La mamma ti vuole bene, una webcam per vedere i figli lontani

Il 21 ottobre sarà presentato agli Intronati un progetto rivolto alle lavoratrici immigrate

Essere costrette a lavorare lontano dal proprio Paese e non poter vedere e sentire la propria famiglia, magari un figlio piccolo, che abita a migliaia di chilometri di distanza. Una realtà spiacevole che tante donne, divise dai loro cari a causa dal fenomeno dell’emigrazione, conoscono bene anche nel nostro territorio. Soprattutto le tante badanti provenienti dall’est Europa.

Da qualche tempo per loro c’è a Siena la possibilità di un contatto almeno virtuale con i familiari, tramite internet e postazione webcam. E’ questo l’obiettivo del progetto “La mamma ti vuole bene”, realizzato a Siena dall’Associazione di promozione sociale “Rumeni a Siena e amici”, in collaborazione con l’Associazione delle donne rumene in Italia (ADRI), con i partner istituzionali Provincia di Siena e Biblioteca degli Intronati, e che sarà presentato a Siena, presso la biblioteca degli Intronati, il giorno 21 ottobre 2013 alle ore 15.30. Interverranno: l’assessore provinciale al Welfare Simonetta Pellegrini, Silvia Dumitrace presidente dell’Associazione delle Donne Romene in Italia-ADRI, Mariana Denisa Grapa presidente dell’Associazione “Rumeni a Siena e amici”, Luciano Borghi direttore della Biblioteca degli Intronati.

Il progetto, aperto ai cittadini di tutte le nazionalità, prevede la creazione di ponti telematici tra la popolazione straniera residente nel comune di Siena e le località estere dove risiedono i familiari. Mettendo a disposizione, nei locali della Biblioteca degli Intronati, in giorni e orari stabiliti, postazioni internet dotate degli strumenti necessari per la comunicazione audiovisiva – cuffie, microfono e webcam- si dà la possibilità alle assistenti domiciliari di comunicare con i propri figli e di poterli anche vedere. La biblioteca, istituto di coordinamento della Rete documentaria senese, sarà solo la prima della provincia e della rete in cui verrà avviato il progetto. Presto seguiranno altre biblioteche nei comuni più interessati al fenomeno dell’immigrazione.



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