LA GAZZETTA DI TARANTO • Donati tre defibrillatori. Cerimonia di consegna in occasione del 20° anniversario della Loggia La Fenice

” È la “prima volta” a Taranto di Stefano Bisi, ma il Gran Maestro del Grande Oriente di Italia dimostra di conoscere molto bene le problematiche della città: «il problema dei problemi di Taranto è l’Ilva, e sono sicuro che se si applicherà il “metodo massonico”, che prevede l’ascolto dell’interlocutore, la tolleranza nel comprendere le ragioni della sua posizione, si riuscirà a trovare quel momento di sintesi in cui vengano garantiti i diritti inalienabili della salute e del lavoro». Stefano Bisi è il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani, l’obbedienza massonica più numerosa del nostro Paese, in Italia conta circa 23.000 massoni iscritti in un migliaio di Logge, tredici solo a Taranto. (…) Stefano Bisi è nel capoluogo fonico per partecipare alle celebrazioni del ventennale della Loggia “La Fenice” di Taranto del Grande Oriente d’Italia: nella serata di sabato scorso, presso l’Hotel Delfino un pubblico numeroso ha partecipato a una manifestazione che, dopo un momento di solidarietà, si è sviluppata con un programma culturale con la lettura di versi e passi di opere sul mito della Fenice, intervallati da brani musicali di Mozart e Sibelius eseguiti dall’Orchestra Taras diretta da Nadir Garofalo. (…) Nel corso della serata la Loggia “La Fenice” ha donato un defibrillatore alla Società Sportiva Dilettantistica “Taranto Football Club 1927”, uno al Centro interdipartimentale “Magna Grecia” di Taranto del Politecnico di Bari, e uno alla struttura complessa di Cardiologia dell’Ospedale Santissima Annunziata di Taranto, nonché buoni per corsi di “Primo Soccorso BLS” all’Associazione Sportiva Dilettantistica “Amatori Volley” di Pulsano. Visibilmente emozionata Elisabetta Zelatore, presidente del “Taranto Football Club 1927”, ha detto «sono particolarmente onorata di ricevere, in un contesto così importante, un defibrillatore, una apparecchiatura che permette a un uomo di salvare la vita a un altro uomo in un momento di difficoltà: è un dono altamente simbolico che ben rappresenta quei valori di amicizia e fratellanza che devono essere alla base della pratica sportiva a tutti i livelli». (…) Leggi l’articolo integrale su La Gazzetta di Taranto del 26 ottobre 2015


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