La cultura è più forte dei fondamentalismi. Salvi i manoscritti della biblioteca di Timbuctu

Questa straordinario patrimonio dell’umanità risale al XIII secolo.Il complesso dell’università di Timbuctu (che comprendeva, oltre la madrassa di Sankoré, anche le moschee di Djinguereber e di Sidi Yahya) ha rivestito un ruolo di assoluta preminenza sia come polo culturale che come centro di insegnamento e diffusione dell’islam nell’intera Africa . Infatti poteva ospitare fino a 25 000 studenti e possedeva una delle più grandi librerie del mondo medievale (tra 400 000 e 700 000 manoscritti, una collezione superata nel continente solamente dalla biblioteca di Alessandria). La maggior parte dei manoscritti di Timbuctu è scritta in lingua araba o in lingue africane traslitterate in arabo, Tali manoscritti trattano un variegato insieme di argomenti, compresi vari aspetti della cultura dell’Islam, l’astronomia, il diritto e una vasta casistica legale.

Tra il 2000 e il 2007 l’Università di Oslo ha attivato il progetto Timbuktu Manuscripts Project. Suoi scopi sono stati il fornire assistenza fisica a quanti si occupavano di conservazione dei fondi manoscritti di Timbuctu, digitalizzandoli e predisponendo un catalogo informatico, rendendoli accessibili ai ricercatori di tutto il mondo. Tra gli altri risultati del progetto si possono ricordare: recupero delle antiche rilegature grazie all’intervento di specialisti del luogo; allestimento di un database elettronico dei manoscritti, affidato all’alta specializzazione dell’Institut des Hautes Études et de Recherche Islamique – Ahmad Baba (IHERIAB) – francese; digitalizzazione di un vasto insieme di manoscritti di proprietà dello stesso Istituto parigino, facilitazione per gli studiosi e scambio tecnico con esperti in Marocco e in altri Paesi.

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