Libertà e impegno per costruire il futuro. Il Convegno di Taranto ‘Nuova agorà’ ha tracciato idee e scelte per una cittadinanza partecipata

‘Nuova agorà. Idee scelte per una cittadinanza partecipata’: questo il tema del convegno che si è tenuto a Taranto il 12 gennaio scorso, promosso dal Grande Oriente d’Italia e organizzato dal presidente del Collegio circoscrizionale della Puglia, Mauro Leone, e dagli 11 Maestri Venerabili dell’Oriente di Taranto. Ad animare il confronto, Maurizio Viroli, docente di Teoria Politica Università di Princeton; Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale; Enzio Volli, docente di Diritto della Navigazione Università degli Studi di Trieste; Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. La moderazione dei lavori è stata affidata a Michele Mascellaro, direttore di ‘Taranto Sera’.

Importante il contributo offerto da Baldassarre alla lettura del nostro tempo e la necessità di riscoprire l’essenza del cittadino. In questo percorso, il giurista ha puntato il dito contro quella che ha definito la “distruzione, fatta per fini populistici, della scuola pubblica. Negli anni ’70 – ha ricordato – la nostra preparazione era superiore a quella degli americani, e l’Università era un laboratorio di ricerca e innovazione che preparava al futuro. Oggi, invece, la scuola è stata sindacalizzata e politicizzata, mentre in sei anni il numero degli atenei è passato da 48 a 104. Ma alla moltiplicazione delle università e dei corsi di laurea non si è accompagnata un’adeguata qualificazione dei docenti”. “Rispetto a questo vuoto programmatico – ha rimarcato Baldassarre – occorre ripensare i luoghi di educazione del cittadino, perché la formazione non è solo cultura ma investimento sul capitale umano e capacità di costruire una società responsabile. O si investe in innovazione, ricerca e formazione – ha avvertito il presidente emerito della Consulta – o si perde la scommessa del futuro”.

“Non ci sono più persone che sanno vivere da cittadini”, ha sottolineato nel suo intervento Viroli, perché “essere cittadini significa assolvere ai doveri civici, non bastano i diritti. La stella di considerare il bene pubblico. La Costituzione repubblicana richiede di assolvere a dei doveri in vari articoli. Scrivendo che i cittadini hanno il dovere di osservare le leggi, i padri costituenti ci hanno detto che bisogna seguire le leggi per una convinzione interiore, perché rappresenta un obbligo verso noi stessi e non verso una autorità esterna. Ci sono ottimi e luminosi esempi di persone che sanno vivere da cittadini. Il cittadino – ha rimarcato Viroli – è una specie in vie d’estinzione ma non è un problema solo italiano. Negli Stati Uniti la coscienza civile è in declino, gli americani stanno “da soli a giocare a bowling”, non fanno gruppo. Tra i temi toccati anche l’anno machiavelliano, a cinquecento anni dalla scrittura del Principe. “Machiavelli – ha spiegato – denunciò la corruzione di chi pone l’interesse proprio davanti a quello comune. E’ possibile fermare questa tendenza e formare in Italia una nuova generazione di cittadini che vivono per il bene comune? Si può fare, così come è possibile che non si possa arrestare questo declino. Perché quando sparisce il cittadino, subentrano essere umani che sono ridotti a consumatori, spettatori passivi davanti alla tv. I cittadini diventano ‘servi’, ovvero persone che volontariamente seguono il carro dei potenti per ottenere denaro, favori o protezione. Cambiare passo e rinnovarsi – ha avvertito lo studioso – è la scelta che abbiamo davanti, se non si vuole che l’agonia del cittadino porti alla morte della democrazia”.

E’ stata quindi la volta di Enzio Volli, che in un appassionato intervento ha sollecitato un comportamento attivo da parte dei cittadini, chiamati a essere non spettatori ma protagonisti delle scelte, soprattutto nelle realtà locali. Uomini e donne libere e in cammino di senso, mai servi del potere. “La responsabilità della mia generazione, quella nata tra il 1918 ed il 1923 – ha detto il Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia – è di essere usciti dalla guerra facendo la Resistenza, già pronti per fare politica. Ma non siamo stati in grado di formare una nuova classe dirigente, capace di progettare un destino comune, nella consapevolezza dei problemi che devono essere affrontati sulla base di veri valori. Oggi l’agorà non è più quella di Atene: è il mondo, il villaggio globale che ha bisogno di norme ma anche di nuovi e più forti legami sociali. Senza un ritorno ai principi – ha avvertito Volli – la nostra civiltà è destinata a soccombere. Nella nuova agorà è necessaria la partecipazione cosciente del cittadino. Non solo come responsabilità verso noi stessi, ma per costruire il futuro che. E’ questa la nostra scelta”.

Tracciando le conclusioni dell’incontro, il Gran Maestro Gustavo Raffi ha fatto riflettere la platea sulla necessità di tornare al cittadino e alla responsabilità. “Flaiano, riferendosi alla situazione del nostro Paese disse che è grave, quasi mai seria – ha ricordato Raffi – la nostra è da sempre stata una terra di conquista e questo ci ha abituato ad essere servi. Ma lo scandalo è rappresentato dall’acquiescenza, dall’accettazione. Manca lo scatto di reni. Per questo è prioritario dare libertà di scelta ai cittadini. Ci troviamo in una condizione di ‘guado’. Abbiamo bisogno di promuovere dialogo, e di dispiegare un nuovo spazio di partecipazione. Essere cittadini è un impegno, una ricerca di senso. Vuol dire scegliere quel pensare ampio di cui parlava Kant. La storia che noi vogliamo è luogo di responsabilità: non è polis contrapposta, ma spazio di accoglienza e cittadinanza non-indifferente. Restando al nostro ‘Consigliere’ Niccolò Machiavelli, questo significa giudicare alle mani, cioè come cittadini, non agli occhi, cioè come il volgo che crede alle facili promesse. Ecco perché – ha concluso il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani – non serve una cittadinanza negoziata: occorre una cittadinanza piena. Ritroviamo insieme l’anima di questo popolo, che è un grande popolo. Il rimanente, ci ammonisce Machiavelli, dobbiamo farlo noi. Con il nostro impegno”.

Al Convegno hanno partecipato: il Gran Maestro della Loggia di Albania, Elton Çaçi, il Gran Maestro Aggiunto, Massimo Bianchi, il Primo Gran Sorvegliante, Gianfranco De Santis, il Gran Segretario, Alberto Jannuzzelli, il Gran Segretario Aggiunto, Gabriele Brenca, il Gran Tesoriere Aggiunto, Mimmo Forciniti, il Gran Tesoriere Aggiunto, Giovanni Esposito, il Gran Consigliere all’Organizzazione, Tiziano Busca, il presidente della Corte Centrale, Carlo Petrone, il presidente II Sezione Corte Centrale, Riccardo Fusco. E ancora: i Garanti di Amicizia Vito Laterza, Alfredo Bruni, Giuseppe Scarlino, Giuseppe Russo, Stefano Sperti, Franco Troia, il Consigliere dell’Ordine dell’Emilia Romagna, Gian Paolo Perfetti, i consiglieri dell’Ordine della Puglia, Pasquale La Pesa e Arturo Rossano, il presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Calabria, Antonio Seminario, il presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Puglia, Mauro Leone, il vice presidente Nicola Scardicchio, l’ispettore magistrale Angelo Scriumieri, il Tesoriere Mario Marci, i Maestri Venerabili degli Orienti di Taranto, Bari, Lecce, Foggia e Fasano.



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