La luce che cerchiamo non si spenga mai. Festa del solstizio a Pisa

Alla presenza di oltre 500 Fratelli a pié di lista delle logge degli orienti della toscana, di più di 60 maestri venerabili e di numerosi dignitari ed ufficiali del Grande Oriente, si è tenuta la Festa della Luce organizzata dal Collegio Circoscrizionale della Toscana che, come sempre, ha visto una larga partecipazione di Fratelli di tutta la comunione, benché in netta predominanza toscani.

Dopo l’apertura dei lavori e l’ingresso del Gran Maestro, accompagnato dal primo Grande Ufficiale, Moreno Milighetti, vengono ricordati i nomi dei Fratelli toscani passati all’Oriente Eterno. Successivamente ad alcune relazioni delle Commissioni Circoscrizionali, si interrompono i lavori rituali per l’ingresso dei De Molay, delle Stelle d’Oriente e degli ospiti profani. Dopo l’intervento del Presidente del Collegio Circoscrizionale toscano, Francesco Borgognoni, le Luci di Loggia procedono quindi al rituale solstiziale previsto dalla Festa: nel tempio in penombra, attraverso Saggezza, Forza e Bellezza, si celebra il ritorno della Luce, accompagnato dalla catena d’unione che simbolicamente unisce tutti gli esseri umani in fraterna armonia. Si continua con la consegna dei diplomi e degli attestati, da parte dei Gran Maestri Onorari, Mauro Lastraioli e Massimo Bianchi, ai Fratelli della Comunione toscana che hanno raggiunto i 40 anni di appartenenza alla nostra Istituzione.

Al termine, il Gran Maestro inizia salutando tutti i presenti, a partire da tutti coloro che non hanno trovato posto nel Tempio e che stanno seguendo la cerimonia solstiziale da una sala contigua collegata in audio-video, apre, quindi, il suo intervento conclusivo ricordando che tornare a casa è sempre piacevole, soprattutto avendo vicino i Gran Maestri onorari toscani che sono semi di Luce per tutti i Fratelli: La luce che cerchiamo nel percorso della nostra vita si può, a volte, affievolire, l’importante è che non si spenga mai, in modo da poter riprendere forza e vigore al momento opportuno.

Il Gran Maestro ricorda come, girando in lungo e il largo l’Italia, abbia vissuto alcuni episodi memorabili, quale quello accaduto in provincia di Campobasso, dove i Fratelli Molisani avevano organizzato una tornata a Logge riunite, molto partecipata. Durante la chiusura dei lavori, un Fratello molto anziano, seduto fra le colonne, chiede di abbracciare il Gran Maestro; il Fratello Michele -così si chiama- con l’aiuto di un bastone si avvicina lentamente ad Oriente, mentre il Gran Maestro gli va incontro, giunto sul pavimento a scacchi Michele abbraccia forte il Gran Maestro che, a sua volta, avverte il vigore del calore fraterno: l’Amore fraterno è capace di generare quel calore umano che tocca il nostro cuore, perciò, dietro i nostri paramenti, deve esserci bontà e benevolenza verso il prossimo.

L’ultimo pensiero va ad Angelo, un fratello di Bari che ha incontrato durante l’innalzamento delle colonne di una nuova Loggia. Stasera tornerò a casa ma non troverò nessuno, queste le sue parole: moglie e figlia sono mancate e la sua famiglia adesso sono i Fratelli; Fratelli a cui Angelo dedica tutti i suoi sforzi, ecco quindi che dobbiamo dimostrare e rivendicare la nostra appartenenza attraverso la benevolenza, l’amore e la Fratellanza.
Al termine dell’intervento, escono gli ospiti per la chiusura rituale dei lavori. La serata poi si concluderà con la consueta Agape Bianca.



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