“La Massoneria Inglese e la Prima Guerra Mondiale”. Una Mostra a Londra

Nella ricorrenza del primo centenario dall’inizio del conflitto mondiale che incendiò l’Europa e coinvolse il mondo dal 1914 al 1918, noto anche come “La Grande Guerra”, la Biblioteca e Museo della Gran Loggia Unita d’Inghilterra ha organizzato, sotto la direzione di Diane Clements, la mostra di grande interesse “English Freemasonry and the First World War”, ovvero “La Massoneria Inglese e la Prima Guerra Mondiale”, inaugurata il 15 settembre del corrente anno e di durata prevista sino al 6 marzo 2015.

Il titolo, che ovviamente è anche quello del relativo catalogo, indica con chiarezza il contenuto della mostra che, per la sua rigorosa struttura espositiva, ha già suscitato un largo apprezzamento, non solo tra il pubblico di area. è un nuovo importante passo che la Gran Loggia Unita d’Inghilterra effettua nell’opera di apertura al pubblico per tramite del proprio organismo di Biblioteca e Museo, facendo seguito all’altra interessante (anche per noi italiani) mostra su “Garibaldi a Londra”, svoltasi dal 19 marzo al 29 agosto 2014.

Per la Biblioteca londinese, la mostra sulla Prima Guerra Mondiale assume un significato particolare: come la stessa direttrice ricorda nell’incipit del catalogo, la sede di Great Queen Street è proprio il Memoriale “dedicato ai Fratelli Massoni che persero la vita nella guerra 1914-1918”. La sede ed il materiale testimoniale ivi conservato sono pertanto intimamente legati allo spirito dell’iniziativa, tanto da permettere un’attenta integrazione fra i contenuti percettivi, la mostra, e quelli testuali, il catalogo. Non a caso, infatti, quest’ultimo è stato predisposto nel gennaio 2014, con largo anticipo rispetto alla data d’inaugurazione, al fine di chiarire gli intenti espositivi, ovvero di “descrivere gli eventi avvenuti nella Massoneria Inglese” durante il periodo bellico, tracciando la storia di un’Istituzione e dei suoi membri durante la guerra.

La ricca e puntigliosa documentazione originale permette, senza dover ricorrere all’interpretazione, la ricostruzione degli aspetti umani e persino di vita quotidiana conseguenti ai contestuali sviluppi degli eventi bellici. L’indice del catalogo è un’ottima guida lungo il filo narrativo scelto per lo snodarsi degli eventi. Il primo capitolo osserva, secondo un’ottica anglosassone, il mondo massonico nel 1914 (“The Masonic World in 1914”), dando un quadro complessivo dello sviluppo internazionale della Massoneria sino alla vigilia della guerra, a metà del secondo decennio del XX secolo. L’entusiasmo sviluppatosi sin dall’Ottocento per il crescente numero di nuove Grandi Logge a livello internazionale, in particolare nei paesi emergenti e nelle aree coloniali sia britanniche che europee, sembra attestare con concretezza l’universalità dei valori massonici. Di paesi come Italia e Francia viene tratteggiata la frequente identificazione dei Fratelli Massoni con l’incarnazione di ideali legati alle cause politiche più progressiste, per non dire rivoluzionarie.

è sicuramente encomiabile il tono letterario scelto per questo capitolo iniziale in cui nulla lascia presagire l’imminente catastrofe che sta per abbattersi sui popoli d’Europa, se non alla fine del capitolo stesso quando, in pochi paragrafi, viene esplicitato il grande dilemma che si presentò laddove, a causa delle alleanze geopolitiche, lo scoppio della guerra pose su due fronti opposti Grandi Logge prima affratellate. è qui che viene riportata la celebre frase di Sir Alfred Robbins, detto il “Primo Ministro della Massoneria” Britannica, secondo cui l’agosto 1914 “presentò problemi di una delicatezza senza precedenti”.

