Napoli 8 ottobre 2011 – (Adnkronos) Unita’ d’Italia: a Napoli Talk Show su ruolo massoneria in Identità Nazionale

Studiosi, massoni e società civile. Cinquecento persone hanno partecipato oggi, al Teatro di Corte di Palazzo Reale, a Napoli, al talk show ‘Dalla Campania per l’Italia’, condotto da Alessandro Cecchi Paone. Un momento di riflessione su che cosa significò essere patrioti e meridionali nell’Ottocento ma anche per ribadire che da Sud non si scrive una vicenda minore né una storia dei vinti. Il filo rosso che ha cucito gli interventi è stato il bisogno di ritrovare segni di unità nazionale per costruire il futuro e darvi un senso. A dare inizio ai lavori, il saluto introduttivo di Michele Di Matteo, presidente del collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Campania-Basilicata, che ha sottolineato il ruolo svolto da Napoli e dalla Massoneria nel processo unitario. “La nostra Istituzione -ha detto- è stata sempre protagonista nei momenti storici di questo Paese. Siamo ritornati ad essere artefici di un mondo migliore, in un momento in cui l’Italia vive una crisi morale. Non possiamo che ritornare ad essere quelli che la nostra storia ci ricorda e ci insegna: non ci sottrarremo al nostro compito”. E’ stata quindi la volta di Valerio Zanone, presidente del Comitato del Grande Oriente per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, che ha definito le celebrazioni di Palazzo Giustiniani per i 150 anni “un viaggio nel tempo e nelle città. Dalla storia all’oggi, il Grande Oriente d’Italia ha dato un contributo importante alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia”. In questi 150 anni, l’Italia ha fatto più strada che nel periodo precedente. Questa storia in bianco e nero, fatta di luci e ombre, va compresa e raccontata tutta. L’Italia non è perduta né conquistata: celebriamo l’Unità non solo per ragioni storiche ma per ritrovare il fondamento di un vincolo unitario che è indissolubile. E’ questo, per dirla con Renan, il plebiscito di tutti i giorni”.

Lo storico Piero Craveri, dell’Università ‘Suor Orsola Benincasa’ di Napoli, ha sottolineato come “il compimento dell’Unità abbia rappresentato l’indipendenza, la conquista delle libertà pubbliche e civili ma anche la costruzione di uno Stato unitario che riporta l’ordine pubblico, costruisce ferrovie, punta su viabilità, tribunali, poste e telegrafi. La Massoneria -ha sottolineato Crateri- ha avuto un ruolo centrale nella difesa della struttura dello Stato”. “Ora -ha rimarcato lo storico-. bisogna recuperare creatività, perché le attitudini degli scorsi decenni non sono finite”. Santi Fedele, dell’Università di Messina, ha invece sottolineato come “in queste celebrazioni abbiamo rischiato di assistere una strana controstoria, quasi una celebrazione dell’Unità al rovescio. Tanti ‘storici della domenica’, ad esempio, hanno sostenuto che le masse contadine sono rimaste ai margini del moto risorgimentale, ma questo è un dato che era conosciuto. Il Risorgimento fu opera di elite urbane, che però -ha sottolineato lo storico- nelle loro componenti mazziniane e repubblicane, si sforzarono di allagare il consenso”. A tracciare le conclusioni, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italkia, Gustavo Raffi, che ha lanciato un appello: “Sud alza la voce”. “Il Mezzogiorno -ha rimarcato il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani- ha avuto fantasia e intelligenza, ha espresso grandi uomini e idee. Il cittadino deve avere una ‘rabbia salutare’, pretendere diritti e uscire dalla rassegnazione. Dove c’è libertà -ha ricordato Raffi- c’è una bandiera universale per la quale vivere e morire. Dove c’è un uomo che soffre, lì c’è mio fratello. Andiamo vedere anche quell’Italia fatta dai massoni, tutta d’un pezzo. E ricordando quei cuori -ha concluso Raffi- andiamo avanti. In nome dell’Italia, per costruire il futuro”.

(AdnKronos) 08 OTT 2011



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