La nostra storia. García Lorca ucciso dal regime di Franco perché massone, socialista e gay

Era “socialista, massone appartenente alla loggia Alhambra” con il nome di Omero e “praticava l’omosessualità e altre aberrazioni”. Per questo il grande poeta e drammaturgo spagnolo Federico García Lorca venne fucilato dai franchisti all’alba del 19 agosto 1936 e gettato in una tomba senza nome a Fuentegrande de Alfacar nei dintorni di Víznar, vicino Granada.

L’emittente radiofonica Ser e il sito Eldiario.es hanno ritrovato il documento compilato dalla terza brigata regionale di investigazione della polizia di Granada, città dove il poeta trascorse l’adolescenza e dove tornò subito dopo lo scoppio della guerra civile, 29 anni dopo la fucilazione di García Lorca da parte delle truppe falangiste all’inizio della guerra civile spagnola.

Si tratta di un documento di notevole importanza storica perché di fatto presuppone il riconoscimento, per la prima volta, da parte della dittatura del generale Francisco Franco dell’assassinio dell’autore di ‘Poeta a New York’. Venne preparato dalla polizia nel 1965 per rispondere alla petizione della giornalista francese Marcelle Auclair, che aveva inoltrato presso l’ambasciata spagnola a Parigi. La petizione fu trasmessa al ministro degli Esteri dell’epoca, Fernando María Castiella, il quale sollecitò il collega ministro dell’Interno di avviare una ricerca negli archivi per cercare riferimenti alla morte del poeta.

“Il Glorioso Movimiento Nacional lo sorprese” a Granada, nell’estate del 1936, si legge nel documento inedito della polizia franchista, dove era arrivato da alcuni giorni, “procedendo da Madrid”. Il poeta si era rifugiato in casa di amici, dove venne arrestato. Dopo il fermo, Garcia Lorca fu portato in prefettura, a cui seguì la fucilazione.

Il documento: LA MUERTE DE LORCA | LA SER ACCEDE A LOS DOCUMENTOS ORIGINALES



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