Innalzate le colonne della “Gentile da Fabriano”

Il 24 febbraio nella nuova Casa massonica di Ancona sono state innalzate le colonne della loggia “Gentile da Fabriano” (1465) di Fabriano con l’insediamento del nuovo Maestro Venerabile Marco Russo. Con presenza del Gran Maestro Stefano Bisi e la straordinaria partecipazione dei Fratelli marchigiani, molti quelli provenienti da fuori regione, è stato dato un segno di forte coesione e di unità d’intenti per questa nuova pietra che si aggiunge al solido muro del Grande Oriente d’Italia. La loggia, come la mitica Fenice, nasce dalle ceneri della storica loggia fondata a Fabriano nel 1892 e attiva nel territorio dell’alta Vallesina fino al 1925 quando le sue colonne vennero abbattute, durante la reprimenda fascista.

“Oggi la Gentile da Fabriano è tornata ad essere viva realtà dopo quasi un secolo grazie al coraggio dei Fratelli -afferma Russo dopo l’istallazione- che sono stati al mio fianco, anche nei momenti più delicati. La città di Fabriano è stata duramente colpita dalla crisi economica e mi auguro che con la nostra azione potremo diffondere valori fondamentali della nostra istituzione quali la solidarietà e la fratellanza, colonne indispensabili tra le quali dobbiamo lavorare in armonia per il bene e al progresso dell’umanità”. Fabrizio Illuminati, presidente del Collegio circoscrizionale delle Marche, ha condotto la tornata ricordando che la “Gentile da Fabriano” è strategica per il territorio, perché si colloca in una zona di confine, una zona dove peraltro la massoneria ha scritto gloriose pagine di storia. Pagine che sono state illustrate dal Fratello Sergio Bellezza che ha scolpito la tavola “Gentile da Fabriano: la loggia storica di fine ‘800” frutto di una approfondita ricerca documentale e resa suggestiva da una raffinata capacità narrativa.

Ha concluso i lavori il Gran Maestro Stefano Bisi: “La straordinaria partecipazione di questa sera -ha detto- è un segno di forte coesione e di unità d’intenti che mette in evidenza quanto bisogno di armonia c’è all’interno della nostra comunione. C’è bisogno di concordia. Per dare un segnale in questa direzione abbiamo fatto pulizie in casa, con una politica tesa ad allontanare quegli elementi di disturbo che negli anni hanno lavorato più per dividere che per unire. Noi massoni dobbiamo diffondere e difendere i valori di libertà, uguaglianza e fraternità -ha sottolineato citando i versi di una canzone di Pierangelo Bertoli- come guerrieri senza patria e senza spada, con un piede nel passato e lo sguardo dritto e attento nel futuro. Senza patria perché i nostri valori sono universali e senza spada perché l’arma dei liberi muratori è la ragione, siamo fieri delle nostre radici ma nel vascello del Grande Oriente d’Italia navighiamo a vele spiegate attenti e coraggiosi verso le difficili sfide dei tempi contemporanei. E per fare questo abbiamo bisogno di uomini coraggiosi e capaci proprio come i fratelli della Gentile da Fabriano stanno dimostrando di essere”.

Presenti alla cerimonia numerose logge marchigiane: la Victor Hugo di Urbino, la Garibaldi 750 e la Garibaldi 140 di Ancona, la Ram 986 di Ancona, la Misa 1313 di Senigallia, la Faiani 1087 di Osimo, la Pitagora 968 e la Giordano Bruno 1164 di Jesi, la Elvia Recina 739 di Macerata, la Ankon 364 e la Rosslyn Sinclair 1418 di Ancona, la Garibaldi 145 di Pesaro, la Humiltate di Treia e la Tenna 1218 di Servigliano. Da segnalare da fuori regione la Humanitas 1079 di Perugia, la Paolo Garofolo 1008 Terni e la G.Petroni 952 di Terni.



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