Nel secondo capitolo (“Unprecedented circumstances: the Impact of War”) si osserva come i pesanti effetti non si rivelarono subito nella loro reale entità: i problemi iniziali sembrarono dover riguardare adesioni od esclusioni di alleati e nemici ma ben presto problemi pratici, come sedi da prestare per usi militari od ospedalieri, cominciarono a venire alla ribalta, unitamente alla difficoltà di far fronte alle quote di adesione per i membri impegnati nel conflitto, considerando che al termine delle ostilità, nel 1918, almeno un inglese su quattro era stato impegnato nello scenario bellico. Altre difficoltà, ad esempio, si riscontrarono quando si rese necessario il razionamento alimentare per l’intera nazione: la Grande Loggia diramò una circolare invitando tutte le logge ad una stretta limitazione dei consumi. Prima di affrontare i grandi temi assistenzialistici e mutualistici che videro impegnata la Massoneria inglese ed i suoi membri durante e dopo gli eventi bellici (quarta e quinta sezione, rispettivamente “Prisoners of War” e “Aprons, Arms and Alms: Masonic Charity and the War”), nella sezione “A Permanent Memorial” viene sottolineata sia la creazione di un “Ruolo d’Onore” per ricercare e ricordare tutti i Fratelli caduti in guerra sia le tante iniziative locali per Memoriali che ne conservassero e tramandassero la memoria, ivi inclusa quella successiva di Great Queen Street.

Sicuramente meno evidente ma sostanzialmente efficace fu però il ruolo svolto nell’assistenza caritativa in cui furono mobilitate quasi tutte le Istituzioni di fondazione massonica che offrirono la loro opera attivamente e generosamente, intensificando il già stretto legame con la Croce Rossa. Prova ne fu, ad esempio, l’iniziativa dell’Ospedale Massonico di Guerra ma anche l’attivo contributo delle Masonic Charities, quali la “Royal Masonic Benevolent Institution” (RMBI), la “Royal Masonic Institution for Girls” fondata nel 1788 (RMIG) e la analoga “for Boys” (RMIB) fondata nel 1798. Trasversale inoltre come presenza fra le sezioni, ma per questo di notevole importanza per l’opera di informazione svolta, fu l’azione della stampa massonica, in particolare delle testate Masonica ed il settimanale The Freemason di cui è riportata ricca documentazione. Fra tutti gli aspetti esaminati, spiccano infine quelli delle storie di prigionia, che testimoniano di un elevato spirito solidale e mutualistico fra fratelli massoni internati o imprigionati nonché fra loro e la Grande Loggia.

A fronte di richieste per aiuti umanitari relativi a generi di prima sussistenza, sempre soddisfatte laddove possibile, risultano numerose le richieste per la costituzione di Logge anche provvisorie in campi di prigionia non solo europei. Ciò è testimonianza del sentimento di continuità che l’attività di Officina poteva garantire alle comunità di quei membri che, riconosciutisi nei campi di prigionia od internamento, tendevano inevitabilmente a ripristinare la continuità dei riti. In molti casi, le richieste alla Gran Loggia per la fondazione di nuove logge per Prigionieri di Guerra furono approvate, spesso limitatamente a Logge d’Istruzione, come nel caso della Loggia Cappadocia, fondata da Ernest G. Dunn e di cui si conserva ancora la minuta degli atti.

Mostra e relativo catalogo sono stati mirabilmente curati dallo staff di Biblioteca e Museo della Massoneria, sotto la direzione di Diane Clements che ha avuto modo di ringraziare i collaboratori Martin Cherry, Mark Dennis e Susan Shell anche per i contributi al catalogo, nonché il Dr. Alan Borg ed il Dr. James Daniel per i commenti alla pubblicazione quando ancora in bozza.
La mostra sta riscuotendo notevole successo di pubblico e critica e, nel ringraziare quanti hanno contribuito al suo successo con il loro lavoro, la consigliamo vivamente a tutti gli italiani che sono in procinto di visitare Londra per turismo o lavoro.

La mostra “English Freemasonry and the First World War” resterà aperta sino al 6 marzo 2015 presso The Library and Museum of Freemasonry, 60 Great Queen Street, Londra WC2B 5AZ, UK. Email libmus@ugle.org.uk

(Servizio Biblioteca)



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