che quel segno portò comunque fortuna a Costantino. La stessa fortuna che la nuova Loggia si augura di avere dedicandosi appunto al “Sol Invictus”.
Non le mancheranno comunque campi di studio e di ricerca da approfondire nell’innesto delle diverse tradizioni. Ed è proprio questo del resto il senso del lavoro iniziatico.



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