Massoneria, Bisi risponde a Ravasi: “Svolta storica, via al dialogo” – affaritaliani.it

Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi risponde su Affaritaliani.it all’apertura del Cardinale Ravasi: “E’ una svolta storica. Le differenze non impediscono il dialogo”.

“E’ una svolta storica. Le differenze non impediscono il dialogo”. Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi risponde su Affaritaliani.it all’apertura del Cardinale Ravasi arrivata attraverso una lettera pubblicata su Il Sole 24 ore di domenica 14 febbraio.

Una lettera nella quale, tra le altre cose, Ravasi scrive: “Queste varie dichiarazioni di incompatibilità tra le due appartenenze alla Chiesa e alla massoneria non impediscono, però, il dialogo, come è esplicitamente affermato nel documento dei vescovi tedeschi che già allora elencavano ambiti specifici di confronto come la dimensione comunitaria, la beneficenza, la lotta al materialismo, la dignità umana, la conoscenza reciproca. Si deve, inoltre, superare quell’atteggiamento di certi ambienti integralistici cattolici che – per colpire alcuni esponenti anche gerarchici della Chiesa a loro sgraditi – ricorrevano all’arma dell’ accusa apodittica di una loro appartenenza massonica. In conclusione, come scrivevano già i vescovi di Germania, bisogna andar oltre “ostilità, oltraggi, pregiudizi” reciproci, perché “rispetto ai secoli passati sono migliorati e mutati il tono, il livello e il modo di manifestare le differenze” che pure continuano a permanere in modo netto”.

“Da 340 anni a questa parte, vale a dire da quando nel 1738 papa Clemente XII scomunicò i massoni, non c’era mai stato un intervento di questo tipo da parte di un alto esponente delle gerarchie ecclesiastiche come Ravasi”, commenta ad Affaritaliani.it Stefano Bisi, il gran maestro del Grande Oriente d’Italia (la più numerosa loggia massonica italiana). “Ci sono ambiti specifici di confronto tra Chiesa e massoneria, dalla dimensione comunitaria alla beneficienza, dalla dignità umana alla lotta contro il materialismo”.

“Sono tutti ambiti nei quali si può sviluppare un dialogo che possa andare oltre le ostilità e non essere ostaggio dei pregiudizi”, prosegue Bisi. “La lettera di Ravasi è molto significativa anche perché cita un’ampia bibliografia massonica. Significa che ha studiato e riflettuto molto per abbattere un pregiudizio. Sarei molto felice di incontrarlo al Vascello”.

“Non è detto che tra Chiesa e massoneria non ci siano delle differenze”, conclude Bisi. “La massoneria non è una chiesa. Ma questa voglia di confronto non può ovviamente che essere accolta in maniera del tutto positiva”. (Lorenzo Lamperti)

L’articolo di Affaritaliani.it pubblicato il 18 febbraio 2016

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